Giovedì 15 Novembre 2018
   
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PIETROFORTE: “CREEREMO UN ‘CITY BRAND’ PER ACQUAVIVA”

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Nella prima parte della lunga intervista rilasciata ad AcquavivaNet dall’Assessore Francesca Pietroforte (http://www.acquavivanet.it/politica/1986-un-anno-di-cultura-ad-acquaviva-parla-lass-pietroforte.html), i lettori avranno potuto constatare  cosa è stato fatto in un anno dall’amministrazione per quanto riguarda la promozione dell’arte e della cultura nel nostro paese.

In questa seconda parte di conversazione, l’Assessore  alla Cultura che detiene anche la delega al Turismo e Promozione del Territorio) ci ha anticipato alcune idee innovative, per adesso ancora in cantiere, per veicolare la promozione del nostro territorio e valorizzare il patrimonio culturale ed enogastronomico in un ottica di sistema.

È un dato oggettivo già acquisito dall’opinione pubblica che Acquaviva non è mai stata un  paese a vocazione turistica, a parte eventi straordinari quali la Madonna di Costantinopoli e la Festa della Cipolla (le quali riescono a malapena a far confluire nel nostro paese un po’ di “turismo”), per cui secondo la Pietroforte occorrerebbe al paese “creare la sua immagine e  rafforzare la sua identità attraverso un marchio che sia in grado di distinguerla dagli altri comuni e di darle forza sia all’interno che all’esterno della realtà di riferimento”. Il progetto in cantiere, di cui ci ha parlato la giovane assessora dunque è quello di creare per il paese un “City Brand”.

Entriamo nel dettaglio e vediamo di cosa si parla…

 

Assessore lei ha avuto il merito di veicolare il ‘Rinascimento Culturale’ acquavivese grazie alla sinergica collaborazione delle associazioni presenti sul territorio. Secondo lei come mai la precedente amministrazione non è stata in grado in otto anni di raggiungere tale obiettivo?

 

La ringrazio per quello che dice, la definizione di “Rinascimento Culturale” mi piace molto. Il Rinascimento fu per Firenze un periodo storico di rottura rispetto al precedente, basato sulle idee dell’Umanesimo che poneva al centro l’uomo. Io ho posto dal primo momento al centro Acquaviva, ho pensato prima di tutto a valorizzare le peculiarità del nostro paese, offrendo a chi tra i concittadini si era distinto nel campo della cultura la possibilità di farsi conoscere, insistendo per presentare alla cittadinanza le opere di acquavivesi, e ammetto di aver scoperto un tessuto di scrittori, musicisti, pittori, scultori e di personalità che hanno votato la propria vita all’arte e alla cultura che troppo spesso non è stato tenuto in considerazione. Ritengo che portare avanti una politica culturale di questo tipo sia vincente, e ciò viene riconosciuto sia dai concittadini, che da illustri membri della minoranza consiliare, che ringrazio, i quali nonostante appartengano a partiti avversi al mio, hanno più volte,  anche pubblicamente, dimostrato il loro apprezzamento verso la mia attività assessorile, esprimendo la volontà di confrontarsi e collaborare sinergicamente al di là di ogni contrapposizione puramente strumentale. Porre Acquaviva al centro della propria attenzione, come lei sottolinea nella domanda, significa inoltre rivitalizzare il tessuto associativo, fervente e pronto a mettersi al lavoro, ho già detto quanto le consulte siano importanti, proprio perché consentono di discutere, proporre, pianificare. Tutto questo però nel solco di una politica culturale che deve tracciare la rotta: il mio obiettivo è stato e resterà quello di arricchire i fruitori offrendo al tempo stesso la possibilità di rilassarsi e ricrearsi. Nonostante questo non nascondo che, quando ai primi eventi organizzati durante la scorsa edizione di “Estateviva!” la partecipazione era scarsa, ho pensato che l’impegno sarebbe stato ben più arduo: ma i concittadini hanno confermato le mie aspettative, tanto che la rassegna è stata un crescendo per numero di presenze, interesse manifestato e feedback ottenuti.

