Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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RADOGNA: "UN NEW DEAL PER CAMBIARE ACQUAVIVA"

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Giovani e Politica. Un rapporto strano a volte perverso. In alcuni casi colpa di entrambi. In un precedente articolo abbiamo parlato della fondamentale importanza della consulta giovanile dove i giovanissimi appassionati alla res publica possano confrontarsi e crescere assieme ponendo le basi di una futura classe dirigente capace, competitiva e pronta a Governare (non amministrare) la nostra cittadina.

In queste calde giornate di agosto abbiamo incontrato Mario Radogna, segretario della Giovane Italia di Acquaviva, che nel corso di quest’ anno tanto ha prodotto in termini di cultura politica grazie al prezioso aiuto di circa trenta giovanissimi collaboratori. Forse un folle. Di certo un visionario. Radogna ha lanciato la sua ultima provocazione: un ‘New Deal per cambiare Acquaviva’. Ricordiamo che il New Deal (nuovo corso) fu l’avveniristico piano di riforme economiche e sociali promosse dal presidente americano Franklin Delano Roosevelt fra il 1933 e il 1937, per risollevare il Paese dalla grande depressione che aveva travolto gli Stati Uniti d'America a partire dal 1929: il Big Crash. Alle elezioni presidenziali statunitensi del 1932 il candidato democratico F. D. Roosevelt promise una serie di misure urgenti al fine di rilanciare l'economia statunitense, colpita da tre anni di dura depressione.

"Sono convinto se c'è qualcosa da temere è la paura stessa, il terrore sconosciuto, immotivato e ingiustificato che paralizza. Dobbiamo sforzarci di trasformare una ritirata in una aanzata. [...]Chiederò al Congresso l'unico strumento per affrontare la crisi. Il potere di agire ad ampio raggio, per dichairare guerra all'emergenza. Un potere grande come quello che mi verrebbe dato se venissimo invasi da un esercito straniero".

(Discorso inaugurale del 4 marzo 1933)

Ma entriamo nel dettaglio di questo nuovo corso per Acquaviva.


La nostra città versa in cattive acque, e davvero ci sarebbe bisogno di un nuovo corso, non parliamo naturalmente di riforme economiche o in campo industriale o di opere pubbliche, come se si fosse al Governo Nazionale, ma sicuramente di provvedimenti urgenti e di naturale creativa, di grande originalità e inventiva per risolvere l'annosa questione della dilagante disoccupazione giovanile acquavivese e delle infrastrutture strategiche. Mala tempora currunt per Acquaviva. Cosa ne pensi delle dimissioni del Sindaco?

Esattamente, Mala Tempora Currunt per Acquaviva delle Fonti, è la definizione giusta, per descrivere le perturbazioni politiche che questa città da troppo tempo si trova a dover vivere, e con le stesse a dover convivere, perché è l'unico modo per andare avanti secondo la cittadinanza: soccombere. Non è possibile, né tantomeno è accettabile che l'instabilità politica sia dettata da ricatti, da rancori personali, da desiderio di appagamento personale o nell'interesse di poche lobby di potere, che lo stesso potere lo esercitano con grande veemenza da troppo tempo su questa città. Corrono tempi bruttissimi, per Acquaviva perché l'Amministrazione Comunale in carica anziché pensare ad intercettare finanziamenti comunitari, europei e regionali per la costruzione di un nuovo Palazzetto dello Sport, per la costruzione di un Polo Commerciale e/o Fieristico, per la costruzione di nuove strutture per gli anziani, per gli adolescenti, per i minori con i Fondi Regionali del Piano di Zona, pensa invece a farsi la guerra al proprio interno, appagando la smania di potere che è insita in ogni Governance che a tutto pensa, fuorché agli interessi collettivi e della società civile acquavivese. Servono nuove idee per questa città, servono nuove speranze, servono nuove giovani e preparate energie, serve un nuovo corso, un New Deal per Acquaviva”.

Primo anno della Giunta Squicciarini, promossa o bocciata?

Dopo il primo anno di Giunta Squicciarini, sono costretto a bocciare sonoramente questo Governo Municipale, non per cattiveria, o competizione o per faziosità, ma perché i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nessun settore ha lavorato, nessun settore si è distinto per creatività e originalità, tranne il settore della cultura, che nonostante abbia lavorato tanto e bene, non garantisce al 29 Luglio un palinsesto completo di attività dell'Estate Acquavivese 2011. Il settore delle infrastrutture è fermo, mancano ancora decine e decine di strade da asfaltare, e quel che è peggio è che sono arterie principali come l'Estramurale San Pietro e Molignani, la via adiacente Piazza Garibaldi e la via adiacente Piazza Vittorio Emanuele. Il centro storico manca di valorizzazione, l'urbanistica è ferma e lo stesso vale per il piano urbano per il traffico. Acquaviva non è disciplinata nella sua viabilità da semafori, peculiarità unica in tutta la Provincia di Bari, di paesi di simili dimensioni. Non sono garantite nemmeno le ordinarie attività amministrative, figurarsi se siamo qui a chiedere lo straordinario. A quattordici mesi dall'insediamento, il bilancio dell'attività politico- amministrativa è catastrofico, tranne l'ambito culturale e la prosecuzione di opere pubbliche già poste in essere dalla precedente amministrazione. Sonora bocciatura anche per la soluzione di svendere i beni immobili comunali della città, a mio parere anche perché come affermava Niccolò Macchiavelli ‘la fortuna libera l'uomo dalla situazione ma non dalla paura’ perché in tal senso non si risolvono i problemi economici, che si risolverebbero invece richiamando nella nostra città catene multinazionali di centri commerciali, le quali dovrebbero versare tante tasse per stabilizzarsi sul territorio e creare centinaia di posti di lavoro. Tuttavia l'opposizione (Gruppo Pdl, e Liste collegate al dottor Petruzzellis) responsabilmente ha avvallato l'iniziativa per responsabilità istituzionale e lodevolmente ha contribuito a salvare la già disastrata situazione dei conti pubblici comunali”.

 Sulla tua pagina Facebook hai parlato di ‘New Deal (nuovo corso) per Acquaviva’. Un termine un po’ azzardato. Da rappresentante dei giovani del centro destra cosa è per te il new deal? in cosa consiste?

Non è difficile ipotizzare o pensare ad un nuovo corso per questa città, vedendo lo stato malconcio in cui versa, e la putredine delle attività amministrative rinvenienti dagli ultimi venti anni di amministrazione. A paesi limitrofi, sono bastati sei-sette anni per risalire la china, ed oggi essere all'avanguardia per standard qualitativi di tenore e qualità della vita. Un New Deal, significa smettere di sperare nella manna dal cielo, bensì iniziare a coinvolgere l'intero tessuto connettivo della città, stravolgerlo, stressarlo inducendolo a partecipare e ad attivarsi per avviare un nuovo corso. E' naturale che soltanto il coinvolgimento di una classe dirigente che spazi in tutti i settori della società civile potrebbe garantire risultati finora impensati. Bisogna attivare l'industria turistica e della ricettività, bisogna attrarre capitali esteri e nazionali sul territorio, bisogna scommettere sui prodotti tipici locali, sulla loro lavorazione, sulla loro industrializzazione, bisogna puntare sulla reingegnerizzazione delle risorse umane per evitare che laureati brillantemente all'UNIBA o al POLIBA scappino verso mete settentrionali dell'Italia. Tutto questo è possibile farlo, solo avviando processi economici di benchmarking, che consentano alla nostra terra di divenire recettore e attrattore di tutto quello che i nostri giovani laureati vanno a cercare altrove in Italia o fuori dall'Italia. Se per esempio pensiamo che un nostro illustre cittadino acquavivese, sta tentando con tutte le sue forze e la sua sagacia di attrarre molte aziende su Acquaviva Zona Pip per la lavorazione e trasformazione differenziata dei rifiuti con un Progetto Pilota "Polo del Riciclo", è davvero triste non riuscire a non immaginare un Polo della Lavorazione dei Prodotti Agricoli (ciliegie, olive, mandorle, percoche) con Industrie Agro-Alimentari, Industrie Oleificie, Industrie del Confezionamento della Confettura e dei Prodotti Dolciari e da Forno per Export. Per non parlare poi del Business ancora dormiente della Cipolla Rossa di Acquaviva (che potrebbe coinvolgere industrie dell'estetica, della salute, del benessere, della cosmetica e naturalmente dell'enogastronomia) e del Settore Fieristico Alimentare e delle Sagre.

