Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

CASSANO NON RICONOSCE I DEBITI FUORI BILANCIO

Filippo_Cassano 

28 Dicembre, ore 9.00 del mattino, aula consiliare completamente deserta. Assoluto silenzio. La maggioranza di centro sinistra è sigillata all’interno della stanza dei bottoni. Della minoranza nemmeno l’ombra.

Ore 9.30 circa giungono in sala il consigliere Claudio Giorgio e il neo consigliere De Marinis, supplente del sospeso Franco Pistilli.

I presenti attendono con pazienza l’ingresso in aula della coalizione Squicciarini.

Nell’attesa il consigliere Giorgio concede gentilmente ad AcquavivaNet alcune dichiarazioni inerenti gli equilibri della minoranza dopo la sospensione dell’ex. Sindaco Pistilli.

La linea dura dell’opposizione è sempre stata una condotta costruttiva pur criticando le modalità dell’operare di questa amministrazione. Gli equilibri della minoranza, sono saldi, anche se Franco Pistilli non potrà, per il momento, dar manforte a questa opposizione. Certo la competenza dialettica del consigliere Pistilli sarebbe continuata ad essere un punto di forza ma noi sulla stesa direttrice ci batteremo per salvaguardare gli interessi della collettività”.

Poco dopo le ore 10.00 finalmente entra in aula la Maggioranza. Si iniziano cosi subito i lavori consiliari. Della minoranza sono presenti Giorgio e Claudio Solazzo più il supplente De Marinis. Nelle file del centro sinistra manca solo il consigliere dell’UDC Francesco Attollino.

Il primo punto all’ordine del giorno riguarda la “convalida Consigliere Comunale supplente”. La nomina di De Marinis è deliberata all’unanimità dei presenti. Il neo consigliere sostituirà Franco Pistilli per 18 mesi cosi come deciso dal Prefetto di Bari Schilardi.

Subito dopo la convalida, la risicata opposizione parte all’attacco. Claudio Giorgio chiede subito spiegazioni al Presidente Maurizio in merito agli argomenti portati in consiglio comunale. “Perché alcuni argomenti del consiglio comunale sono stati stralciati al posto di altri?” (ad esempio due lottizzazioni previste nello scorso consiglio sono state rinviate).

Maurizio con estrema calma e chiarezza ha spiegato che “in conferenza capigruppo abbiamo deciso, per motivi puramente tecnici e anche di tempo, favorire alcuni punti su altri; era necessario riconoscere entro il 31 Dicembre 2010 alcuni debiti fuori bilancio, le lottizzazioni sono state rimandate anche perché oggi sapevamo che il consiglio non sarebbe stato al completo”.

Subito dopo, inatteso coup de theatre. Imma Morano consigliere di Maggioranza (PD) chiede una sospensione momentanea del consiglio per 15 minuti “per discutere al meglio su alcuni punti”.

La maggioranza ritorna nella stanza dei bottoni e discute per circa 40 minuti. Discussione vivace e toni alti.

All’interno della coalizione di Squicciarini, siamo oramai sicuri, esistono due anime con divergenti punti di vista. Non vi è dubbio che la disputa sia la controversa questione 167. Numerosi sono i debiti fuori bilancio da riconoscere e altri stanno per arrivare come mannaia sulle delicate casse comunali di Acquaviva.

Sono ben quattro i punti all’ordine del giorno che prevedono il riconoscimento di debiti fuori bilancio per spese legali legate all’annoso contenzioso giudiziario della zona PEEP.

Ma per tentare di orientarci in questo vero e proprio labirinto fatto di ricorsi e contro-ricorsi, cerchiamo di riassumere brevemente la vicenda.

La nostra storia ha inizio nel 1983. Il Comune espropria le aree della ex 167 per poi assegnarle ai soci delle ex cooperative edilizie “Fonti”, “Iris” e “Domus Amicitie”, che devono realizzare case popolari. Esso deve pagare un indennizzo ai proprietari che inizialmente è fissato a 55 mila lire al metro quadro. Troppo poco secondo i proprietari. Inizia cosi la giungla dei ricorsi. Negli anni, a seguito di sentenze della Corte d’Appello prima e della Corte di Cassazione poi, il prezzo lievita esponenzialmente. Si era partiti da 55 mila lire, oggi si viaggia intorno a 170 euro il metro quadro (ossia 340 mila lire). Senza contare il fatto che i proprietari si sono rivolti alla massima sede europea, la Corte dei Diritti dell’Uomo per una rivalutazione monetaria che se accolta raddoppierebbe la cifra.

Eccolo il bubbone 167, che tiene sotto scacco da più di 30 anni Acquaviva e le sue amministrazioni.

Magari forse, ipotizziamo, che nella maggioranza ci siano due correnti diverse di pensiero. Sappiamo bene chi sono. Da un lato il gruppo PD e IDV e dall’altro il gruppo UDC, Compagnia delle Arti. Magari qualcuno vuole proseguire il braccio di ferro nelle aule giudiziarie e qualcun altro vuole una transazione felice.

