Giovedì 15 Novembre 2018
   
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LE DECADENCE D’ACQUAVIVA

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Buio pesto su Acquaviva dopo la debacle politico-morale a cui  i cittadini hanno assistito inermi. La luce purtroppo è ancora lontana, o forse non è mai ritornata a rischiarare le mura del Palazzo di Città. Sono oramai anni che il nostro paese ha smarrito la rotta. Quella consumatasi ieri sera  è l’ennesima triste commedia di basso bordo della nostra beneamata ‘classe dirigente’ (?).

Ieri  a perdere è stata la Politica (se mai fosse realmente esistita in questo paese). La Polis per come la intendeva l’illustre filosofo greco Aristotele. Il Bene Comune. Eppure Acquaviva ancora rimembra l’entusiasmo, gli occhi intrisi di speranza (per un futuro migliore), le lacrime di gioia, gli abbracci e l’immensa emozione che hanno accompagnato l’investitura del Giovane Sindaco Francesco Squicciarini. Addirittura anche le campane della Cattedrale suonavano a festa. Spirava un forte vento nell’aria in quel giorno. Aria di cambiamento,  di libertà,di Futuro.

Nel popolo acquavivese sembrava esserci un vigoroso spirito di vitalità. La partecipazione di tanti giovani durante la competizione elettorale era il sintomo di qualcosa che stava davvero cambiando. Poi il buio. I partiti si sono arroccati nel Palazzo. Quello slancio vitalistico proveniente dalla società civile si è come sopito, inspiegabilmente. Solo pochi sono rimasti imperterriti a proseguire il loro cammino. Il resto si è dissolto. Come dissolta è oggi la maggioranza di Governo. Il Consigliere di Opposizione  Michele Petruzzellis ieri ha parlato di De Profundis della Maggioranza. Noi invece siamo convinti che sia il De Profundis dell’intera Politica.

Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso!  Cosi scriveva nel 1882 il celebre filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Dio inteso come valore trascendentale a cui l’uomo aspira. La politica nella sua nobile arte è uno dei valori trascendentali (è proprio il caso di dirlo) a cui l’uomo tende. Del resto lo stesso Aristotele migliaia di anni fa sosteneva che l’uomo fosse uno ‘zoo politikon’, ossia animale politico per sua natura.

Ebbene ieri sera abbiamo assistito alla morte della Politica con freddo nichilismo. Acquaviva è rimasta passiva davanti a tale scempio. Una Politica dai piedi di Argilla. Al di là di quello che possa accadere nell’immediato futuro è chiaro e oramai evidente che si avvicina inesorabile il crepuscolo di questo Paese che 30 anni or sono era fiore all’occhiello dei paesi viciniori.

Acquaviva necessità di scrollarsi di dosso il peso di una cultura (del tutto gattopardiana) stantia che la imbriglia da troppo tempo nel suo movimento libero e creativo. Una sorta di fardello che reprime e indebolisce la potenza e la forza dell’istinto di libertà creativa che urge recuperare in questa comunità.

Acquaviva necessità di uno Ubermensch Nietzschiano (OltreUomo). Non di un solo OltreUomo ma di tanti. Quei molti che con enorme vitalità hanno partecipato attivamente alla vita politica cittadina fino al momento della vittoria elettorale. È da quello spirito ‘Dionisiaco’ che la nostra gente deve ripartire. È quello spirito che occorre trasmettere alle future generazioni. Solo cosi Acquaviva potrà risorgere dalle ceneri di un decadente passato e affacciarsi verso una nuova era, una nuova Aurora.

Commenti  

 
#12 acquavivese 2011-04-21 09:53
Purtroppo deluso i fatti ti danno ragione: si parlava di bilancio partecipato, di cronoprogramma, di visibilità all'opposizione ....belle parole da campagna elettorale!!!! E noi acquavivesi abbocchiamo sempre!
 
