Martedì 20 Novembre 2018
   
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O. MILANO, EX-AN: PISTILLI, CENTRODESTRA, FOIBE

ex-an ottavio_milano

Tre semplici domande a Ottavio Milano, ex-Alleanza Nazionale: nel periodo 1996-2000 ha ricoperto la carica di Segretario Sezionale ad Acquaviva delle Fonti, con sede in Piazza Vittorio Emanuele.

http://www.acquavivanet.it/politica/2756-ottavio-milano-gli-ex-an-vorrei-che-fossero-quelli-di-allora.html

Pochi giorni fa è stata depositata nella cancelleria del Tribunale di Bari, sezione di Acquaviva delle Fonti, la sentenza civile di condanna nei confronti del dott. Francesco Pistilli, ex-sindaco, per aver leso “reputazione, immagine, onore, decoro e dignità” delle autorità religiose: con riferimento a Mons. Domenico Laddaga e a Sua Eccellenza Mons. Mario Paciello, Vescovo e governatore dell'Ente Ecclesiastico F. Miulli. Il reato contestato dal giudice monocratico, dott. Sergio Cassano, è quello di “diffamazione e violazione degli articoli 2043 e 2059 c.c.”.

La parte lesa si impegna a devolvere a favore dell'AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro n.d.r.) i 50.000 euro di risarcimento richiesti dal giudice.

Qual è la sua analisi in merito alle recenti vicende che hanno coinvonto l’ex-sindaco Franco Pistilli?

“Non conosco nei dettagli le vicende che hanno portato l'ex-sindaco Pistilli a subire la recente sentenza di condanna. Ma una cosa è certa: quando Pistilli non era “nessuno”, negli anni dal 1995 al 2000, quando era cioè un semplice consigliere di opposizione e si affidava costantemente ai consigli del gruppo politico da me presieduto, ha condotto battaglie politiche dure e senza risparmio di colpi. Ciò non di meno, Pistilli non si è mai fatto nemmeno un graffio, non ha mai subito denunce, o querele, e quindi men che mai diffide o condanne.

Una delle conquiste più difficili da mantenere per un essere umano è il “senso dell'equilibrio”, soprattutto quando c'è una folla che ti osanna e ti plaude: come è successo a Pistilli nel 2001, allora, in quel momento, “si tocca il cielo con un dito”. Però si diventa più fragili.

Fummo in pochi nel 2001, a pochi mesi dalla sua elezione a sindaco, a capire che il successo politico di Pistilli avrebbe fatto male prima di tutto alla città, e poi anche a se stesso, e pertanto, come è a tutti noto, proprio quando “nani e ballerine” accorrevano alla sua corte, da destra e da sinistra, noi alla data del 31 luglio 2001 smettemmo di frequentare la sua persona insieme alle stanze del potere di Palazzo de Mari.

Pistilli ci guardava dall'alto in basso, e riteneva di non aver più bisogno di chi lo aveva consigliato e supportato fino alla vittoria elettorale: ormai lui aveva le istituzioni e gli apparati comunali tutti al suo servizio. Storica la frase: “I miei peggiori nemici sono diventati i miei migliori amici”.

Credette così di poter risolvere i problemi della città dall'oggi al domani e di poter aspirare a più alti traguardi politici. Purtroppo le problematiche della città si sono aggravate e la sua carriera politica ha avuto una drastica interruzione con la perdita della poltrona di sindaco prima, di consigliere provinciale e comunale poi.

Forse c'è da dire che proprio chi lo ha indotto in errore e gli ha causato gli attuali guai giudiziari, vive e vegeta tranquillamente e se la spassa, ma ciò non lo esime da responsabilità. Un ultimo pensiero di compatimento va a chi lo ha votato, alla gente umile e lavoratrice che ha creduto in lui: non tanto nel 2001, cui fra quelli “seppure critici” c'eravamo anche noi, ma a quella del 2006, che con ostinazione, nonostante i danni evidenti alla città, continuava a credere in lui: e fra questi non c'erano solo le classi meno abbienti, ma anche concittadini autorevoli, fra cui qualcuno che non è più tra noi.”

Il PDL acquavivese non conosce ancora una sede, né un congresso.

Quanto può rilanciare il centrodestra acquavivese il prossimo congresso cittadino della PDL?

 

“Questa è una domanda che andrebbe rivolta a chi mantiene ancora responsabilità negli apparati politici del PDL o del centro destra. Pertanto io non posso essere di valido aiuto, essendo fuori dalla vita politica attiva della città da diversi anni ormai.

Tuttavia, dalle cronache cittadine, non posso non rilevare che il caos negli ambienti del centro destra, e del PDL in particolare, è grande, e quindi se da una parte urge la convocazione di un congresso che metta ordine nelle sue fila, dall'altra appare evidente la difficoltà oggettiva della sua organizzazione, stante la mancanza di un leader autorevole e referenziale sul territorio.

Se allarghiamo l'orizzonte a tutto il centro destra, dobbiamo convenire che la cosa non cambia. D'altronde lo specchio di un centrodestra scialbo lo si ha guardando il "quadro" consiliare dove l'opposizione – e quindi il centrodestra – è in parte in maggioranza, in parte passa dalla minoranza alla maggioranza, e quel che resta in minoranza “non vede-non sente-non parla”. Dunque, non vorrei sbagliare, ma prima del congresso, bisognerebbe armarsi di lanterna e mettersi alla ricerca dell'uomo, dell’uomo nuovo, del nuovo leader: sperando di trovarne uno migliore di Pistilli, ovviamente.”

Cosa rappresenta la Giornata del 10 febbraio?

“Tutte le terre ad etnia mista hanno vissuto e vivono, come ci insegnano le cronache di ogni giorno, fenomeni di eccidi come quelli delle foibe istriane. Ne deriva che, doveroso da parte nostra è il ricordo e l'ossequio per quelle popolazioni che hanno pagato un alto tributo di vite umane a causa della contrapposizione etnico-politica, come avviene in altre parti del mondo – “vedi Irlanda del nord, Paesi Baschi, eccettera”... Questa triste esperienza, però, deve essere sì rievocata ad onore delle vittime, ma deve servire affinchè finalmente si mettano da parte “etnie”, “diversità” e “quant'altro” per riaffermare, oggi come non mai, l'unità sovranazionale, l'unità europea – politica, sociale ed economica… Che, se attuata in tutte le sue connotazioni, porterebbe enormi benefici alle popolazioni interessate, e oserei dire al mondo intero.

Le amministrazioni locali ed in particolare la nostra, che pare essersi addormentata, dovrebbero cogliere l'occasione della celebrazione di queste ricorrenze anche per dare un insegnamento ai loro figli più giovani.

Il ricordo delle foibe: affinché le frontiere comprendano un territorio sempre più vasto.”

L’istituzione della Giornata del 10 febbraio è avvenuta attraverso la legge 92/2004: “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe”.

 

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