Giovedì 15 Novembre 2018
   
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ZULLO: “ECCO COME STABILIZZARE I PRECARI DELLA SANITA'

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Autorizzare i Direttori Generali delle Asl a bandire concorsi da espletare entro dicembre 2011 e, nel frattempo, per garantire i livelli essenziali di assistenza, mantenere in servizio il personale del servizio sanitario regionale la cui stabilizzazione è stata annullata dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato, in quanto illegittime, le procedure fin qui seguite dal Governo Vendola.

E’ in sintesi quanto prevede la Proposta di Legge presentata dal consigliere regionale del PdL, Ignazio Zullo, per trovare una soluzione alla questione che riguarda circa 500 medici del SSr per cui il Governo Regionale aveva previsto la stabilizzazione senza concorso con la Legge 4/2010.

La soluzione – spiega Zullo – è semplice e non capiamo perché il Governo regionale non la adotti: la Consulta ha dichiarato illegittima la stabilizzazione sostanzialmente per mancata previsione di prove concorsuali; possibilità di dilatazione della spesa per il personale, mancata riserva degli esterni, mancata previsione dell’autonomia universitaria per le Aziende Ospedaliere – Universitarie. I Direttori Generali hanno quindi risolto i rapporti di lavoro, determinando gravissime carenze di personale medico negli ospedali, che mettono a rischio i Livelli essenziali di assistenza. La Proposta di Legge, quindi prevede che, nel rispetto del Piano di Rientro, delle Leggi dello Stato e della Costituzione, il Governo regionale autorizzi i Direttori Generali a bandire concorsi per titoli ed esami, nei limiti della spesa consolidata con riserva dei posti non superiore al 50% a favore del personale già interessato al processo di stabilizzazione, il cui rapporto di lavoro è stato reso nullo in seguito alla sentenza della Consulta. Si prevede anche che, nelle more dell’espletamento dei concorsi, per garantire i Lea, quel personale venga mantenuto in servizio”.

Questa – conclude Zullo – ci sembra una proposta che muovendosi nel limite della legittimità e del Piano di Rientro, possa costituire una soluzione, o quantomeno una base di discussione, da portare quanto prima all’attenzione del Consiglio regionale, nella certezza che l’Assemblea non possa continuare a far finta di non accorgersi di quello che sta avvenendo nel SSR e degli effetti devastanti che l’immobilismo del Governo regionale sta avendo sull’assistenza e sulle aspettative di cittadini e lavoratori

 

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