 
#11 DELUSO 2011-04-20 13:06
Acquavivese..ma il consiglio di ieri l'hai visto? ma pensi realmente che questo sindaco abbia a cuore gli "interessi diffusi"? io penso proprio di no. per lui (e per chi rappresenta) Carucci e Petruzzellis rappresentano minacce e non risorse!!!
che fine ha fatto la PARTECIPAZIONE POPOLARE cavallo di battaglia della campagna elettorale????
p.s.: è guarito il consigliere demarinis?
 
 
#10 acquavivese 2011-04-20 10:59
Ha ragione "deluso" perchè il sindaco non coinvolge le risorse come Petruzzellis e Carucci? Perchè preferisce i vari Tisci? Ormai la maggioranza di partenza non esiste più.

Ci vuole un atto di coraggio e di intelligenza da parte del sindaco: azzerare la giunta, riformulare un programma fattibile e coinvolgere le forze sane e competenti del consiglio.
Penso che tutti i cittadini acquavivesi sarebbero entusiasti.
 
 
#9 DELUSO 2011-04-19 09:35
acquavivaese..r iflessione interessante e pienamente condivisibile. ma se pensi che all'interno del consiglio siedono persone del calibro di Petruzzellis e nessuno è così lucido da "sfruttare" tale risorsa vuol dire che siamo ancora lontani anni luce dal buon governo..e oggi avremo l'ennesima conferma!
 
 
#8 anakin 2011-04-18 15:36
il vero problema di questo paese è che le persone sono come le bandiere, dove tira il vento li vanno. Lo hanno fatto all'inizio con Pistilli credendo di cambiare Acquaviva, lo hanno fatto l'anno scorso con Squicciarini. ACQUAVIVA POPOLO BUE!!! SVEGLIATEVIIIII IIIIIII!!!!!
 
 
#7 gerardo 2011-04-18 15:33
destra e sinistra, francia o spagna basta che se magna!!! buona notte Acquaviva!!!
 
 
#6 acquavivese 2011-04-18 12:37
E' evidente che ad Acquaviva vi è un problema di stabilità amministrativa. Ma perchè?
Sicuramente noi elettori commettiamo degli errori eleggendo consiglieri (solo perchè offrono dei servizi) che fanno cadere amministrazioni se non realizzano i loro interessi particolari. Ricordiamoci la caduta di Pistilli,grazie anche al noto p(r)elato, non dovuta a motivazioni politiche ed amministrative. Oggi la siutazione non è cambiata: se cadrà Squicciarini è perchè consiglieri di maggioranza non riceveranno quanto richiesto. Però se avessimo avuto in questi 12 mesi un sindaco capace di programmare e anche in parte realizzare progetti, i 2 consigleri usciti dalla maggioranza avrebbero meno alibi politici.
Ma evidente la responsablità del sindaco Squicciarini che non riesce a tenere la maggioranza ed è incapace di far funzionare la macchina amministrativa.
Come se ne esce?
Di nuovo il commissario sarebbe una disfatta per gli acquavivesi, ci vorrebbe un governo che esca dalle predette logiche, fatto di gente realmente competente e sostenuto da consiglieri comunali che lascino le loro casacche di appartenenza (soprattutto lobbistiche) e lavorino seriamente ed esclusivamente per il bene di Acquaviva!!!
 
 
#5 nuova_mente_2010 2011-04-18 12:12
pino
questa tua riflessione è pienamente condivisibile ma la ritengo oggi più che mai fuori tempo. sai perchè? perchè questa riflessione gli acquavivesi avrebbero dovuta fala all'interno della cabina elettorale quando abbiamo affidato il paese a chi oggi è attore protagonista di queste schifezze.
ora ce li godiamo nel loro habitat più che mai appropriato: la tenda del circo.
 
 
#4 g.dimita 2011-04-18 12:03
Roberto, articolo bellissimo.
 