 

Adesso però il Rinascimento Culturale di Acquaviva, a causa della legge 122/2010 è in serio pericolo. In vista dell’Estate Acquavivese come intendete superare i vincoli posti dal governo nazionale (divieto per le spese di sponsorizzazione e relazioni pubbliche) per promuovere gli eventi estivi?

 

Io non la metterei su questo piano. Nell’ultima riunione con la cittadinanza sul bilancio ho dimostrato che i fondi riservati da questa amministrazione alla cultura non si sono ridotti, ma aumentati. Il problema piuttosto sta nella gestione delle somme, visto che a causa di una legge nazionale non è più possibile concedere sponsorizzazioni. Stiamo analizzando la situazione per trovare soluzioni alternative, ma al di là di questo i cittadini stiano tranquilli: stiamo mettendo in campo tutte le nostre energie affinché la seconda edizione di “Estateviva!” sia anche migliore della precedente. I problemi maggiori piuttosto derivano dall’approvazione del bilancio, senza il quale non è possibile pianificare il calendario delle attività culturali e ludico ricreative, ma a causa dei provvedimenti per ottemperare ai nuovi obblighi imposti dal Governo nazionale i tempi si sono allungati di parecchio. Nonostante questo posso già farvi un’altra anticipazione: il 23 giugno, avremo ad Acquaviva l’Orchestra della Provincia di Bari, e potremo così aprire l’Estate Acquavivese. Si tratta di una manifestazione onerosa, alla luce di quello che dicevamo in precedenza, ma ci sentiamo in dovere di aprire l’Estate con un evento degno della cultura musicale di Acquaviva. Già sono in programma attività culturali per l’anno in corso e si stanno mettendo su solide progettualità che potranno svilupparsi e produrre risultati nel tempo e che quindi vedranno sicuramente maturare i loro frutti già nella prossima triennalità.

  

L’Assessore alla Cultura e al Turismo di Cassano, per promuovere gli eventi estivi del suo paese, ha recentemente lanciato il Marchio CassanoCultura. Perché non farlo anche ad Acquaviva?

 

È senz’altro una buona idea quella di creare un brand per sponsorizzare degli eventi culturali: investire in comunicazione è una buona pratica anche per le amministrazioni locali, quindi va fatto un plauso al Comune di Cassano per aver scelto di potenziare questa leva del marketing territoriale.  Ho delle proposte da sottoporre alla Consulta della Cultura relative a questo aspetto, che però richiedono un approfondimento e un’analisi del contesto di riferimento, del nostro territorio e delle tendenze in atto. Io credo che anziché accogliere sotto un unico marchio gli eventi che genericamente potremmo definire culturali, potremmo ad Acquaviva scegliere di percorrere due strade: la strada del city brand oppure l’individuazione di peculiarità locali da tutelare. Mi spiego meglio. Un city brand si inserisce all’interno di una strategia di marketing che punta a valorizzare una città anche dal punto di vista commerciale, non dunque un singolo aspetto, come può essere la cultura, ma l’intera immagine che quella città dà di se stessa al di fuori delle sue mura. Il primo esempio che mi viene in mente è il geniale logo “I love New York”, generato per promuovere il turismo nella Grande Mela e definito dal suo stesso ideatore “l’oggetto effimero in serie più replicato del XX secolo”, o ancora “I AMsterdam” (io sono Amsterdam), un marchio che ha la funzione di comunicare non solo i vantaggi della città, ma anche i valori della tolleranza e della convivenza multiculturale.  Acquaviva non è una città a forte attrattiva turistica, ma credo che abbia bisogno di creare la sua immagine e di rafforzare la sua identità e questo può essere fatto anche attraverso un marchio che sia in grado di distinguerla dagli altri comuni e di darle forza sia all’interno che all’esterno della realtà di riferimento. Ma lo stesso discorso, anziché avere carattere generale, può riguardare singoli aspetti, penso per esempio ai nostri prodotti enogastronomici o ad eventi di particolare rilievo che possono essere raggruppati sotto un unico marchio.

 

Sulla base del progetto Sac Ecomuseo di Peucetia come intende valorizzare le potenzialità del nostro territorio?

