Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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LE RIDUZIONI INDENNITA' DI CARICA: UTILI O INUTILI?

domanda

 

Se c’è una cosa, oggi, che può realmente arricchirci tutti è il buon esempio e il dialogo: inteso quest’ultimo come lo scambio, sano e opportuno, delle libere vedute e delle libere opinioni. Crediamo che questa continua promozione della diversità umana sia il chiaro sentire della nostra democrazia.

Anche perché il problema, oggi, del pensare troppo globale non sempre ci aiuta a fare delle attente analisi dal basso. E non sarebbe affatto male, talvolta, invertire il polo di questo nostro campo di informazione: ovvero, pensare “eticamente” e “locale” ed estendere “dal nostro chilometro zero al mondo” il nuovo buon esempio.

Il Consiglio Comunale dello scorso 9 gennaio ha visto come prima protagonista la mozione sulle “riduzioni al 50% delle indennità di carica”, concernente le attività di: Sindaco, Vice-sindaco, Giunta Municipale, Presidente del Consiglio Comunale, fino ai gettoni di presenza dei singoli Consiglieri Comunali.

La mozione, come già noto, non ha avuto successo ed è stata bocciata.

La maggioranza di centro-sinistra, sorvegliata speciale dell’opposizione SEL (che, logica impone, diverrà quest’ultima la sorvegliata speciale di tutto il resto dell’opposizione, compreso l’alleato Chiechi…), si è, dunque, riservata di prendere tempo.

Una domanda sorge spontanea, ma deve essere da noi formulata con raziocinio: “ma quella nota mozione, discussa lo scorso 9 gennaio 2012, è stata bocciata per una mancata progettualità all’interno delle Commissioni Consiliari, o perché il Governo Cittadino si limiterà, in futuro, solo di delegare alla volontà dei “singoli interessati” il compito di porre in essere delle azioni solidali?”

Nel primo caso, le opposizioni si sarebbero comportate completamente in mala fede: perché avrebbero, ancora una volta, agito troppo d’impulso e senza consultare nella forma più costruttiva le forze della maggioranza; cercando di metterla nuovamente in difficoltà e portando avanti il classico gioco delle azioni dimostrative, demagogiche, e strumentali. Nel secondo caso, “però”, il passaggio non sarebbe del tutto chiaro.

A tal punto: “la mozione bocciata, discussa per circa tre ore in sede a Palazzo De Mari, aveva come scopo la semplice promozione politica di un mero esercizio di solidarietà, o il tentativo, molto più civico e trasversale, di ridurre i costi della politica?

 


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