Sabato 17 Novembre 2018
   
Text Size

BOURAOUI, CITTADINO ONORARIO ACQUAVIVESE: 2° Parte

bouraoui-cittadinanza_onoraria_10_marzo_2011 

 Riprendendo le fila del discorso (dopo una interruzione di poco più di cinque minuti a causa di un allarme), il sindaco Squicciarini accompagnato da fragorosi applausi, ha poi conferito la cittadinanza onoraria al prof. Hèdi Bouraoui, consegnandogli una pergamena ricordo.

A nome del Presidente della Regione Puglia - ha riferito subito dopo l’ass. Silvia Godelli- conferisco al prof. Bouraoui la medaglia della Regione Puglia con il simbolo di Castel del Monte di Federico II uomo aperto a tutte le scienze e a tutte le culture”.

“Mi sento in dovere – ha concluso il primo cittadino- di ringraziare il consigliere dell’Ambasciata del Canada dott. Peter Egyed, l’ass. regionale Godelli, Vito Carella ed Emi Sportelli che in queste settimane si sono prodigati per la buona riuscita della cerimonia, l’animatore che ci ha sensibilizzati e ha fatto conoscere il prof. Hèdi Bouraoui, il prof. Nicola D’ambrosio. Consegno all’assessore Godelli la delibera del Consiglio Comunale che si è espresso all’unanimità; ringraziamo il cons. Luisi per aver relazionato in aula e coinvolto l’intera assise nella volontà dell’Amministrazione Comunale di conferire la cittadinanza onoraria. Grazie a tutti, cedo la parola al prof. Bouraoui!” 

 

Acquavivanet propone ai suoi lettori, in questa seconda parte, il Discorso Integrale del prof. Hédi Bouraoui:

 

 “Buona sera a tutti e grazie!

Sig. Sindaco, Signor Presidente del Consiglio comunale, Signor Assessore alla cultura del Comune di Acquaviva, Gentile Assessore al Mediterraneo e alle attività culturali della Regione Puglia, Signori Consiglieri comunali, Sig. Consigliere dell’Ambasciata del Canada a Roma, Autorità civili, religiose  e militari,  cari amici, care amiche…

Non è facile trovare le parole giuste per esprimervi la gioia e la gratitudine che mi pervade in questa augusta assemblea. Considerato da sempre « fabbro di parole », eccomi preso alla sprovvista ed incapace di esprimere adeguatamente il mio più sentito ringraziamento  – che avrei voluto rivolgere a ciascuno e a ciascuna di voi…  chiamandovi per nome – per la vostra presenza, qui  oggi, che è un grande onore per me. Non dimenticherò mai il calore, la convivialità di questa cerimonia ufficiale così raggiante d’affetto !

Un grazie dal profondo del cuore al Signor Sindaco di Acquaviva delle Fonti, l’Ingegnere Francesco Squicciarini, al Consiglio comunale  – e al suo presidente, l’avvocato Angelo Maurizio – che all’unanimità mi ha conferito la « Cittadinanza onoraria del Comune di Acquaviva», ai componenti della Prima Commissione consiliare presieduta dal Signor Nino Colangiulo, alla Giunta municipale ed in particolare all’assessore alla cultura del Comune di Acquaviva, la dottoressa Francesca Pietroforte. Cittadinanza di cui sarò sempre fiero perché mi inserisce, anima e cuore, in una nuova famiglia, a metà strada tra il mare Adriatico e il  Golfo di Taranto.  Essa si aggiunge alla mia cittadinanza canadese che arricchisce le mie origini tunisine. Vi confesso che questa pluralità mi sta a meraviglia perché la vedo in termini di addizione e non di sottrazione.

Ci tengo anche a  ringraziare con grande affetto la professoressa  Silvia Godelli, Assessore alla Cultura e al Mediterraneo della Regione Puglia, che ha sempre sostenuto tutte le nostre attività transatlantiche, fin dalla mia prima tournée in Italia, in Puglia, ad Acquaviva. Oggi, le sono riconoscente per avermi conferito una medaglia da parte di questa Regione, la Puglia, da me adottata fin dalla mia prima visita negli anni Novanta e celebrata nei miei scritti.

