Giovedì 15 Novembre 2018
   
Text Size

INTERVISTA ALL' ON. ALFREDO MANTOVANO

alfredo_mantovano_N_1

 

Nella delicata questione dell’emergenza umanitaria scoppiata a Manduria, comune del tarantino che nello scorso mese di aprile ha accolto circa 3200 giovani tunisini scappati dal loro paese in rivolta e diretti verso la Francia, l’Italia ha vissuto una crisi politica non del tutto trascurabile. Pare che qualcuno avesse deciso che gli immigrati dovevano essere “stipati” solo nei territori del Sud, poiché su li volevano “fora di ball”. Qualcuno al Sud non ci è stato, non ha voluto piegare la testa e ha mantenuto la schiena dritta. Protagonisti di quelle convulse giornate sono stati il Sindaco di Manduria Paolo Tommasino e il Sottosegretario al Ministro dell’Interno Alfredo Mantovano. Intervenuti come illustri ospiti alla Conferenza Nazionale sull’Immigrazione organizzata dalla Giovane Italia di Acquaiva, hanno gentilmente rilasciato una breve intervista ad AcquavivaNet.

On. le, l’Italia è un paese che invecchia (il tasso di natalità è in declino) gli stranieri sono circa 4 milioni su una popolazione di 60 milioni. Sembrerebbe che da alcune parti del governo nazionale l’immigrazione sia vista solo come una minaccia. Per il PDL l’immigrazione è una minaccia o una risorsa?

Noi del Popolo delle Libertà non consideriamo l’immigrazione solo ed esclusivamente come una minaccia, per noi è realtà. Se consideriamo gli stranieri entrati come extracomunitari e poi divenuti cittadini comunitari, poiché i loro Stati hanno aderito all’UE, il numero si attesta a 5 milioni di immigrati. Se poi pensiamo al fatto che in una parabola di quasi venti anni il fenomeno immigrazione è cresciuto da 550 mila stranieri nel 1990 a cinque milioni nel 2011, con questo ritmo nel 2030 gli immigrati saranno 12 milioni e nel 2050 saranno ben 20 milioni di persone. Al di là dei termini che si possono operare già questi numeri segnalano che esistono dei problemi; se noi ospitiamo una persona a casa nostra c’è già un problema di convivenza, se ne ospitiamo tre il problema si triplica. Qui non si tratta ne di usare atteggiamenti xenofobi di nessun tipo ne atteggiamenti illusori e falso buonisti perché entrambi sarebbero egualmente dannosi.

L’UE ha recentemente bocciato il reato di clandestinità introdotto dal Ministro Maroni con il pacchetto sicurezza. Dopo lo scoppio della guerra in Libia, è saltato l’accordo bilaterale per arginare il flusso migratorio. Non crede che le politiche migratorie del Governo Berlusconi siano un po’ naufragate?

Innanzitutto la Corte di Giustizia Europea non ha bocciato il reato di clandestinità, che a dire il vero non è stato nemmeno sfiorato. La Corte ha censurato un aspetto molto di dettaglio, cioè per un reato di omesso allontanamento dopo l’intimazione ha stabilito che non è necessaria la reclusione, bensì basta solo una multa. Quindi è una cosa molto più ridotta che solo l’enfatizzazione mediatica ha trasformato nella bocciatura del reato di clandestinità. Per quanto riguarda invece l’accordo con la Libia, questo era stato brillantemente raggiunto dal Governo Italiano ma qualcuno ci ha fatto saltare questo concordato. Quindi non credo sia da attribuire al Governo Italiano questo fallimento, al contrario il nostro Governo in questa guerra sta facendo di tutto per attenuare tutti gli eventuali disagi. L’Italia è l’unica nazione che abbia mandato aiuti umanitari invece che bombe su Bengasi, ha aperto un centro di primissima accoglienza nel confine tra Libia e Tunisia per 10 mila posti, oltre ad accollarsi da sola il peso dell’accoglienza dei profughi libici. Le critiche dunque andrebbero rivolte a chi ha scatenato il conflitto e non fa nulla affinché questa tragedia possa avere fine.