 

Il progetto SAC Ecomuseo di Peucetia comprende i Comuni di Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Gioia del Colle, Sammichele di Bari,  Turi. È frutto di un lavoro che, nel nostro Comune, ha coinvolto il mio assessorato e alcune importanti professionalità del territorio, nonché numerose associazioni che hanno aderito al protocollo d’intesa. Il nostro progetto risulta tra quelli ammissibili e il finanziamento servirà ad attivare ed allestire centri laboratoriali e didattici attivati ed opportunamente allestiti: “Archeologia nel territorio di Peucetia” presso Palazzo De Mari  che consentirà ai ragazzi che vi parteciperanno di scoprire gli usi, i costumi e la vita quotidiana delle genti neolitiche, delle civiltà peucete, dei conquistatori romani;  “Fenomeno carsico in Peucetia”  sulle differenti tipologie di rocce, sulle strutture epigee ed ipogee, sull’analisi dei suoli e delle rocce calcaree; “Stelle di Peucetia” presso l’osservatorio astronomico di Acquaviva delle Fonti per vivere una emozionante avventura attraverso la lettura della volta celeste, dell’infinitamente grande, grazie anche all’utilizzo di strumenti propri dell’astronomo, come lo spettroscopio, la meridiana, il cannocchiale e la scatola delle costellazioni. Bandi di questo genere sono linfa vitale per i comuni che ormai devono fare i conti con risorse sempre più limitate, quindi è importante non lasciarsi sfuggire alcuna occasione. Siamo in attesa delle graduatorie di altri bandi ai quali abbiamo partecipato, tenuto conto che i tempi che intercorrono tra la presentazione della candidatura e la pubblicazione dell’esito sono piuttosto lunghi.

 

Come è possibile valorizzare l’enorme patrimonio storico-archeologico extra-urbano (vedi Salentino) di Acquaviva?

 

Per valorizzare l’enorme patrimonio storico-archeologico extra-urbano, è necessario definire un piano d'intervento, anche all'interno di progetti intercomunali, come è stato fatto nel caso dei Sac, stabilendo priorità e cercando di reperire finanziamenti pubblici o privati: il tutto non può prescindere dai preziosi consigli dell'associazionismo culturale e delle professionalità locali. Non dobbiamo trascurare nessuna strada, senza nascondere però che i fondi a disposizione per questo settore sono ridotti e quindi non sarebbe semplice effettuare scavi o anche semplici lavori di ricognizione.

 

Non crede che uno dei limiti di questo paese per quanto riguarda la cultura sia la mancanza strutturale di contenitori nei quali promuovere la stessa? Cosa sta facendo l’amministrazione per recuperare e riaprire finalmente il teatro comunale?

 

Purtroppo la carenza di contenitori culturali è uno dei limiti di questo paese, al quale abbiamo cercato di ovviare allestendo la nuova sala conferenze situata presso l’ala nord di Palazzo De Mari e instaurando rapporti di collaborazione con le chiese, che hanno diverse volte ospitato concerti, e le scuole dotate di spaziosi auditorium. Per quanto riguarda il Teatro Comunale, oltre ad aver inserito il completamento della ristrutturazione nelle opere finanziabili con il programma denominato “Contratto di Quartiere”,  l’Amministrazione Comunale sta  cercando altre vie di finanziamento, anche parziali, attraverso il coinvolgimento di soggetti privati (per esempio fondazioni bancarie, grandi imprese operanti sul territorio comunale ed extracomunale) in considerazione delle norme che prevedono sgravi fiscali per le risorse investite nel settore della cultura e dell’arte. È bene precisare però che per il completamento dei lavori occorre una somma stimata in 3,5 milioni di euro.

 

 

 

Commenti  

 
#2 neo2255 2011-06-18 16:39
già me li vedo gli acquavitani con la maglia bianca e la scritta I (L) ACQUAVIVA!!!
 
 
#1 achille 2011-06-17 12:22
Complimenti a Roberto Petruzzellis per le intelligenti e stimolanti domande. E complimenti all'Assessore Pietroforte che dimostra di sapere ciò che vuole. Io però le suggerirei di non aspettare la difficilissima conclusione del restauro del teatro, ma di tentare, nell'attesa, di realizzare un piccolo teatro-tenda, coinvolgendo nell'idea prima di tutto l'Associazione Colafemmina, poi le banche e le aziende: un piccolo teatro-tenda arredato non costa poi molto! Forza, Francesca!
 

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