Questa tesi è rafforzata dall’astensione del consigliere Cassano per l’approvazione dei debiti fuori bilancio rappresentanti gli oneri spettanti all’avv. Nicola Clemente.

L’avv. Clemente segue la questione 167 da oltre 16 anni. Era ancora neo-laureato quando fu chiamato dal Comune per emettere un parere pro-veritate sulla controversia 167 e dare validità giuridica ad una delibera di Giunta che stabiliva il prezzo di indennizzo a 55 mila lire al metro quadro. Da allora molte delle controversie giudiziarie tra proprietari e Comune sono state affidate alla sua professionalità, ora ovviamente è arrivato il tempo di pagarlo per i suoi servigi. Nello scorso consiglio un consigliere di Maggioranza ha detto ironicamente che per quanti contenziosi ci sono, i contribuenti di Acquaviva, potrebbero costruire le case agli Avvocati del Comune.

Filippo Cassano della Compagnia delle Arti proseguendo sulla linea critica tracciata negli scorsi consigli ha dichiarato la sua astensione perche “questo è uno dei tanti debiti da riconoscere ma ce ne sono tanti altri; sollecito l’amministrazione ad una ricognizione dei debiti inerenti alla 167”.

Ha inoltre aggiunto che “la precedente amministrazione ha disatteso il contenuto della delibera 37 del 2002”, la quale sottoscritta dall’allora Segretario Generale Domenico Orofino, avrebbe dato un esito conclusivo alla controversia tra le parti in causa. “L’amministrazione Pistilli ha voluto invece continuare la guerra nelle aule giudiziarie e intanto sono caduti sulle casse comunali debiti pesanti come macigni e altri ne arriveranno ben presto; noi come gruppo della Compagnia delle Arti vogliamo un incontro tra le parti per risolvere in maniera pacifica la questione”-ha affermato duramente il consigliere Cassano.

Infine ha dichiarato in maniera del tutto polemica “che l’astensione denuncia il modo di operare di chi ci ha preceduto e l’identico modo di operare adottato da questa amministrazione”.

I numerosi debiti sono stati deliberati con 11 voti favorevoli e zero contrari data la completa assenza della Minoranza. Il numero legale era garantito poiché in aula erano presenti la metà più uno dei consiglieri.

Cassano, sulla stessa direttrice di Attollino, si sta sempre più confermando un “no yes man” che con schiena dritta, coraggio e determinazione va controcorrente sapendo di andarci a perdere più che a guadagnare.

Commenti  

 
#4 gico02 2010-12-29 17:42
dopo questa sua precisazione di quanto detto,sono sempre più convinto che Lei ed il suo gruppo è fatto di gente perbene e seria,priva di ogni interesse personale.Conti nuate su questa lineaa e vedrete che tanta brava gente come tanti elettori nonostante di corrente diversa Vi premierà....Gra zie a Voi tutti!!!!
 
 
#3 neo22 2010-12-29 17:27
Ing. Cassano forse dovrebbe rileggere meglio questo periodo:
Magari forse, ipotizziamo, che nella maggioranza ci siano due correnti diverse di pensiero. Sappiamo bene chi sono. Da un lato il gruppo PD e IDV e dall’altro il gruppo UDC, Compagnia delle Arti. Magari qualcuno vuole proseguire il braccio di ferro nelle aule giudiziarie e qualcun altro vuole una transazione felice.
 
 
#2 Filippo Cassano 2010-12-29 13:31
A parziale rettifica di quanto riportato nell'articolo mi preme precisare che "Compagnia delle Arti" non segue alcuna "direttrice" di terzi: è autonoma nelle proprie azioni pur nel rispetto dei principi che legano l'attuale Amministrazione Comunale. Solo un'analisi superficiale e, forse, la mancata conoscenza di molti fatti, può portare ad accomunare la linea di azione della "Compagnia delle Arti" con quella di altri partiti. L'atteggiamento critico di "Compagnia delle Arti", anche in sede di Consiglio, tende a sollecitare tutti al perseguimento degli obiettivi indicati nel programma premiato dagli Acquavivesi nell'ultima tornata elettorale. Purtroppo è prevalso, in più occasioni e da parte dei più, un atteggiamento poco propenso a supportare, con impegno e contributi concreti, quanto "Compagnia delle Arti" propone secondo i principi di "economia della cultura". Gli atteggiamenti che invece sembrano prevalere all'interno dei partiti appaiono assai retrivi e solo a parole modernizzati.
In merito a "perdite o guadagni" da parte del sottoscritto ometto commenti: affermo solo che chi assolve al mandato affidatogli dagli elettori deve farlo con spirito di sacrificio rinunciando, a priori, a qualsiasi vantaggio personale.
Ing.Filippo Cassano (consigliere comunale)
 
 
#1 gico02 2010-12-29 02:09
bravo consigliere Cassano,si faccia rispettare e tuteli noi cittadini onesti come lei affinchè questo Comune possa risollevarsi con i fatti no con tante chiacchiere buttate al vento.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI