Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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UN ANNO DI CULTURA, PARLA L’ASS. PIETROFORTE

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Più volte durante la passata campagna elettorale le diverse forze politiche hanno predicato la Rinascita di Acquaviva. Lo abbiamo detto più volte, la Rinascita di questo paese non può passare solo ed esclusivamente dallo sviluppo economico sociale, bensì si deve realizzare anche e soprattutto ad una dose (nel caso di Acquaviva servirebbe una ‘overdose’) di Cultura. È bene ribadirlo, la cultura è strumento di crescita e sviluppo di una comunità.

Alcuni cittadini hanno sempre lamentato la mancanza di cultura nel nostro paese, ma questi, a nostro avviso, si sono sbagliati di grosso: una importante fetta di popolazione è molto sensibile a tematiche culturali e la presenza di tante associazioni, conferma tale tesi. Il nodo cruciale della questione, e che a nostro modo di vedere ha, in circa dieci anni condotto Acquaviva verso un progressivo decadimento, è riscontrabile nelle scelte poco oculate e non lungimiranti della passata amministrazione di centro destra. Basti pensare al solo fatto che gli istituti all’interno dei quali si concretizza davvero la democrazia di una comunità, le Consulte cittadine, non sono state sempre attive, anzi diciamola tutta non sono state mai attivate.

Diversamente la nuova amministrazione di centro sinistra, la quale ha dedicato una pagina intera del suo programma elettorale alla Cultura, almeno sulle politiche culturali di Acquaviva ha segnato una rottura “epocale” con le passate maggioranze (sia di centro destra che di centro sinistra). Il solo fatto che si sia istituito l’Assessorato alla Cultura è già sintomo di un processo di cambiamento. Dopo un anno di Governo Squicciarini possiamo ben sostenere che la Rinascita Culturale del paese sta muovendo i suoi primi passi. Certo è un processo lungo che richiede parecchi anni, ma le fondamenta, sono state poste. Il merito va attribuito alla giovanissima Assessora Francesca Pietroforte che ha saputo veicolare le istanze provenienti dalla società civile e organizzare eventi e programmi culturali di tutto rispetto. Anche se ostacolata dalle scarse risorse finanziarie (circa 13 mila euro per l’estate acquavivese del 2010), è riuscita in breve tempo la scorso anno a preparare un cartellone eventi degno di nota per la prima edizione di EstateViva, a dispetto di chi pur stanziando cifre esorbitanti (del valore di  ben 50 mila 60 mila euro?) regalava agli acquavivesi davvero “Un gelato, una bevuta ai quattro zampilli, uno sbadiglio”. A parte le sterili polemiche che lasciano davvero il tempo che trovano, quello che preme sottolineare è che non sempre le cospicue disponibilità economiche riescono a produrre eventi di qualità se non accompagnate da idee originali, virtuose ed innovative.

Pertanto abbiamo intervistato l’Assessore alla Cultura di Acquaviva per farci svelare in anteprima alcuni progetti della seconda edizione di EstateViva.

 

 

Assessore Pietroforte, dopo un primo anno di attività del suo assessorato, tracci brevemente un bilancio del suo operato.

 

Fin dal momento del mio insediamento mi sono posta l’obiettivo di recuperare il contatto con la cittadinanza troppo spesso avvilita dal disinteresse e dalla mancata partecipazione alla cosa pubblica. Mi ha subito colpito lo sfilacciamento del tessuto tra amministrazione e associazioni, ritengo che il dialogo sia invece una condizione necessaria per lo sviluppo culturale di una città. Quindi sono state rese nuovamente operative le consulte riferibili alle mie deleghe, ovvero la Consulta della Cultura e la Consulta dello Sport, ed è stata restituita loro la funzione principale per la quale sono state create: offrire supporto all’amministrazione attraverso l’attività di proposta e di coordinamento delle diverse realtà presenti sul territorio. Il punto di riferimento del mio operato è stato, e continua ad essere, quello del recupero della dignità dell’essere acquavivesi, dell’appartenere a questa comunità, e dunque quale mezzo migliore per recuperare la passione verso la propria terra se non quello di esaltarne le peculiarità, valorizzarne le personalità e premiarne i meriti?

 In quest’ottica vanno letti i continui riferimenti agli intellettuali locali o alle tradizioni culturali di Acquaviva: tutti dobbiamo sapere che la nostra città ha ospitato numerose personalità di rilievo, alle quali è giusto guardare con gratitudine.

 Quest’anno ricade il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma quanti sanno quale sia stato il contributo dato da Acquaviva a questo tanto tribolato quanto fortemente voluto passaggio?

 A questo proposito vi anticipo che presto sarà dato alle stampe un volumetto che racconta gli eventi del Risorgimento nel nostro paese, in modo che tutti possano riconoscere nei propri concittadini di un tempo gli eroi che hanno combattuto, talvolta sacrificando la propria vita, per un’Italia unita e indivisibile.

Mi rendo conto del fatto che quello della riacquisizione della propria identità è un processo di lungo periodo, che paga i suoi frutti in ritardo, ma so anche che dovere di un amministratore non è quello di cercare visibilità nell’immediato organizzando solo eventi finalizzati all’intrattenimento fine a se stesso, ma quello di educare la coscienza critica della gente, fornendo spunti di riflessione e motivi di ragionamento.

L’intrattenimento è sacrosanto, deve esistere, ma non deve essere esclusivo: se facciamo lo sbaglio di assimilare la cultura all’intrattenimento finiamo per compiere un errore marchiano, quello di sottoporre ambiti diversi alle stesse categorie di valutazione, avverrebbe così che giudicheremmo un libro, una mostra, un concerto in base alla loro capacità di aggregare e di creare reddito, quasi che ascoltare un brano musicale o guardare una scultura abbiano una mera funzione ricreativa.

Io credo che la cultura sia una risorsa collettiva, uno dei nodi fondamentali per la creazione di una cittadinanza consapevole e quindi moderna; e rifuggo profondamente il teorema secondo cui la cultura vale nella misura in cui rende in senso economico, a questo principio sostituirei quello secondo cui la cultura vale nella misura in cui forma i cittadini, riuscendo alla lunga a creare una cittadinanza orgogliosa del proprio paese, quindi motivata a preservarlo e a renderlo migliore di quello che è già, attraverso i principi della partecipazione attiva. La cultura è una cosa seria, e va valutata attraverso parametri ben diversi da quello economico. Se poi la cultura produce reddito e moltiplica il profitto ben venga, ma ciò non può accadere se non in una società colta, unita e consapevole di se stessa: direi che il bene primario prodotto dalla cultura è proprio l’incivilimento.

L’anno scorso con il programma “Estateviva!” abbiamo realizzato trenta eventi, rispettando vari target di utenza, e proponendo, seppur con tempi ristretti e risorse limitate, spettacoli e manifestazioni di vario genere: dal cinema alla musica, fino alle classiche feste enogastronomiche che Acquaviva ospita da anni. Così abbiamo fatto anche in autunno e nel periodo natalizio, unendo religione e folklore, con il presepe vivente, la festa del vino, delle pettole e i mercatini e a Gennaio abbiamo sostituito il “Giorno della memoria” con la “Settimana della memoria”, con una serie di eventi tesi a rendere il giusto tributo alle vittime dell’olocausto. Da Gennaio a Maggio la nuova sala conferenze situata presso l’ala nord di Palazzo De Mari ha accolto numerosi eventi musicali: si sono esibiti talenti locali, come Marika Spadafino, Marino Cordasco, Natalizia Carone e i suoi allievi dell’associazione Musincanto, i ragazzi dell’Associazione Rivela, i cori delle nostre scuole e di alcune associazioni, ma non solo, anche il maestro Pallastri, oboista di livello internazionale, che ha tenuto una master class di oboe che ha attirato musicisti anche dalla Sardegna e dalla Toscana, esportando il nome e la tradizione di Acquaviva. Infine cantanti e musicisti hanno celebrato con noi i 150 dell’Unità d’Italia. Ai concerti si sono alternate le conferenze, abbiamo avuto il piacere di ospitare Hedi Bouraoi, nostro cittadino onorario, le lezioni di maestri come Cesare Colafemmina, Vito Antonio Leuzzi, Raffaele Licinio. Le manifestazioni sono state numerose e non vorrei correre il rischio di dimenticare nessuno: devo un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato attivamente, al prezioso contributo dell’associazionismo locale e al lavoro instancabile delle scuole.

 

Le sue idee e le sue iniziative hanno per caso incontrato ostacoli da parte di un vecchio modo di intendere la politica cittadina?

 

Contrariamente a quello che si pensa il nostro paese è pieno di gente pronta a mettersi a disposizione di tutti. Chi ha esperienza viene troppo spesso visto come colui il quale sta alla finestra a giudicare ciò che fanno i giovani, con lo sguardo corrucciato e censore, in attesa di poter sottolineare gli errori. Per fortuna nella mia esperienza politica ho incontrato persone pronte a fornire suggerimenti, a dare consigli, senza pretendere di possedere la verità assoluta, disponibile al confronto sui problemi e sulle soluzioni. Sta ai giovani capire che l’esperienza è una risorsa, facendo naturalmente le dovute valutazioni. Credo che questo modo di vedere le cose sia fondamentale al fine di ottenere risultati degni di nota e creare rapporti collaborativi di lungo termine che portino benefici a tutta la comunità.

 

 

Continua…

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