Giovedì 15 Novembre 2018
   
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CHI SONO OGGI I VOTI DEGLI EX-AN?

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Qualcuno ricorda cos’era la destra acquavivese fino a poco meno di un lustro fa?

Abrusci con il circolo Almirante? Chiechi con la sede a Via Roma?

Qualcuno ricorda quant’era importante specificare a quale circolo politico si apparteneva?

E quali erano “analiticamente” o “metafisicamente” le differenze fra l’uno e quell’altro partito?

Ma questa comparazione non valeva solo a destra…

Fra l’uno o quell’altro giovane: come quel simpatico derby di smorfie, ad esempio, fra giovani tesserati di Alleanza Nazionale e quelle dei vicini diessini, “rossi malpelo”…

Da non confondersi coi passionari rifondisti del “Volpino isterico”: l’indimenticabile cruciverba di Claudio, i primi articoli di un certo Sergio.

Come risposta ai tazebau di un certo “Veleno”, o di un certo Leonardo. O alle coccarde di Giuseppe per il “dieci febbraio”…

Ma oggi, quella da raccontare, è tutta un’altra storia.

Con l’ingresso in scena di FLI, anche ad Acquaviva, si segna così il ritorno del “mondo finiano” al cospetto dell’agorà della Cassarmonica.

Ma cosa si allude, oggi, a “mondo finiano”?

Un ritorno della destra? O un qualcosa che ha “utilmente” rotto con il passato?

La penultima volta che aveva fatto capolino il nome di “Fini” è stata nel non molto lontano 2008, quando ancora esisteva una militanza di Alleanza Nazionale: sebbene in procinto di aderire in massa al cartello della PDL – Berlusconi Presidente.

La PDL un cartello? No. È evidente, invece, che parliamo ancora di un partito. Un partito che vanta molti tesserati in città e nessuna sede fisica.

Ma, prescindendo da questi particolari relativamente importanti, altra è la domanda che ci poniamo. Anzi, due. La prima: che fine hanno fatto i partiti di militanza a destra ad Acquaviva?

La seconda: come si è socialmente evoluta la destra ad Acquaviva?

La prima domanda conosce già una facile risposta: esistono le tessere, esistono coscienze di centrodestra, ma non esiste alcun rapporto fra il tesserato e il suo rappresentante in Consiglio. O meglio, le tessere devono ancora giungere. Così come dovrà ancora giungere il primo vero congresso cittadino della PDL…

Ma se la PDL è ancora ferma, FLI non può certo “dire gatto se non ce l’ha nel sacco”: e non hanno ancora vinto una battaglia. E bisogna vedere se i potenziali elettori comprenderanno appieno l’attuale braccetto con la maggioranza…

Ma da qui, interveniamo rispondendo sicuri anche alla seconda domanda: con la fine di Alleanza Nazionale, il nostro vecchio elettore di destra è stato certamente costretto ad evolversi.

Nel berlusconismo, nel civismo, nel regionalismo.

Allo stato attuale, del vecchio mondo nazionalconservatore acquavivese, oggi c’è solo un gran vuoto. E ci si chiede se il vecchio elettore AN si senta ancora rappresentato.

Ma la verità, quella più pura e semplice, è che la vera destra democratica, quel passaggio anni ’90 da “destra nazionale” a “destra razionale”, è del tutto oggi sospesa, da ridefinire: rinunciando, al momento, nel saper lanciare nuovi messaggi ai giovani. O nel saper rottamare le vecchie generazioni.

Ma, dopo la caduta del berlusconismo, dopo la mutazione genetica dei finiani locali, e dopo il silenzio assordante di Acquaviva Nel Cuore, l’elettore acquavivese di destra saprà ancora come orientarsi?…

La sua indole è sempre stata quella di sostenere i valori di un territorio, di un’identità, di una tradizione secolare…

Valori che, in una forma molto meno populista e più trasversale, oggi potrebbero benissimo configurare in un movimento a sé stante: ponendo eventualmente da parte tutte le illusioni del presente e i cattivi stereotipi del passato, e guardando ai veri problemi del territorio, della città…

Da destra a sinistra, non possiamo che essere fedeli al nostro appello, cui siamo soliti lanciare: “guardare al Bene comune”…

http://www.acquavivanet.it/attualita/2650-qbene-comuneq-la-risposta-a-un-nostro-lettore.html

Ma a parte le nostre riflessioni (sempre e democraticamente, e puntualmente, sindacabili), sarebbe ora di capire quale sarà il futuro della destra acquavivese: se il “nuovo” dimostrerà, ora, di non essere verticista, o se il “recente” sarà già in grado di rottamare il “nuovo”.

 

 

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