Ringrazio il consigliere culturale dell’Ambasciata del Canada a Roma, il dottor Peter Egyed, responsabile delle relazioni esterne e della Cultura e qui in rappresentanza del Governo del mio paese di adozione. Se sono stato professore emerito alla York University  e Preside di Stong College, se sono scrittore en résidence, lo devo all’accoglienza che mi è stata riservata da quell’immenso paese cosmopolita che è il mio paese: il Canada.

Last but not least, la mia riconoscenza e la mia  gratitudine vanno al mio amico e collega….. anzi,  al mio compagno di viaggio e di scrittura, il Prof. Nicola D’Ambrosio, che non ha mai smesso, fin dagli anni Novanta, di promuovere la mia opera e il suo autore. Del resto come avrebbe fatto la città di Acquaviva a conoscere  Hédi Bouraoui se non ci fossero state le sue eccellenti traduzioni, non solo dei miei romanzi ma anche dei miei racconti poetici? Se le tournée annuali (è la quinta quest’anno), nella vostra regione e anche al di là, non fossero state organizzate in maniera magistrale da questo diplomatico senza pari che è Nicola, fratello di pace e non d’arme dei miei scritti? In realtà mi sono sentito nella famiglia D’Ambrosio come nella mia : amato, coccolato da tante reciproche premure! Insomma, devo anche a lui tutto ciò che ricevo in questa vostra città, Acquaviva, in questa vostra regione, La Puglia, in questo vostro paese, l’Italia. È anche merito suo; senza di lui, oggi non saremmo qui.

Permettetemi di ricordare un amico prematuramente scomparso, il Preside della Scuola Media Statale “Giovanni XXIII” (ventitreesimo) di Acquaviva, il prof. Stefano Pietroforte, che ho avuto l’onore di conoscere, senza dimenticare il mio collega, il prof. Cesare Colafemmina, eminente specialista internazionale di lingua e cultura ebraica che è l’orgoglio della vostra città, Acquaviva, della vostra regione, La Puglia, e del vostro paese, l’Italia.

Certo non posso dimenticare la professoressa Marilena Chimienti, presidente dell’Università della Terza Età di Acquaviva di cui sono socio onorario e l’Associazione “Giovanni Colafemmina” e il suo presidente il Dott. Angelo Colafemmina che l’anno scorso ha dedicato un concerto a me e al Canada.

Permettetemi di rivolgere un  breve saluto a mio fratello, console onorario dell’Estonia, la cui presenza evidenzia che l’onore che voi fate a me è giustamente fonte di gloria per tutta la famiglia Bouraoui. Grazie  Jélil  di esser al mio fianco  durante questa memorabile cerimonia. Grazie anche ai miei amici tunisini della mia infanzia,  Nadia e Rafik Darragi, professore emerito alla Facoltà di Lettere  di Tunisi,  che hanno fatto un lungo viaggio per essere qui presenti. La loro fraterna amicizia e la loro presenza così gradita mi riscaldano il cuore e la mente.

Che fortuna! Che meraviglia! Ricevere questo  onore dalla città di Acquaviva delle Fonti ! È così simbolica questa acqua viva che scorre di continuo… aspergendo e colmando il mondo di benefici… appagando la sete di tutti gli esseri : umani, animali, vegetali… dando nuova linfa alla vita ! L’acqua sintetizza alla perfezione il dinamismo di cui ho voluto impregnare il mio modo di scrivere e d’agire.  Il mio nomadismo di uomo e di scrittore ! Metafora viva dell’acqua dolce e di quella salata del mare… O Mediterraneo, fonte d’ispirazione di molti miei libri fra i quali il mio gioiellino: Puglia a braccia aperte…!

