Domenica 18 Novembre 2018
   
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IL NATURALE(?) LIMITE DELLA PUBBLICA OPINIONE DI ACQUAVIVA

prometeus

 

Prometeo, dal greco antico Προμηθεύς Promethéus, (colui che riflette prima), è l’eroe divino che più di chiunque altro ha amato il genere umano nella sua eterna limitatezza e mortalità. Spinto dal suo grande Amore per gli uomini, volendo migliorare la loro misera condizione e la loro finita sorte, osò rubare il Sacro Fuoco agli Dei dell’Olimpo, facendone dono ai mortali.

AcquavivaNet è lieta di ospitare tra le sue fila il moderno Prometeo, il quale nelle prossime settimane “illuminerà” il buio e lastricato sentiero dell’informazione cittadina.

 

Sono state settimane davvero roventi ad Acquaviva. Non solo per le temperature africane che si sono registrate nel nostro paese, ma per il clima ultra surriscaldato della politica locale.

Acquaviva was Burning (letteralmente, stava bruciando).

 Nel giro di pochi giorni stavano per frantumarsi le intere bianche (mica tanto) mura del Palazzo.

Cellulari bollenti. Messaggi al vetriolo. Lunghissime e infinite discussioni –riunioni notturne di Maggioranza.

Poi l’imprevedibile. Quello che non andresti mai ad immaginare. Oppure si.

Le inaspettate dimissioni del Sindaco, giunte il giorno prima dell’approvazione del Bilancio (poi approvato con larga maggioranza come se nulla fosse accaduto), come doccia fredda, hanno spento tutti (almeno per il momento) i bollori di politici e politicanti di Acquaviva.

Non sapremo mai cosa si è veramente detto nella misteriosa stanza dei bottoni. A voler essere corretti, pochi ne sono a conoscenza, il resto, la maggioranza (soprattutto gli elettori di questa amministrazione sono e ne resteranno all’oscuro).

È un classico di ogni sistema di Potere. Il potere per conservare se stesso si deve comportare come tale. Per il potere questo è un comportamento normalissimo. Meno fatti fuoriescono dalle stanze del comando, più a lungo il Sistema può essere vitale e auto conservarsi, mantenendo il proprio dominio sui sudditi-elettori.

Per questo nella Parigi dei Lumi del 700 alcuni intellettuali si riunivano nei Caffè e discutevano tra di loro del Potere e delle sue sfaccettature. I suoi intrighi, i suoi misteri, i suoi limiti , i suoi difetti. I suoi crimini.

Con l’amplificazione dei media del tempo, ovvero il classico e beneamato Quotidiano, venne a formarsi cosi la Pubblica Opinione, meglio conosciuta come Opinione Pubblica.

Checché se ne dica, anche Acquaviva ha la sua pubblica opinione., Sarebbe una visione miope e parziale quella che vorrebbe il cittadino medio del paese non interessarsi alla propria Polis.

Provate a farvi un giro in Piazza Vittorio Emanuele, e sotto i non più vitali e rigogliosi alberi  ne sentirete davvero delle belle. Il “Dialogo sopra i due massimi sistemi del Mondo” del celebre scienziato Galielo Galilei nulla è a confronto.

Di parlare, si parla, e pure tanto. “Parole, parole, parole…” recita una celeberrima canzone della Tigre di Cremona Mina. Già soltanto parole. E che parole poi.

Grandi menti discutono di idee, menti mediocri discutono di eventi, piccole menti discutono di persone e di quel che fanno” (E. Roosevelt).

Qui ad Acquaviva si discute pedissequamente di persone e di quel che fanno, anche di quelli che non ricoprono incarichi pubblici.

Volendo “strumentalizzare” (è proprio il caso di dirlo) il famoso filosofo del 700 Immanuel Kant, esponente di spicco dell’Illuminismo tedesco, potremmo dire che ad Acquaviva il cittadino-suddito-elettore si ferma al Fenomeno senza mai cercare di oltrepassarlo per giungere infine al Noumeno.

Ding an sich” (cosa in se) o noumeno. È  un concetto che si riferisce ad una realtà inconoscibile ed indescrivibile che, in qualche modo, si trova "al fondo" dei fenomeni che osserviamo, sullo sfondo, al di là dell’apparenza (di come cioè le cose ci appaiono).

Il "fenomeno", che nell'accezione di Kant indica “la realtà così come possiamo farne esperienza”. Kant spiega che la ragione non può accedere al noumeno se non come a un “concetto-limite”, del quale possiamo solo dire che è a fondamento di tutto ciò di cui facciamo esperienza.

Per il filosofo tedesco esiste dunque un limite naturale umano conoscitivo. “Stuprando” il pensiero kantiano potremmo sostenere che la politica nelle stanze del potere è il noumeno (il non visto, la sostanza, il reale). Insomma la  politica nuda e cruda con tutti i suoi intrighi, giochetti, trasversalismi, delitti e misfatti.

Il cittadino-elettore di Acquaviva dunque secondo la nostra tesi, è innatamente programmato, standardizzato, conformato, assuefatto a conoscere solo il fenomeno, solo la superficie, solo l’apparenza delle cose. Insomma qualunque cittadino è destinato naturalmente(?) ad accontentarsi dell’analisi fenomenica, di quello che può vedere (anzi sarebbe il caso di dirlo, di quello che fanno vedere e fanno ascoltare).

Toccherà ancora una volta all’eroico Prometeo rubare il Fuoco dal Palazzo e (ri)accendere le menti buie di Acquaviva. Speriamo solo che i cittadini rischiarati dalla sacra luce della Verità vogliano squarciare finalmente quel pesante e longevo (da quasi almeno trent’anni) schopenaueriano  Velo di Maya.

 

 

Commenti  

 
#1 neo33 2011-07-22 20:24
e mo chi è quest'altro giustiziere della notte mascherato? quanti mascheroni ad acquaviva!!!
 

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