Giovedì 15 Novembre 2018
   
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LA REGIONE PRESENTA IL PIANO DEL LAVORO 2011

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Obiettivi primari: aumentare i livelli occupazionali e sostenere i livelli esistenti 

 

La Regione Puglia si appresta a varare il Piano straordinario per il lavoro in Puglia 2011, un documento di circa sessanta pagine concepito con l’intento di fornire risposte al periodo di crisi economica che stiamo vivendo.

Il Piano stabilisce due obiettivi primari da raggiungere: aumentare e migliorare l’occupabilità dei giovani e delle donne e sostenere i livelli occupazionali esistenti. Per raggiungerli, in linea con gli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona, da Europa 2020 e dalla decisione del Consiglio Europeo del 21 ottobre 2010, la Regione intende promuovere:

- crescita intelligente (sviluppando un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione investendo su: innovazione, istruzione, formazione, formazione continua e società digitale);

- crescita sostenibile (sviluppando un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva);

- crescita inclusiva (promuovendo un’economia ad alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale agendo su tre fronti: occupazione, competenze, lotta alla povertà).

Nel documento il Presidente Vendola ribadisce la necessità del perseguimento, da parte del Governo nazionale, di politiche del lavoro basate sulla revisione delle normative sul lavoro e sulla creazione di un nuovo sistema di Welfare in grado di “superare la precarietà, riconsegnare diritti e prospettive di futuro alle nuove generazioni”, che consentirebbero al Piano di raggiungere risultati più efficaci.

 

LA NUOVA OCCUPAZIONE

Per stimolare la crescita di nuova occupazione, il Piano dedica molta attenzione alle difficoltà che i giovani incontrano nell’inserirsi nel mercato del lavoro. Queste difficoltà sono spesso riconducibili ad un duplice ordine di problemi: da una parte permangono elevati tassi di dispersione scolastica, dall’altra i giovani con alti livelli di scolarizzazione incontrano maggiori difficoltà di inserimento professionale, perché possiedono titoli che difficilmente riescono ad incontrare le esigenze delle imprese.

Per superare queste difficoltà la Regione intende:

 - confermare i meccanismi che hanno già favorito l’alternanza e l’integrazione dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro;

- sostenere la partecipazione al mercato del lavoro e l’inserimento occupazionale adottando misure in favore dei giovani;

- promuovere la partecipazione dei giovani nei settori creativi ed innovativi;

- attuare azioni mirate per l’avvio di attività di lavoro autonomo, anche con l’ausilio di nuove modalità di accesso al microcredito.

Inoltre il Piano prevede la creazione di nuovi sussidi di intervento per alleviare le situazioni di disagio sociale, e per i giovani alle prese con contratti atipici e a tempo determinato, interventi mirati per favorire il reimpiego e l’auto – impiego.

Il Piano intende intervenire anche per stimolare l’occupazione delle donne, il cui ingresso nel mercato del lavoro viene spesso frenato da fattori esterni al mercato stesso. Si prevedono pertanto interventi volti a favorire la diffusione di modalità lavorative che favoriscano la conciliazione vita – lavoro come il part – time. In più, il Piano stabilisce interventi specifici in favore dei disoccupati di lunga durata, persone con un basso tasso di scolarizzazione, percettori di trattamenti di integrazione salariale, diversamente abili e gli immigrati.

 

LA SALVAGUARDIA DELL’OCCUPAZIONE

Il secondo obiettivo che si pone il Piano del Lavoro è quello di salvaguardare i livelli occupazionali esistenti. In questa prospettiva la formazione continua assume un ruolo preponderante. Ad essa si affiancheranno anche le politiche e tutti i servizi volti ad anticipare e gestire i cambiamenti, e processi innovativi rivolti a manager ed imprenditori.

Per poter garantire la massima efficacia di tutti gli interventi, è necessario che la competitività tra le aziende non sia alterata dal ricorso al lavoro irregolare.

Per questo motivo saranno attuate misure finalizzate all’emersione del lavoro nero e al rispetto di condizioni di legalità, in particolare alla sicurezza sul lavoro.

 

LA GOVERNANCE DEL PIANO

Per l’attuazione del Piano, considerata la sua complessità, la Regione si avvarrà di una governance adeguata.

Sul versante interno, la responsabilità e il coordinamento politico del Piano è del Presidente della Regione, Nichi Vendola, che si avvarrò di una Cabina di regia Interassessoriale, a cui faranno capo i vari Assessorati interessati.

Dal punto di vista amministrativo, la responsabilità sarà in seno alla Direzione dell’Area Politiche per lo Sviluppo Economico, che avrà il compito di curare l’avanzamento procedurale, fisico e finanziario del Piano, con l’intento di accertare il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Regione.

La Direzione d’Area dovrà proporre e predisporre tutte le iniziative per rafforzare le condizioni di sostenibilità e di efficacia dei vari interventi, prestando attenzione al:

- potenziamento dei Centri per l’Impiego;

- alla promozione di specifiche misure di semplificazione amministrativa e gestionale;

- al rafforzamento delle competenze tecnico – gestionali del personale dei diversi organi pubblici coinvolti a vario titolo nell’attuazione del Piano.

Sul versante esterno invece, il partenariato economico e sociale (sindacati, associazioni di categoria, enti locali, III settore, cittadinanza attiva, n.d.r.) rivestirà un ruolo particolarmente importante nella definizione degli interventi, alla valutazione dei loro effetti, alla loro eventuale revisione nonché all’individuazione dei provvedimenti che possono aumentare l’efficacia degli interventi realizzati.


 

IL PIANO DEL LAVORO 2011 IN CIFRE

Le risorse finanziarie stanziate nel piano fanno riferimento a fondi nazionali e comunitari e potranno essere incrementate anche dalle Fondazioni Bancarie, Enti Bilaterali, Fondi Interprofessionali ecc.

Per quanto riguarda il lavoro dei giovani saranno stanziati:

- 20 milioni di euro per il sviluppo dell’occupazione giovanile e la creazione di nuova occupazione;

- 30 milioni di euro per il contrasto alla dispersione scolastica e la riduzione del lavoro precario;

- 14 milioni di euro la formazione integrata, i tirocini e gli aiuti all’occupazione per i giovani diplomati;

- 10 milioni di euro per l’alta formazione e l’apprendistato;

- 10 milioni di euro per l’apprendistato professionalizzante;

- 3 milioni di euro per il sviluppo della qualità dell’alta formazione;

- 5,6 milioni di euro per il sostegno al reddito, i collaboratori a progetto e per gli incentivi all’assunzione;

- 30 milioni di euro per i fondi del microcredito finalizzato alla promozione dell’imprenditoria giovanile.

Per quanto riguarda il lavoro delle donne saranno stanziati:

- 7,350 milioni di euro per il sviluppo dell’imprenditoria femminile;

- 1 milione di euro per i piccoli sussidi per l’inserimento al lavoro delle migranti;

- 10 milioni di euro per la formazione delle donne e gli incentivi all’assunzione;

- 12 milioni di euro per i servizi di conciliazione vita – lavoro;

- 1,5 milioni di euro per il sostegno al reddito rivolto alle donne lavoratrici;

- 1 milione di euro per il part – time e la conciliazione.

Per quanto riguarda gli strumenti di contrasto delle nuove povertà saranno stanziati:

- 2 milioni di euro per l’assunzione dei diversamente abili;

- 10 milioni di euro per il sostegno delle persone in condizioni di povertà;

- 2 milioni di euro per l’inserimento lavorativo di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo;

- 10 milioni di euro per il reimpiego e l’autoimpiego dei cassintegrati;

- 10 milioni di euro per il sostegno ai cassintegrati;

- 10 milioni di euro per la formazione per i cassintegrati e i lavoratori in mobilità;

Per quanto riguarda gli interventi in favore di uno sviluppo equo e sostenibile saranno stanziati:

- 4 milioni di euro per le nuove figure professionali nel settore del lavoro di cura domiciliare;

- 1 milione di euro per le nuove figure professionali nel settore del lavoro di cura domiciliare;

- 2,270 milioni di euro per la formazione e l’occupazione legato al recupero e alla valorizzazione degli antichi mestieri;

- 10 milioni di euro per gli interventi in ambito turistico;

- 600 mila euro per l’impiego dei lavoratori socialmente utili nella pulizia delle spiagge;

- 5 milioni di euro per l’occupazione in ambito portuale;

- 10 milioni di euro per l’occupazione volta all’incremento della raccolta differenziata.

Per quanto riguarda il sviluppo e l’innovazione saranno stanziati:

- 5 milioni di euro per la formazione dei manager e degli imprenditori;

- 20 milioni di euro per le attività di ricerca industriale e la formazione;

- 10 milioni di euro per l’innovazione;

- 7 milioni di euro per i dottorati di ricerca;

- 3 milioni di euro per le borse di ricerca;

- 5 milioni di euro per gli aiuti alle imprese innovative di nuova costituzione;

- 10 milioni di euro per gli aiuti alle imprese innovative già operative;

- 3 milioni di euro per l’impresa e la ricerca;

- 2,5 milioni di euro per l’innovazione e l’occuapbilità;

Per quanto riguarda agli investimenti nella legalità, nella sicurezza del lavoro e nell’emersione del lavoro nero saranno stanziati:

- 10 milioni di euro per la formazione continua per dipendenti, apprendisti e atipici;

- 10 milioni di euro per gli aiuti alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e comunicazione sociale nelle reti di piccola e media impresa;

- 10 milioni di euro per i servizi di consulenza in materia di innovazione;

- 2,5 milioni di euro per favorire l’emersione del lavoro nero in agricoltura;

- 1,359 milioni di euro per la campagna straordinaria di formazione, diffusione delle azioni di prevenzione della salute e sicurezza suoi luoghi di lavoro;

- 1 milione di euro per la formazione dei rappresentanti territoriali per la sicurezza.

 

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