 
#3 giovannigiorgio 2011-04-17 22:38
Non te la prendere con l'astratta politica, non ti chiedere cosa puo' fare la politica per te. Chiediti che cosa puoi fare tu per la "politica" della tua città, che significa per il "bene" della tua città. Per esempio guarda se i tuoi rapporti con la politica siano tutti,ma proprio tutti, nessuno escluso, basati su presupposti di onestà, correttezza e liceità. Hai mai fatto questa analisi? Credo che tu sia una persona fondamentalment e onesta, ma quando si fanno affari con la pubblica amministrazione bisogna accertarsi se la controparte si muove legittimamente. Alrimenti si resta coinvolti in operazioni poco trasparenti con il rischio di sembrare conniventi, con la conseguenza di non poter dare lezioni ad altri e di non poter parlare di "bene comune".
 
 
#2 Restate umani 2011-04-17 20:55
Per Pino Solazzo: continuare a credere agli inetti di questa amministrazione non serve al benessere di Acquaviva. Ammiro chi ha avuto il coraggio di far sentire la propria voce in distonia con la politica degli affari e dei compromessi.
 
 
#1 pino solazzo 2011-04-17 11:37
Caro Roberto e amici di Acquaviva, già nel mio commento all'articolo di Acquaviva Net dal titolo Cassano: Inutile restare ho avuto modo di essere concorde con quanto riporti oggi in questo tuo articolo. Lo faccio alla luce di una vita intera spesa nel promuovere attività che hanno sempre raccolto intorno a loro giovani, cittadini, istituzioni, il tutto senza aver mai chiesto nulla di personale ma con lo spirito prima di voler costruire qualcosa per la nostra città, oggi con l'impegno a favore di chi è nel bisogno, dei bambini, degli anziani, dei diversamente abili, di chi ha problemi di inserimento in ambito lavorativo a causa del suo passato. E' mortificante continuare a programmare e vivere oggi nella nostra città, appena cerchi di fare qualcosa, anche se è certo che non ci sono interessi personali, ti giungono attacchi, ti fanno sgambetti, cercano di mortificarti, e questo perchè? Non si capisce, tutti contro tutti, insieme ho già detto contro Acquaviva. Da oltre 20 anni poi assistiamo ad un teatrino della politica di becera e maleodorante qualità. Ognuno coltiva il proprio orticello, basta un seggio da consigliere per far sentire importante anche un inetto eletto. Basta essere consapevoli della necessarietà del proprio voto per sentirsi ago di una bilancia, non rendendosi conto che sui 2 piatti da una parte c'è il baratro e dall'altro la possibilità di un futuro migliore per la nostra città. Io sono stanco di vedere Acquaviva depredata dalle false ideologie politiche, dai cambi di casacca e dai repentini mutamenti di chi da noi eletto, diventa egemone dei nostri voti per abusarne, sono stanco di chi chiacchiera, chiacchiera, non propone nulla e sedendo nell'assise comunale, sia a destra che a sinistra è pronto a mandare a casa ieri tizio, oggi sempronio, regalandoci la iattura di commissari prefettizi che ben poco, anzi nulla o addirittura solo danni hanno provocato con il loro disamministrare alla nostra comunità. Sono stanco della destra e della sinistra quando con miopia coltivano l'orticello dei voti senza guardare che Acquaviva ha bisogno di unire le forze per riprendere la rotta e che forse mettendo definitivamente in minoranza chi con un voto vuole essere ago della bilancia, condizionando le scelte indispensabili per il futuro della nostra città, pronto a mandare una giunta a casa a meno di un anno dall'insediamen to, in barba a quanti non hanno lavoro, non hanno servizi, non hanno nemmeno la forza di chiedere aiuto. In barba agli imprenditori piccoli e grandi, ai commercianti, agli artigiani, alla stessa nostra città. A chi giova tutto ciò, che cosa ' sinistra o destra se l'obiettivo è il bene comune e la rinascita della città. E' questa la riflessione a cui voglio invitare facendo sentire forte la nostra voce, quella dei cittadini stanchi e offesi da questo modo di ammazzare la politica e la città. Pino Solazzo
 

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