Z. I: TERRA DI NESSUNO, PARLA SANTAMARIA

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Nei lavori consiliari del 26 Novembre 2010, era prevista al’O.d.G. l’approvazione di modifica del “Regolamento per le assegnazioni delle aree PIP”, deliberazione rinviata dal consiglio con il fine ultimo di approfondire meglio una problematica molto rilevante per le imprese che operano nella zona industriale del nostro paese.

Nei giorni che hanno preceduto lo svolgimento dei lavori consiliari sulle colonne del nostro network sono “piovuti” commenti assai critici in merito al modus operandi dell’Amministrazione Squicciarini concernenti lo sviluppo e il conseguimento di tale provvedimento.

L’autore dei commenti in questione è Tonino Santamaria, Presidente di Cofidi Puglia e responsabile territoriale del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato), il quale ha esternato nel nostro agorà telematico, tutto il suo rammarico per la scarsa “democrazia” adottata dalla maggioranza governativa nell’affrontare un punto assai nevralgico per lo sviluppo economico-sociale di Acquaviva.

AcquavivaNet, pertanto, ha deciso di incontrare l’ex. Sindaco Santamaria, con lo scopo di sviscerare la questione e approfondirne le problematiche.

Occorre puntualizzare che l’Ass. AA.PP. Vincenzo Casucci ha convocato in data 01 Luglio 2010 tutte le associazioni di categoria del nostro territorio (ivi compresi CNA,Confindustria, Confcommercio ecc…). A quanto pare l’incontro in questione non è stato molto partecipato e rappresentativo. Mancava all’appello, per impegni istituzionali, anche il Santamaria, il quale proprio in vista di una sua sicura assenza, alcuni giorni prima dell’incontro mandava cosi una nota all’amministrazione Comunale, nel quale esponeva alcune riflessioni personali; ne analizzeremo i punti salienti.

È necessaria un'altra precisazione. Nelle intenzioni dell’amministrazione vi è anche la volontà di istituire e costituire un Consorzio delle Imprese con un proprio statuto nel lodevole tentativo di eliminare il clima di anarchia regolamentare alla zona industriale.

REGOLAMENTO PER L’ASSEGNAZIONE DELLE AREE PIP

Vito Antonio Santamaria su questo punto propone alla maggioranza di governo, ancor prima di arrivare alla discussione e al confronto, di “mettere tutti i partecipanti nelle condizioni di poter esprimere compiutamente il proprio pensiero attraverso la trasmissione della documentazione utile”.

Entrando invece nel dettaglio tecnico della questione, il responsabile del CNA, prescrive ai governatori locali di provvedere anzitutto ad una “regolarizzazione” delle diverse situazioni esistenti in zona PIP e poi dopo una completa uniformità delle condizioni generali delle diverse realtà imprenditoriali allocate nel nostro insediamento produttivo, adottare un regolamento più efficiente.

Prima di modificare il regolamento,-ci dice- occorre verificare che gli attuali assegnatari delle aree abbiano rispettato e rispettino le regole”.

Il Presidente di Cofidi ci racconta che alla zona industriale esistono almeno dieci abusi edilizi verificati, non esiste alcun tipo di controllo sullo smaltimento dei rifiuti industriali e sono presenti vere e proprie imprese “fantasma” (le quali non sono assegnatarie delle aree, hanno sede legale in un altro luogo e non pagano al Comune di Acquaviva tasse come la Tarsu, l’Irpef ecc.. non contribuendo quindi alla salute delle casse comunali).

La zona industriale è Terra di Nessuno dunque, non sottoposta ad alcuna forma di regolamentazione, tutela e/o controllo.

Quando questa amministrazione- tuona Santamaria- comunale era seduta ai banchi di opposizione negli ultimi anni ha sollevato più volte la questione, sguinzagliando i vigili urbani e poi chiedendo all’ex. Sindaco Pistilli di provvedere a sanare tutte le irregolarità; bene io oggi mi faccio portatore delle stesse istanze avanzate allora; non vedo per quale motivo Squicciarini quando era all’opposizione ha denunciato questi comportamenti e atteggiamenti e adesso che è Sindaco si comporta allo stesso modo, se non peggio, di colui che tanto criticava”.

E poi una domanda provocazione all’Ass. Casucci: “dato che quel famoso incontro del primo luglio non è stato molto partecipato in questi cinque mesi non si poteva riconvocare le associazioni di categoria e gli imprenditori locali?”

CONSORZIO DELLE IMPRESE

 Un pensiero critico del Santamaria verte anche su questa, (alle sembianze), nobile iniziativa del governo di centro sinistra.

Leggendo la bozza di statuto,-ci fa notare- un osservatore esterno ignaro della lealtà e buona fede dei promotori, sarebbe indotto ad individuare in tale attività un tentativo maldestro di creare un centro di potere partendo da un bisogno e una necessità effettivamente avvertita come la regolamentazione delle aree PIP; ritengo che per risolvere queste problematiche la Pubblica Amministrazione non debba essere coinvolta a nessun titolo nell’organismo collettivo, soprattutto in qualità di socio; è mio modesto parere che il soggetto giuridico idoneo a tale compito possa essere una società consortile a. r. l. dove il peso di ciascuna azienda sia determinato dalla grandezza del lotto e dal capitale sottoscritto, elementi questi che danno il senso della responsabilità di ciascun socio”.

Ha infine concluso affermando che “il sospetto che si voglia creare un gruppo di potere dietro l’alibi delle aree PIP, viene alimentato dal fatto che la sede della cooperativa possa essere spostata in qualsiasi altro Comune italiano, rompendo cosi il legame di territorialità”.