Martedì 20 Novembre 2018
   
Text Size

TEATRO, PRG, SIC, EX-167: LA PAROLA A CARUCCI (SEL)

sinistra ecol_libe

 

 Come possiamo pensare al bene comune di Acquaviva? Di recente (AcquavivaNet, 31.12.2011), abbiamo cercato di porre ai lettori un preciso quesito: per arricchire i suoi contenuti, abbiamo anche ipotizzato un nostro scenario di fantapolitica.Prescindendo di apparire fedeli, o meno, a una logica di partito”, abbiamo ipotizzato l’utilità di un laboratorio atto alla rivalutazione delle risorse del territorio acquavivese: un laboratorio “figlio” di un ipotetico forum sulla Sostenibilità e sulla Produttività locale (interlocutori: associazioni locali, scuole locali, imprese locali, esercizi locali…), con il fine “anche” di spronare la nostra vita politica locale. E, in fede al nostro discorso fantapolitico, “se i partiti non partecipavano direttamente ai temi del sociale e della sostenibilità”, si auspicava l’intervento, sia a destra che a sinistra, di nuove piattaforme civiche, create a tema, moderate e localiste.

Abbiamo poi lanciato un monito nell’interesse dei giovani della città: “pensate al bene comune senza bandiere e non ripudiatele”; un messaggio volutamente in antitesi all’anti-politica.

Adesso lasciamo la fantapolitica (…“almeno per il momento”), per tornare a parlare di politica locale: quella vera e propria.

AcquavivaNet intervista il Prof. Marcello Carucci, Consigliere Comunale di opposizione, Sinistra Ecologia Libertà. “Teatro”, “PRG”, “SIC”, “Ex-167”: è un piatto ricco, ma il Consigliere non si è negato e si è cortesemente concesso per una nostra intervista.

Come Acquaviva può ripartire dal sociale?

“Acquaviva potrà ripartire dal sociale alla sola condizione che le forze sane presenti nel nostro territorio, “politiche, imprenditoriali, professionali, intellettuali e giovanili”, siano in grado di individuare, in sinergia, direttrici e occasioni di crescita da un lato, e aree e manifestazioni di disagio dall'altro. Individuazione sinergica di prospettive future e di realtà concrete presenti su cui operare è anche questione di buona volontà, di buon senso, e di umiltà: per fare emergere soluzioni condivise, e per non fare prevalere operazioni speculative di valenza oligarchica, fatte passare per occasioni di sviluppo del nostro territorio; sempre con la benedizione di determinate forze politiche.”

Qual è la posizione di SEL sul problema del completamento e della riapertura del Teatro?

“Premesso che come forza politica ben radicata sul territorio e nelle istituzioni acquavivesi, noi prendiamo atto con incredulità, mista a rabbia, del fatto che, a circa due anni dall'insediamento di questa amministrazione comunale, la questione del Teatro sia stata praticamente cancellata dall’agenda politica. Riteniamo, tuttavia, che la questione del completamento dell'opera debba essere presa di petto, e costituire una priorità amministrativa: per evitare che alla incompletezza della struttura subentri il degrado e succeda al Teatro - in corso di realizzazione - ciò che è già avvenuto con il centro sportivo “Tommaso Valeriano” o con il Ricovero di mendicità “Umberto I”. Importante è, in ogni caso, avere idee chiare sulla finalità della struttura, una volta completata: finalità che non dovranno “mai” rappresentare doppioni delle attività attualmente svolte dalle identiche strutture teatrali operanti nei comuni viciniori, a cominciare da quella di Gioia del Colle; sulla cui esperienza pregressa dobbiamo ben riflettere al fine di trarne gli elementi positivi ed evitarne gli errori, ove possibile. Non abbiamo preclusioni di alcun tipo in ordine al tipo di gestione che la struttura possa avere in futuro. Eventualmente chiamati a un contributo di idee nella prospettiva del reperimento delle risorse necessarie al completamento dell'opera e della sua destinazione, così come della sua gestione, certamente non ci sottrarremo alle nostre responsabilità.”

Qual è la situazione ad oggi di PRG, SIC, e vicenda ex-167?

“L'amministrazione acquavivese ha perso tempo prezioso per la trasformazione del PRG da norma giuridica a strumento concreto dello sviluppo economico-urbanistico del nostro territorio, consentendo, in questo modo, la riorganizzazione delle note oligarchie della speculazione edilizia; le quali hanno cercato prima di ritardare in ogni modo l'approvazione del Piano e ora hanno sferrato un'offensiva frontale contro di esso: per indebolirlo e depotenziarlo, e comunque per ritardarne l'effettiva entrata in vigore. Si segnalano in questa torbida battaglia di retroguardia quei settori politici, ben circoscritti e riconoscibili all'interno della maggioranza che governa – o, meglio, malgoverna – Acquaviva, i quali sognano ancora la colata di cemento a Collone e nella zona SIC. Per noi di SEL la questione si pone in termini molto semplici: il PRG va applicato così come esso è e non si sposta di un millimetro. La zona SIC non si tocca perché lo impediremo con ogni mezzo. Per quanto riguarda, infine, la vicenda ex-167 siamo del parere che il contenzioso debba essere abbandonato dal Comune senza indugi: siano chiamati i proprietari espropriati in modo iniquo e siano risarciti senza tentennamenti. Il Comune deponga le armi, constati la sconfitta rimediata nelle sedi giurisdizionali, e persegua i responsabili del disastro: che troverà, senza problemi, nelle aree della propria maggioranza consiliare; “vivi e vegeti a distanza di circa trent'anni”, arroganti ora più di allora.”

