Martedì 13 Novembre 2018
   
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LA CONSULTA COMUNALE GIOVANILE PER IL FUTURO DI ACQUAVIVA

giovani

Ci sono giovani che sono già vecchi. Che ragionano per fazioni, per vecchie appartenenze. Sull’attenti dinanzi a pseudo capibranco che ordinano la ritirata o l’avanzata, a seconda della contingenza momentanea. E loro obbediscono da bravi soldatini senza fiatare o mascherano quel “sìssignore” come altro. E invece i giovani devono fare i giovani, non scodinzolare, infischiandosene delle logiche dei vecchi fatte di quote, di piroette, di bizantinismi, di cambi strumentali, di scuse. I giovani devono restare giovani, nelle idee e negli atteggiamenti, perché devono essere testimoni viventi di indipendenza, di prestigio: insomma, di quel carburante pulito e vigoroso che dovrebbe servire alla nuova Politica.

Pare che alcuni dei nostri giovani politicanti sia affetto dalla misteriosa sindrome del protagonista del breve racconto dello scrittore statunitense Francis Scott Key FitzgeraldIl curioso caso di Benjamin Button’ in cui il protagonista della storia, Ben, inspiegabilmente nasce con l’aspetto di un uomo anziano ultrasettantenne. Ovviamente i nostri ragazzotti non hanno certo le sembianze di un ultrasettantenne da Prima Repubblica, ma a sentirli disquisire, a vederli duellare a suon di idee e teorie di alta caratura politico culturale (?) nella massima Agorà cittadina, beh viene davvero  naturale credere al racconto di Fitzgerald. Giovani politici che nascono vecchi dentro, nelle idee. Questa metastasi non affligge solo il nostro paesino, bensì l’intero stivale verde bianco rosso.

La colpa è da ricercarsi non nei neofiti della politica, ma nei veterani che a loro uso e consumo strumentalizzano per propri fini le giovani risorse.

Oramai i nostri giovani sono assuefatti da questa politicastra (o meglio politicaccia). Un sistema talmente pervasivo che riesce a corrodere tutto, anche quel poco che c’è di buono.

Ma le nuove generazioni mondiali, a differenza di quanto sta avvenendo in Italia, stanno reagendo con forza e vigore a questo status quo. Ovunque avanzano movimenti di protesta contro la crisi economica (e contro disoccupazione e precariato) e contro un sistema democratico che di democratico ha davvero ben poco. Democrazia parola suggestiva e poetica, null’altro.

Ma qualcosa pare stia cambiando. Merito soprattutto delle nuove forme di comunicazione (di cui abbiamo già parlato più volte da queste colonne). Gli chiamano “Gli Indignados”. Questo il nome del movimento dei giovani indignati che partito da Puerto del Sol a Madrid ha conquistato quasi tutto il mondo.

L’idea è quella di esportare in Europa (ma non solo) le rivendicazioni dell’onda araba in Tunisia, Egitto, Bahrain, Siria e Yemen. Ovviamente tutto questo veicolato attraverso popolarissimi social network come Facebook e Twitter.

Prima Madrid, poi Barcellona, poi Valencia. Parigi, Milano, Firenze, Roma (arrivato in Italia tramite gli studenti spagnoli in Erasmus nelle nostre Università, ma che non ha fatto molti proseliti come nel resto delle principali piazze europee). Atene, Minsk, Tel Aviv, Santiago del Cile.

Proprio dal Cile arriva una grande novità. Dalle proteste è nato un partito degli studenti universitari, i quali per rivendicare diritto allo studio e eguaglianza sociale hanno occupato centinaia di Atenei. Il loro leader sta facendo tremare il presidente Sebastián Piñera (il Berlusconi del Cile). Camila Vallejo Dowling ha 23 anni, due spettacolari occhi verde-azzurro e un piercing al naso. Fino a novembre dell’anno scorso era soltanto una studentessa della Facoltà di Geografia della Università del Cile. Poi è stata eletta presidente della Fech, la Federazione degli Studenti dell’Università del Cile (la seconda donna presidente in 106 anni) e dopo qualche mese è diventata la leader della ribellione più massiccia e straordinaria del dopo Pinochet.

Una ragazza bellissima e intelligente che sfida un Governo. Dovrebbe far riflettere tanto in un italietta che vede la donna solo come velina e soubrette.

Sono questi i giovani di cui avrebbe bisogno Acquaviva e l’Italia tutta. Ragazzi coraggiosi, portatori di idee e valori in grado di ridare speranza e futuro alle future generazioni.

Un passo significativo, (crediamo non comporti oneri finanziari troppi esosi per le esigue casse comunali), che dovrebbe fare la nostra Amministrazione (sempre se la stessa resterà in carica per i prossimi anni visto che le dimissioni del Sindaco per ora non sono state ritirate), potrebbe essere quella di istituire, come in altri comuni virtuosi, la Consulta Comunale Giovanile, un Consiglio comunale dei piccoli, ove possa svilupparsi e prender forma una nuova classe dirigente che possa far tornare Acquaviva agli antichi fasti di un tempo.

Restituiamo, dunque, il Futuro ai Giovani.

 

Commenti  

 
#2 claudioForzaNuova 2011-08-01 20:56
il sottoscritto Pietroforte Claudio ha avuto un incontro con l'assessore Pietroforte il giorno 3 maggio e ancora oggi aspetta una risposta.Speria mo che ora si muovano.Forza Nuova
 
 
#1 BLA BLA BLA 2011-07-28 19:33
SONO VENT'ANNI CHE LE CONSULTE ESISTONO E NON SONO MAI SERVITE A NIENTE. A NIENTE!!!
 

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