Giovedì 15 Novembre 2018
   
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MANTOVANO: “L’INTEGRAZIONE PASSA DAL PERMESSO DI SOGGIORNO A PUNTI”

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Si chiama “Identità e Incontro” il piano per l’integrazione approvato dal Consiglio dei Ministri del 10 giugno scorso, più noto come “permesso di soggiorno a punti”. Si tratta di un accordo, che lo straniero che varca il confine italiano per la prima volta e di età maggiore di 16 anni, è obbligato a sottoscrivere con lo Stato Italiano (in Questura o Prefettura), allo scopo di individuare “le principali linee di azione e gli strumenti da adottare al fine di promuovere un efficace percorso di integrazione”.DSC04062

 Lo ha spiegato ieri alla platea acquavivese, accorsa numerosa presso l’Ala Nord di Palazzo De Mari, il Sottosegretario di Stato al Ministro dell’Interno On. le Alfredo Mantovano ospite illustrissimo della conferenza organizzata dalla Giovane Italia Acquaviva sul tema ‘Immigrazione: la Puglia e la Sicilia come Regioni di frontiera dell’area Schengen. (Presenti anche il Consigliere Regionale Ignazio Zullo e il Sindaco di Manduria Paolo Tommasino).

Nell’ottica del legislatore, questa nuova norma è un incentivo all’integrazione sociale. Per i critici è un modo per trasformare la cultura in un nuovo muro contro l’immigrato.

 

Per l’ottenimento del permesso di soggiorno, sarà necessario per lo straniero riuscire ad acquisire un pacchetto di 30 crediti, conquistabili attraverso una serie di comportamenti “virtuosi” che riguardano istruzione, corsi di formazione, iscrizione al servizio sanitario nazionale, stipula del contratto di locazione, volontariato, ecc.; è prevista inoltre la decurtazione di crediti in caso di condanna penale (anche non definitiva), mancata frequenza ai corsi di educazione civica, commissione di illeciti amministrativi o tributari, sottoposizione a misure di sicurezza personali.

Requisiti indispensabili e riconosciuti dal piano quali “impegni dello straniero” sono la conoscenza della lingua italiana (livello A2) e una sufficiente preparazione di cultura civica e vita civile italiana, le cui idoneità saranno verificate da un apposito test effettuabile entro 2 anni dalla sottoscrizione.

Insomma il tema ‘Immigrazione’, oltre ad essere di estrema attualità divide da anni il mondo degli intellettuali, dei giornalisti e dei politici. Il dibattito è in costante crescita, e grazie all’encomiabile impegno dei ragazzi della Giovane Italia di Acquaviva coordinati dal Segretario Mario Radogna, anche il nostro paese è stato per una giornata ‘agorà’ di questo fondamentale dibattimento che non si limita a fotografare la situazione presente bensì si spinge oltre e guarda al nostro futuro.

I cittadini stranieri regolari oggi toccano quota 5 milioni di persone (circa il 7% della popolazione italiana), a fronte del 1990 dove la quota si attestava solo all’1%, e a quanto sostenuto dall’On.le Mantovano questa quota è destinata a crescere sempre più fino ad attestarsi  al numero di 20 milioni nel 2050. Dunque occorre trovare la strada giusta da intraprendere per l’integrazione degli attuali e futuri ospiti per non innescare una bomba sociale di dimensioni cosmiche.

“Il più delle volte arrivano nel nostro paese persone che non conoscono affatto la nostra cultura liberale e civile, ad esempio non tutti gli stranieri riconoscono uguale dignità tra uomo e donna e in generale tra esseri umani, e questo costituisce un problema fondamentale al rispetto delle nostre leggi”-ha affermato il Sottosegretario di Stato.

Insomma per l’esponente del Governo italiano occorre intraprendere la strada di un “Integrazione all’Italiana” che passerebbe appunto dalla cosiddetta “patente di residente italiano a punti”. Secondo il deputato salentino si tratterebbe di misure “volute perché lo straniero abbia supporti per non sentirsi un pesce fuor d’acqua quando arriva in Italia e possa capire come si vive qui. La prospettiva non è penalizzare l’extracomunitario con un percorso a ostacoli, ma al contrario permettergli un percorso di integrazione”.

La conferenza tenutasi ieri sera si è sviluppata, analizzando attraverso la personale testimonianza del Sindaco di Manduria Paolo Tommasino, reduce da un emergenza umanitaria con pochi precedenti in Italia (l’ultima è avvenuta con il famoso sbarco dei profughi albanesi negli anni ‘90), lungo il filo conduttore della Guerra in Libia e della crisi di Lampedusa dell’Aprile scorso spiegati con estrema lucidità dal Segretario della Giovane Italia che per l’occasione si è improvvisato moderatore del dibattito.

La grande assente dal confronto è stata purtroppo l’Europa, rappresentata dall’europarlamentare del PDL Raffaele Baldassarre, il quale per cause di forze maggiori (pare si sia verificato un incidente sulla strada che lo abbia tenuto fermo per ore) è arrivato ad incontro ormai finito. I pochi che si sono intrattenuti con l’eurodeputato salentino però hanno potuto assistere ad una lectio magistralis di Diritto Comunitario e di Politica Internazionale (con la p maiuscola e in grassetto, aggiungiamo noi) che a nostro personale e modestissimo giudizio è stata la parte più gradita della serata.

Merito dunque al gruppo della Giovane Italia che da circa un anno promuove eventi politico-culturali di alto spessore che si contrappongono alle solite e desuete "Batracomachie acquavivesi" (volendo 'rubare' il titolo degli editoriali domenicali della "Voce stonata" di Acquaviva di Francesco Lopuzzo).  È anche cosi che cresce e si forma una nuova classe dirigente.

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