Questo sarebbe solo il progetto, l'embrione, il seme della speranza per un nuovo corso, per un New Deal per la Città e le sue potenzialità celate”.

A tuo parere quali sono i motivi per cui sono pochi i giovani ad interessarsi alla politica?

 

Per il semplice motivo che non è possibile interessarsi o appassionarsi, ad un qualcosa che fa acqua da tutte le parti. Interessarsi alla politica significa, immergersi nelle viscere di un mondo che non è assolutamente chiaro, trasparente, né tantomeno lineare. Significa in un certo senso, cominciare a perdere la testa per un settore che non dà appagamento passionale, che non garantisce un ritorno, per un settore dunque che può far male e spezzare le gambe a chi è ancora puerile e quindi non ha minimamente capito i complicatissimi ingranaggi della macchina o del sistema, e verso la cui macchina potrebbe poi non credere mai più. Ai giovani non interessa tutto questo, non interessano le complicanze, le macchinazioni, interessa il prodotto finito, e cioè il posto di lavoro. Ma perché la dolcezza della politica, la passionalità delle sue iniziative, delle sue connotazioni antropologiche, sono state imbastardite dalla veemenza dei processi legati alla conquista del voto, alla manipolazioni intellettuale e quindi alla conquista del potere, spurio dal processo progettuale, spurio dalle sanzioni da pagare nel caso in cui il processo progettuale non viene realizzato almeno al 90%. Ecco cosa ha imbastardito la politica, benché meno è quasi impensabile parlare di Politica Giovanile pura, slegata da questi processi. Io con grande difficoltà tuttavia, porto avanti questo progetto di rinnovamento della politica e decine e decine di ragazzi anche adolescenti, mi seguono con grande passione ed entusiasmo”.

Credi che una consulta comunale giovanile servirebbe a riaccendere gli animi dei nostri giovani?

Credo che un po’ più di onestà intellettuale da parte della classe dirigente servirebbe a riaccendere gli animi ormai spenti dei nostri giovani, che come nelle novelle di Pirandello, a volte assurgono ad essere personaggi in cerca di autore. La consulta dei giovani sarebbe un'ottima iniziativa per portare al dialogo e alla cooperazione tutte le segreterie delle forze politiche giovanili, ma ripeto è necessario che i cittadini prima di concedere il proprio consenso, comincino a vedere a chi stanno dando il voto e per quale ragione, su quale proposta progettuale. La mia proposta progettuale è quella di un Nuovo Corso, di un rinnovamento generalizzato di tutti i processi produttivi, economici e di Governance della città”.

 

Commenti  

 
#2 Mario Radogna 2011-09-12 08:39
Caro Nectar, quindi tu vorresti dirmi che l'Operazione Acquisizione Alitalia e la creazione di una cordata di imprenditori italiani fatta dal Consiglio dei Ministri, non è un'operazione di Governance Pubblica di Centro-destra. Chi paga gli insoluti, chi ha risollevato la Compagnia di Bandiera? Vorresti dirmi che le ultime operazioni messe in atto dal Ministero della Gioventù sono fuori da questa logica? Nectar ti invito ad andare a dare una spulciata su questo sito: http://www.gioventu.gov.it/diritto-al-futuro/diritto-al-futuro-300milioni-di-euro-oggi-per-il-domani-dei-giovani-italiani.aspx
 
 
#1 nectar 2011-08-25 17:04
ma radogna dove pensa di vivere? siamo ad acquaviva non negli usa..e poi le politiche del new deal prevedono un intervento massiccio dello stato nell'economia, precetto che non si lega bene con forze politiche conservatrici e di centro destra che prediligono privatizzazioni e intervento zero dello stato per non gravare sulla finanza pubblica..radog na decidi da che parte stare? sei un conservatore o un progressista?
 

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