Durante la difficilissima emergenza immigrazione a Manduria le Aquile del Sud hanno prevalso contro i falchi del Nord. Lei ha dimostrato che il popolo del Sud non è disposto sempre a piegare la testa e a subire. Non crede che sia arrivato il momento di far sentire forte anche la voce del Sud?

…Si, ma a condizione che affinché si riesca a conseguire questo obbiettivo si facciano valere ragioni di sostanza invece che le misere convenienze, spesso interne ad un singolo partito.

 

Di seguito l’intervista rilasciata ad AcquavivaNet dal Primo Cittadino di Manduria Paolo Tommasino (PDL).

paolo_tommasino_manduria_1

 Sindaco Tommasino,  l’emergenza immigrati poteva essere gestita più efficientemente dal Governo nazionale, oppure no? È stato questo il motivo delle sue dimissioni?

C’è stata un evidente difficoltà di gestione iniziale sfuggita ad ogni previsione, che mi ha portato a quelle dimissioni-protesta che hanno fatto in modo di far prendere la situazione in mano dal Governo che si è dimostrato subito efficiente nel risolvere l’emergenza. Ripeto i primi quattro giorni sono stati sicuramente difficilissimi poi il Governo ci ha garantito sicurezza del territorio e aiuto nella gestione del campo.

Come ha risposto Manduria a questa emergenza umanitaria? Il popolo del Sud è un popolo accogliente o xenofobo?

Sia guardando Manduria, che guardando a Lampedusa nessuno può negare o mettere in discussione il fatto che il popolo del Sud sia un popolo che accoglie. Naturalmente i cittadini hanno il diritto di vivere in maniera tranquilla e sicura la loro vita. È chiaro che all’inizio si è diffuso un motivato allarmismo nella popolazione di Manduria, ma nel momento in cui il Governo ha preso in mano la situazione i cittadini sono stati più sereni nell’affrontare questa emergenza umanitaria.

Commenti  

 
#1 NATALE MICHELE 2011-06-11 09:57
La difficoltà di cui parlano l’On. Mantovano e il Sindaco Tommasino è la conseguenza del “questo e mio e quello – se mi avanza – potrà essere tuo, a patto che …”. Una logica che parte dalla roba e, tramite il possesso, stabilisce chi ha diritto a vivere e chi no. Questo principio è uno dei pilastri fondamentali su cui si regge l’attuale sistema dell’uccidibilità.
Sotto i nostri occhi però, ci sono moltitudini di persone, diverse dai Mantovani, Tommasino e tanti altri, che sfidano dittatori, attraversano i mari, cercano di difendere e affermare il loro diritto alla vita; insieme alla popolazione di Lampedusa – gente di mare prima che italiani – che la televisione ci ha presentato come “intolleranti” con gli immigrati, i quali spontaneamente si riversa sulla spiaggia per aiutare gli immigrati passeggeri di un battello in avaria. E’ di queste masse enormi di gente, che con il loro coraggio riaprono le prospettive di un cambiamento comune, che ha paura l’attuale sistema politico di cui centro destra e centro sinistra, sono parti costituendi.
Sono i fratelli e le sorelle del Sud del mondo i veri protagonisti della scena mondiale, sono queste donne e uomini, anziani e bambini, all’opera per migliorare la vita adesso e insieme che fanno paura a chi tenta di difendere il “reato di clandestinità” (senza l’arresto ma comunque reato).
E’ da questo inarrestabile processo di riscatto umano che i discendenti di quei “geometri” che si sono spartiti il pianeta alzando mura e tracciando confini, tentano di difendersi. E’ in questo pendolarismo umano, di cui riconosciamo l’impegno e la fatica, la sfida e il sacrificio, per l’ambizione a mettersi in gioco per la vita, che bisogna riconoscersi perché questo bene prezioso diventi realmente meritevole e degno di un futuro migliore.
Il futuro è aperto, non restiamone fuori.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI