Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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SURICO: "FLI ALTERNATIVA AL TORPORE DELLA POLITICA"

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Futuro e Libertà per l’Italia, meglio noto come FLI, è una recente realtà nata nel centrodestra: sorta sotto il segno di una ricercata discontinuità rispetto alle istanze promosse dal Popolo della Libertà.

Dalle parole del Consigliere regionale Giammarco Surico, spese in occasione del lancio della nuova campagna tesseramenti FLI ad Acquaviva delle Fonti (conferenza stampa presso lo studio dell’avv. Luca Leoncini. 01.02.2012), emerge che il “nuovo” non sta “né a destra e né a sinistra”; ma “coinvolto” nel progetto del nuovo Terzo Polo italiano, con Unione Di Centro e Alleanza Per l’Italia: verso il Partito della Nazione.

Obiettivo di FLI è essere dunque la risposta al torpore che attanaglia tutti i partiti pre-esistenti: e qualora UDC e API vengano meno a questa nuova visione fondata sulla discontinuità, lo stesso FLI, di conseguenza, sarebbe anche disposto a correre da solo. E supplendo al posto del berlusconismo.

Opposizione alla Regione, ma promotrice di soluzioni costruttive all’azione politica della Giunta Squicciarini, il “nuovo” propone un colloquio continuo con la cittadinanza: attraverso tesseramento e partecipazione dal basso.

Aprirà da subito, e materialmente, un circolo ad Acquaviva. Già lanciata una nuova crociata giovanile: Generazione Futuro.

Guardiamo alle prime proposte: analizzando la situazione acquavivese, si lancia l’idea di una nuova fondazione mista, pubblico (per i debiti) e privato (per la gestione), per venire direttamente incontro alle attuali esigenze del Miulli.

Surico: “Dobbiamo essere realisti. E Acquaviva, ora, si guardi bene dal commettere nuovamente gli stessi errori del passato, quelli di una nota classe politica locale che aveva contrastato, nei fatti, la visione di un dialogo più costruttivo con l’Ente ecclesiastico. Sappiamo, tutti, che la precedente amministrazione non ha fatto altro che allontanare il Miulli pericolosamente da questa città.”

Colpa delle “politiche irresponsabili di un recente passato, dove la città non vi ha di fatto guadagnato nulla”.

Surico aggiunge: “Va affrontata in maniera seria la questione del vecchio stabile Miulli: il trasferimento degli uffici giudiziari resta, a mio sommesso parere, solo una soluzione tampone. Servirebbe invece agitare molto meglio le acque, con un qualcosa di più interessante, come un centro di riabilitazione intensiva: un’attrattiva anche per gli utenti dei paesi limitrofi.”

Proponendo, ipoteticamente: “un project financing anche con privati e che possa rivitalizzare anche dal punto di vista commerciale tutta l’intera area circostante”.

FLI non sarebbe il PDL: “non è un partito verticista, perché le decisioni che verranno da noi prese saranno ponderate, e discusse, coinvolgendo direttamente la nostra base. O le stesse partiranno dalla nostra base”.

E rincara: “il PDL, essendo propriamente verticista, non potrà mai, dal basso, definirsi un partito”.

 

FLI, per estensione: Futuro e Libertà per l’Italia per il Terzo Polo, può definirsi l’erede diretto di Alleanza Nazionale, oppure rappresenta a sé una nuova evoluzione?

 

“Futuro e Libertà per l’Italia non è un sedicesimo di Alleanza Nazionale, è un nuovo partito: il 50-60% dei suoi aderenti ha estrazioni diverse da AN. Anzi, devo dire che molti ex-AN non hanno seguito Fini in questa sua scelta dirompente, scelta che però si è rilavata assolutamente veritiera, alla luce di quanto poi è avvenuto nello scenario della politica italiana.

Come diceva De Gasperi: “il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista, invece, guarda alle prossime generazioni”, in questo Fini ha avuto una grande capacità nel intravedere il nostro comune futuro.

Oggi FLI è un partito aperto a tutti, a tutti coloro che intendono sposare la filosofia liberista cattolica e portare avanti quei valori che sono stati già messi ai primi punti della nostra agenda politica.

Il 60% dei suoi aderenti ha storie molto differenti dall’esperienza di Alleanza Nazionale, e noi non abbiamo preclusioni di ragionamento con nessuno: pretendiamo, invece, pari dignità con chiunque ci prestiamo a colloquiare.”

 

L’eredità filosofica, politica, di destra, di Pinuccio Tatarella, a suo modo di vedere, si intravede appieno nelle attuali istanze promosse da FLI o dalle idee molto più liberal-conservatrici promosse dal PDL?

 

“Con la crisi della Prima Repubblica e il segno del passo del proporzionale, poi distorto dall’esperienza di sedici anni di berlusconismo, mi rivedo ora nella parte buona dei valori della Prima Repubblica: quando la politica si soffermava, o ripartiva, direttamente dal territorio, ragionando, e dialogando, anche per correnti.

Certo che con la presenza dell’attuale “Porcellum” non si può che essere ben distanti da questa visione. Ma per Pinuccio, Pinuccio Tatarella, la politica doveva rappresentare, invece, una prima garanzia per le esigenze del nostro territorio. Non ultimo, lui stesso ci aveva insegnato a guardare oltre: oltre il polo. E Futuro e Libertà, proprio nel ricordo di Pinuccio, ha, dunque, la missione di andare “oltre”: è destra, ma non è PDL.

È Europa. E, al momento, non si riconosce nell’attuale geografia del centrodestra italiano.”

 

Dal “Ministro dell’Armonia” al “Partito dell’Armonia”?

 

“Indubbiamente: perché con la situazione politica in cui noi oggi ci ritroviamo, devono contare solo i programmi e non gli uomini. E dico questo anche per chiudere una parentesi storica fondata sui troppi personalismi.”

 

Per il Consigliere Regionale FLI Giammarco Surico, il Miulli è un centro di eccellenza a cui bisogna essere grati: “non possiamo non essere grati, e ha bisogno di una mano. A differenza delle ASL, che ormai rischiano di essere definite come un fallimento. Vendola ha corporato tutto in maniera discutibile e scellerata.”

 

Le ASL andrebbero ripensate, mentre tutta la Sanità pugliese sarebbe ormai gestita politicamente in forma discutibile: “per evitare di chiudere ospedali, si poteva, qualche anno prima, almeno ridurre del 1% (uno percento) la spesa. Il problema, oggi, non è chiudere gli ospedali, ma potenziare i servizi di primo e secondo livello: perché non è normale proporre delle eventuali campagne di prevenzione e aspettare due anni per un’ecografia o una mammografia…”

 

Tutta la Sanità pugliese andrebbe ripensata: “Tommaso Fiore, che considero comunque come un amico e gli porto rispetto, a mio parere ha gettato la spugna. Quanto alla nostra Sanità: ormai la gente và a curarsi fuori, quando dallo Stato italiano giungono circa 7 miliardi e mezzo. E non si assume più nei nostri ospedali, c’è crisi anche in questo settore. Abbiamo quest’anno circa 95 milioni di debito. Vendola ha sbagliato anche ad Acquaviva”.

Commenti  

 
#1 dignità 2012-02-04 16:22
La banda bassotti era il male assoluto e per colpa loro il paese e gli uffici comunali erano alla deriva.
Oggi si capisce chi sono i veri trasformisti della politica acquavivese e chi sta affossando il paese.
Conisigliere Surico cosa ha dato ad Acquaviva in questi anni?
 

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