Lunedì 19 Novembre 2018
   
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"UN SI PER DIRE NO AL NUCLEARE"

FERMIAMO_IL_NUCLEARE  

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa:

Venerdì 10 Giugno, dalle ore 19.00, si terrà in piazza Vittorio Emanuele un pubblico comizio per la chiusura della campagna elettorale del Comitato referendario per il SI di Acquaviva delle Fonti.

A seguire ci sarà la proiezione di alcuni video e l'esibizione di un gruppo di giovani artisti locali, i "Giube & i Re-ferendi".

La cittadinanza è invitata a partecipare.

 

Di seguito l’ultimo comunicato riguardante il quesito sul nucleare

 

Un sì per dire no al nucleare.

Il 12 e 13 giugno saremo chiamati alle urne per decidere il futuro energetico del nostro paese.

Questo governo ha deciso di dare il via libera alla costruzione di impianti nucleari in tutta Italia, i 10 siti potenzialmente adatti a ospitare le quattro centrali nucleari di prossima costruzione sono: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia).

C’è anche un fronte poi ancor più delicato, quello dei siti per ospitare le scorie radioattive, il nucleare rappresenta un rischio del tutto inutile, è una energia in declino da anni (forniva il 17% dell’elettricità mondiale nel 1999, nel 2008 solo il 13,5%).

Sommando l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico e dall’eolico dal 2009 al 2011 all’energia risparmiata in questi tre anni grazie alla detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici si raggiunge la stessa quantità di energia elettrica che sarebbe prodotta da tre centrali nucleari EPR, come quelle che si vorrebbero costruire in Italia.

Sul fronte sicurezza poi, il rischio di malattie gravissime è elevato, basti pensare che la possibilità di ammalarsi di leucemia per un bambino che abita a 5 km da una centrale aumenta di circa il doppio.

 È una energia tutt’altro che conveniente, nel 2020 il suo prezzo sarà superiore del 75% rispetto a energie prodotte da gas e del 27% rispetto all’energia eolica.

Il costo di una centrale negli ultimi tempi è lievitato oltre il 70% rispetto ai costi iniziali e crescerà ancora.

È un’energia in disuso, molte nazioni hanno deciso di dismettere il nucleare e passare ad energie rinnovabili, come la Germania.

La vittoria dei Sì all’abrogazione della legge che fa tornare il nucleare in Italia sarebbe un grande segnale anche per l’Europa ed il mondo sviluppato, che dopo il grave disastro di Fukushima si sta seriamente interrogando sul destino del nucleare.

Il referendum del 12 e 13 giugno è una splendida occasione di democrazia, per alzare la voce nell’interesse di tutto il paese.

Votiamo Sì per fermare il nucleare.

*Comitato Referendario per il SI - Acquaviva delle Fonti

 

Commenti  

 
#1 NATALE MICHELE 2011-06-10 17:22
Sarà una valanga di sì. E il raggiungimento del quorum nel referendum significherebbe ribadire, a distanza di 25 anni, il seppellimento di ogni velleità di risuscitare il nucleare in Italia. Ma, non basta rimuovere l’opzione atomica. Occorre guardare subito in avanti.
Dopo Chernobyl non ci fu la capacità di cambiare decisamente pagina. Oggi, con un’offerta di tecnologie verdi più consolidata e con costi decisamente minori, è possibile e necessario definire una strategia innovativa di lungo periodo. Si tratta di decarbonizzare la produzione elettrica arrivando a soddisfare con le rinnovabili il 100% dei consumi entro il 2050. Lo impongono la sfida climatica, la sicurezza degli approvvigioname nti e i benefici economici sul medio e lungo periodo.
Occorre lavorare perché, partendo dal basso, si possa disegnare un futuro pulito e possa emergere una nuova componente sociale autorganizzata in grado di far emergere con coraggio la tumultuosa rivoluzione che è partita.
 

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