E recentemente di una trilogia romanzesca pubblicata dalla Casa editrice Le Vermillon di Ottawa, i cui primi due volumi sono stati già tradotti da Nicola D’Ambrosio – ne approfitto per ringraziare il responsabile della WIP Edizioni di Bari per averli pubblicati,  Annibale il Mediterrante e L’Odissea di Annibale, e l’ultimo,  Vele sul Mediterraneo. L’eroe di questa trilogia porta con sé un’eredità storica, echi di Annibale Barca, il grande generale cartaginese che sconfisse i romani a Canne, in Puglia, e un’eredità mitica, le  avventure di Ulisse. Vi ricordo, en passant, che Djerba, è l’isola dei Lotofagi, nell’Odissea. Il Mediterraneo è esplorato in tutti i suoi quattro punti cardinali: Da Djerba e Kerkenna alla Sicilia e alla Sardegna, da Maiorca a Creta e a Malta. Il personaggio di Annibale Ben Omer parte alla scoperta della sua identità plurale e dei valori  eterni del Mare Nostrum. Questo mare solcato di padre in figlio e di figlio in nipote per estrarne  la quintessenza, la diversità culturale tipica dei nostri comportamenti sociali, nazionali, religiosi, laici ed altri ancora, insomma il genio mediterraneo.

Ma che la mia opera riceva la sua corona di alloro da una città che si chiama Acquaviva, e nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, mi sembra un dono del Cielo! Un Mektoub, come si dice nel Maghreb! Quel destino inciso in noi fin dalla nostra nascita. Come il nome che mi ha trasmesso il defunto mio padre, Bouraoui, che significa : il figlio del cantastorie o il figlio dell’irrigatore. In una parola: nutrire la mente con la parola e la terra con la pioggia!

Ho tentato durante tutta la mia vita di  « nomadare » in numerosi paesi attraversando il mondo alla ricerca della mia diversità e di quelle degli altri al solo fine di far regnare la fraternità, la tolleranza, la pace tra il mio « io odiabile» – come diceva Montaigne -  e tutte le differenze. Tra le credenze le più diverse e l’Unità di ogni Fede. Ho innaffiato i giardini di alfabeti conosciuti e sconosciuti. Ho valorizzato le briciole di comprensione in ciò che era incomprensibile, l’intesa nelle discordie, l’armonia nelle avversità… E l’acqua viva mi è sempre servita da guida. L’acqua viva - e fontana d’amore - ha sempre ricaricato le batterie della mia creatività. Per questo ho trovato in grembo alla comunità di Acquaviva la fonte d’ispirazione alla quale mi sono abbeverato. Come ho fatto con la mia città natale, in Tunisia,  Sfax, con la mia città luccicante di  cultura, Parigi, e con la mia città di adozione, in Canada,  Toronto. Queste città dai simboli vettori di valori simili e diversi dai vostri. Ma va fatto lo sforzo di armonizzare  se stessi con la differenza: una complementarità che rispunta in questa serata di gala di cui tanto mi compiaccio… poiché mi dota di un’appartenenza nuova, irrigata da tanti splendidi ricordi.

Ne troverete alcuni in Puglia a braccia aperte, per esempio in questo dialogo  tra due personaggi : Nicola Colangelo (il sedentario pugliese) e Samy Ben Meddah (il cantastorie) :

E la Puglia?

È semplice… naturale… accogliente… conviviale… avvincente… generosa… affettuosa… Allora farà parte dei miei percorsi… giacché ritornare qui, è come ritrovare una vecchia amica… con la quale ho vissuto un amore inedito… Ed è anche ripartire verso nuovi orizzonti… per tanti incontri… per tante comunioni…

Concludo il mio intervento con le parole di uno dei miei personaggi preferiti. Grazie infinite per la vostra attenzione, per la vostra stima, per la vostra gentilezza, per il vostro affetto e soprattutto perché mi fate sentire come uno di voi, un acquavivese, un cittadino di questa città scolpita nel mio cuore e nella mia opera letteraria: Acquaviva delle Fonti.

 

Hédi Bouraoui

Université York-Toronto, Canada

 

Acquaviva, 10 marzo 2011

 

 

“Voglio concludere questa serata – ha riferito Squicciarini-  parafrasando il titolo del libro ‘Puglia Braccia aperte’, Acquaviva accoglie a braccia aperte il professore Bouraoui nella nostra comunità con la certezza che il suo pensiero e la sua opera sapranno offrire l’opportunità di conoscere se stessa e armonizzarsi nella diversità”.

 

 

Di seguito la Fotogallery con i momenti significativa della cerimonia:

 

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI