Martedì 20 Novembre 2018
   
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COTRUFO: “ITALIA, PAESE DI GUELFI E GHIBELLINI”

pasquale_Cotrufo   

 

Proponiamo ai nostri lettori un'intervista al Segretario dei Giovani Democratici Acquaviva e Responsabile Provinciale formazione politica dei Giovani Democratici di Bari: Pasquale Cotrufo.

 

Lei milita in questo partito da ormai molti anni. Potrebbe dirci un pregio e una pecca del Pd?

“Una pecca del mio partito è sicuramente la comunicazione. Bersani, tuttavia, sta facendo di tutto per recuperare questo “svantaggio”. Passando al pregio, credo che la componente giovanile di questo partito sia molto importante e ben organizzata. Forze fresche e nuove pronte a dare il massimo per il partito”.

 

Il Partito Democratico nasce dalle ceneri della famosa e al quanto discutibile esperienza dell'Unione. Cosa è cambiato da allora?

“Non ci sono state trasformazioni, anche perché tutta la politica italiana non è cambiata negli ultimi vent'anni. Stiamo vivendo un momento di stasi politica, tutto questo grazie a Berlusconi e alle sue manovre. Vorrei sottolineare, però, che il partito “Unione” ci ha portato a vincere le elezioni, anche se non abbiamo portato a fine il mandato elettorale. Abbiamo sprecato l'occasione per attuare molte riforme importanti come: quella socio-economica, quella sulla riforma elettorale e quella sul conflitto d'interessi. E' stata un'esperienza farraginosa ma esaltante rovinata da molte “teste” che la pensavano in maniera diversa.”

 

Proprio a tal proposito non credi che un' “arma” del centro destra sia proprio quella della compattezza?

“Il collante del centro destra è e rimane Silvio Berlusconi. E' stato così strategico da inserire nella sua squadra di governo gente a lui vicina che non c'entra poco con la politica e molto con le sue aziende. In questo caso il valore della meritocrazia viene calpestato e vediamo l'Italia governata da ex soubrette e mascalzoni dove l'unico scopo è il clientelismo politico”.

 

Negli ultimi anni, in Italia, è sempre più evidente una mancanza di “sinistra”. Nel Pd ritroviamo più radici democristiane o post comuniste?

“Il Pd ha un po' di queste due anime e ci tengo a dire che nessuna elimina l'altra. Questi due pensieri noi li ritroviamo nella voglia di fare riforme importanti per il Paese. Non crediamo in queste “geografie politiche” che non fanno altro che dividere gli elettori inutilmente. Questo partito pone al centro la voglia e la capacità di rinnovare il Paese.

Comunque l'addio alle vecchie forze politiche si ebbe dopo che il Pci si trasformò in Pds. Il mio pensiero è lo stesso di D'alema “non per oggi, ma per il domani. Non qui, altrove”.

 

Questo è un momento di totale sfiducia da parte di molti italiani verso la politica, a volte si parla addirittura di anti politica. Come la politica potrebbe riacquistare quella fiducia fondamentale? Soprattutto da parte della gente che come unico mezzo di partecipazione democratica ha il voto?

“Vorrei citare un intervento del comico Crozza che a Ballarò ha detto: “ In Italia più c'è sfiducia nella classe politica e più ci sono candidati”. Con questo voglio dire che non è una disaffezione da parte degli italiani, ma forse un po' più di senso critico degli elettori di centro sinistra. La situazione politica italiana è paragonabile ad una partita di calcio dove si scontrano due tifoserie. Un mezzo per poter avere più fiducia e più attenzione sarebbe quello di riportare la decisione nelle mani dell'elettore con una riforma elettorale uninominale. Solo così si potrà reagire alla situazione di stallo politico”.

 

Nota  una sorta di “paura” verso l'elettore  da parte della classe politica? Non crede  che il referendum sia stato messo in secondo piano, mediaticamente parlando, dalle amministrative?

“Vedo una tendenza al voler nascondere tutto. Molti cittadini protestano proprio per questo. A Bari, proprio oggi, c'è un sit in davanti alla sede Rai per il poco spazio dedicato al referendum. Non si è voluto schierare minimamente il centro destra, magari anche con un no ingiusto, perché non si vuol dare spazio affinché non si raggiunga il quorum. Purtroppo, è brutto dirlo, ma non tutti sanno che il 12 e 13 Giugno dovremmo recarci alle urne. Invito, tra l'altro, tutti i cittadini per primo ad andare a votare, poi comunque invito a votare si a tutti i quesiti.”

 

Qualche tempo fa il movimento giovanile del Pd organizzò una raccolta firme per le dimissioni del Presidente del Consiglio. Quanto possono rivelarsi utili tali iniziative?

“Ha avuto un valore simbolico, perché purtroppo o per fortuna non si può cacciare un premier con delle firme. E' stato un modo per far prendere coscienza a parte degli italiani sulla situazione attuale. Gli italiani sono stanchi di essere etichettati come stupidi per colpa di un primo ministro, il quale va in giro a raccontare barzellette a dir poco volgari o a dire ad Obama che l'Italia è un paese in mano ai giudici di sinistra”.

 

Dopo questa battaglia delle amministrative, dove si è puntato tutto sul fattore paura, soprattutto a Milano, crede che la politica italiana possa ancora confrontarsi senza scendere in questi teatrini?

“Noi siamo per una politica del confronto e del corretto. Gli scenari che si presentano, però, non lo permettono, bisogna sempre patteggiare per una o per l'altra parte. Una cosa che mi innervosisce molto è che molti elettori del centro destra si fanno abbindolare dagli slogan, dalle offese gratuite che il loro partito crea. L'elettore medio dovrebbe essere rieducato, di certo né con gli slogan berlusconiani né tanto meno con l'anti politica grillina. Nei partiti c'è gente che crede in quello che fa e che non ha nessun interesse economico”.

 

Dopo gli ultimi anni dove la classe diligente non è cambiata minimamente, auspicherebbe un ricambio generazionale?

“Il ricambio generazionale è fisiologico, soprattutto se penso al mio partito. Abbiamo una nuova classe diligente a livello provinciale, ragazzi che mandano avanti dei circoli pur non avendo molti aiuti. Penso a grandi esempi di nuovi politici interessanti come Civati e Serracchiani. Quindi, concludendo, ho molta fiducia nella futura classe politica”.

 

 

Commenti  

 
#1 giovaneribelle 2011-05-29 20:29
intanto il nostro paese continua a barcollare
 

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