Come definire i rapporti fra centrosinistra acquavivese e SEL?

“Si tratta di una questione complessa, alla quale guardiamo con una certa preoccupazione: innanzitutto perché si tratta di rapporti di tipo evidentemente asimmetrico fra un partito, il nostro, nel senso tradizionale del termine – con una sede, con organismi dirigenti in carica e nel pieno delle loro funzioni, con una vivace e democratica dialettica interna, con una intensa attività politica su temi nazionali e di interesse locale – e “meri agglomerati umani” rispetto ai quali la sigla di partito assolve alla funzione di “mero contenitore”, o comunque di “copertura”. Il PD acquavivese è ormai da tempo entrato in una fase di crisi quasi terminale, privo di organismi dirigenti, ridotto a pura e semplice rappresentanza consiliare non sempre consonante con l'amministrazione comunale, destinato a condividere nel tempo il medesimo destino politico del Sindaco; in mancanza di un cambiamento deciso di rotta. Non vedo come in questa fase e in queste condizioni si possa ipotizzare una ripresa del dialogo all'interno del centrosinistra, se l'amministrazione comunale continua il suo percorso di omologazione politica, gestionale e umana al centrodestra degli anni passati. La nostra collocazione all'opposizione non ci ha impedito, tuttavia, di stabilire una intensa collaborazione istituzionale nel campo dell'attività di commissione consiliare – l'attività più oscura, ma spesso più utile alle esigenze della macchina amministrativa.

La mia presenza nella Prima Commissione – quella che si occupa della stesura dei testi regolamentari e della revisione dello Statuto – è spesso fondamentale per il raggiungimento del numero legale necessario al suo funzionamento e, per quanto riguarda la quantità e la qualità dell'apporto, mi sembra riscuotere l'apprezzamento del Presidente e degli altri consiglieri componenti assieme ai quali si è sempre raggiunta l'unanimità: a testimonianza del fatto che l'opposizione intransigente al quadro politico amministrativo non ci impedisce, dacché ne abbiamo le capacità, di renderci utili ad Acquaviva. Non escludo che le relazioni nel centrosinistra possano migliorare. Anzi: lo auspico. Ma le condizioni del miglioramento non dipendono da noi.”

 

Commenti  

 
#6 PINO SOLAZZO 2012-01-11 01:07
Condivido perfettamente l'analisi fatta da Michele, vorrei però partire dalla base del problema, cioè dalla politica, i proclami della destra, della sinistra, del centro su queste tematiche sono e rimangono solo fumo negli occhi, perchè in un periodo di così grandi problematiche assistiamo al teatrino della politica che nulla decide, maggioranza che esclude il confronto con la minoranza, minoranza che parla, parla, parla, solo per demolire e non per costruire, arroccata su contrapposizion i personali che nulla hanno con la necessità di portare il paese fuori dalle secche di una politica logora e che nulla produce se non costi. Non voglio però perdere di vista la responsabilità che ognuno di noi, ciascuno per la propria parte, come cittadini abbiamo, una responsabilità che nulla produce, esattamente come la politica, una responsabilità lontana dalle necessità dei bisogni di chi è in difficoltà, di chi è senza lavoro, di chi è ammalato. E' a noi che dobbiamo fare queste domande prima che rivolgerci ai politici, ai quali dobbiamo far sentire forte il nostro disappunto, ma per farlo, mettiamoci sotto accusa noi stessi per primi. Passando poi a quanto oggetto di discussione, penso che sia necessario veramente creare squadra per dare idee, proposte, che non siano di una parte o dell'altra, che mettano al centro noi cittadini, chiamando la politica a rendere attuabili progetti seri e veri, progetti reali e non cattedrali nei deserti, progetti che partendo dalle risorse disponibili creino attrazione di fondi privati, di aziende interessate ad investire in un territorio che merita senz'altro di più. Su questo caro Michele, caro Marcello, cari amici di Acquaviva, guardiamoci intorno e ricerchiamo vere opportunità e concrete realizzazioni.e
 
 
#5 2012 2012-01-09 19:00
Bene Natale, almeno qualcuno propone....vorr ei capire dal Consigliere Carucci, a parte la demogagia di cui è Maestro, cosa propone concretamente per la riapertura del teatro....in buona sostanza dove prenderebbe lui i finanziamenti? Le risposte devono essere gentilmente documentate con numeri. Grazie.
 
 
#4 Michele Natale 2012-01-08 17:48
OSSERVAZIONI FINALI
In tutta l’intervista è assente un soggetto importante: gli acquavivesi.
Si denunciano, giustamente, ritardi amministrativi, poteri forti e sudditanze a tali poteri, sono indicate condivisibili linee guida; ma, in definitiva la fissa politica amministrativa, emerge chiaramente dalla domanda finale: “I rapporti fra centro sinistra di Acquaviva e SEL?”.
Strana chiusura di un’intervista che si apre annunciando l’idea di ipotizzare “l’utilità di un laboratorio atto alla rivalutazione delle risorse del territorio”. Risorse individuate in un altrettanto strano elenco che, pur terminando con i punti di sospensione, cita “associazioni locali, scuole locali, imprese locali, esercizi locali, …” mancano gli acquavivesi, manca la comunità locale. Ritengo questa non un’assenza casual. Questa assenza significa la condivisione di una logica di rappresentanza delegata, quella rappresentanza su cui si regge l’attuale sistema politico, dimostra la contrarietà a forme di democrazia diretta. Chiarire e superare questo punto, riguardo ai diversi modi di cercare la soluzione dei problemi, è fondamentale per l’avvio di un costruttivo confronto.
 
 
#3 Michele Natale 2012-01-08 17:41
PRC – SIC – 167
Sul problema PRG, SIC, 167, è evidente che le varie amministrazioni hanno perso tempo, come chiare sono pure le cause di questa “perdita di tempo”, altrettanto individuabili sono i poteri forti e i loro referenti politici di ieri e di oggi. Il punto di partenza ritengo debba essere: Perché avviene questo? E’ davvero solo una questione di tempo o di scelte amministrative? Come accumulare la forza per risparmiare tempo, vincere sui poteri forti e costruire lo spazio in cui scegliamo di vivere?
I problemi che abbiamo non sono solo quelli indicati dal consigliere Carucci, anche se veri e urgenti. Occorre un intervento su diversi piani, quello progettuale e operativo non può svilupparsi in maniera corretta senza avviare i cambiamenti necessari circa l’idea di abitare su cui si basa l’attuale sistema. Senza questa elaborazione ideale resteremo su un piano dominato dai poteri forti che ruotano intorno alla speculazione edilizia finalizzata esclusivamente al profitto. Per superare questo scoglio occorre riappropriarsi della capacità umana di organizzare gli spazi in cui si vive, progettarli, costruirli e renderli vivi attraverso la permanenza stabile della gente che li abita. Partendo dal considerare come fondamentale questa capacità, che la nostra specie ha dimostrato di avere sin dalla sua origine, anche se con l’avvento del capitalismo ci è stata sottratta, si potrebbe legare fra loro vari problemi affrontati nell’intervista : il Teatro, il PRG, la zona SIC, la 167, e tanti altri.
 
 
#2 Michele Natale 2012-01-08 17:36
TEATRO
Un primo momento di verifica di questa metodologia può diventare il Teatro comunale e i lavori per la sua riapertura. Il punto da dove siamo partiti nella scelta di intervenire sul problema con la raccolta di firme è stato quello di aggirare il pesante masso della politica istituzionale, proprio perché consapevoli che non solo quest’amministr azione comunale – ma anche le precedenti – hanno sottovalutato il problema, sino a cancellarlo del tutto.
La finalità della struttura assume un aspetto fondamentale per tutta la questione, siamo consapevoli che non iniziando da zero tutto sarà, inevitabilmente , condizionato dalle scelte del passato che certamente – proprio perché si perdono nel tempo – non hanno considerato l’attuale situazione dei paesi viciniori. Pur alla presenza di questo limite, le esperienze di queste realtà non devono essere un freno, o un utile alibi all’immobilismo dell’amministra zione, ma una risorsa e un insegnamento.
Il Centro Studi “A. Lucarelli”, Teatro Egò e Ass. “L’Incontro” stanno lavorando a definire una proposta complessiva su cui consultare altre Associazioni, i cittadini, le forze politiche e, giunti a una proposta condivisa, presentarla alle Amministrazioni Pubbliche per il suo accoglimento e realizzazione, sotto l’attento controllo di un comitato cittadino.
 
 
#1 Michele Natale 2012-01-08 17:33
Finalmente si entra nel merito dei problemi, di là d’ipotetici laboratori che si tenta di costituire con un fine annunciato, i problemi reali del paese sono appunto altri da quel fine.
Condivido l’appello del consigliere Carucci alla società civile, quale unica forza “in grado di individuare, in sinergia, direttrici e occasioni di crescita …”, come pure l’individuazion e come fondamentale problema da superare con urgenza, quello di individuare gli strumenti di comunicazione, di confronto democratico, di collaborazione su proposte condivise. Occorre aprire rapidamente canali di comunicazione che abbiano come attori principali la gente comune.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI