Martedì 20 Novembre 2018
   
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CONSIGLIO COMUNALE: PRG, FASE RISOLUTIVA?

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Si è concluso Lunedì sera l’interminabile settimo consiglio comunale, il quale prevedeva ben 12 punti all’O.d.G. e che per ovvie ragioni è stato suddiviso in due giornate: Venerdì 26 e appunto Lunedì 29 Novembre.

Nella precedente seduta, dopo polemiche e colpi di scena era stato approvato l’assestamento di bilancio 2010 (secondo punto all’O.d.G.), poi sono stati discussi e approvati gli altri due provvedimenti (Comunicazione Prelievo dal Fondo di Riserva di circa 3.600 euro necessari ad assicurare la continuità del servizio mensa presso l’asilo nido comunale e Riconoscimento debito fuori bilancio pari a 46.000 euro ascrivibile ad una sentenza passata in giudicato riguardante l’annosa questione 167, di risarcimento a favore di Larenza Maria Paola, come indennità di occupazione ed espropriazione, comprese le spese legali).

A tarda ora si è cosi iniziato a discutere del quinto punto, ovvero: Provvedimento di Autotutela di sospensione riguardante una particella del PRG per una presunta incompatibilità da parte dell’ex consigliere Sante Barbieri.

A questo provvedimento il consigliere di Minoranza Pistilli ha presentato un suo documento, redatto assieme a due tecnici della materia in questione, ove sostiene che “stralciare sarebbe un vero obbrobrio, perché il problema non sussiste; l’annullamento del PRG può essere prescritto solo e unicamente dal TAR, dietro un espresso ricorso e nei termini previsti per legge, altrimenti la stessa situazione si consolida e viene sanata.
Le pesanti conseguenze di tale stralcio ricadrebbero, inoltre, sugli stessi consiglieri che votassero tale provvedimento. Non è possibile che per via di una denuncia anonima si debba sospendere a tempo indefinito una particella, senza poi che si ci sia stata alcuna impugnazione da parte di terzi. La Regione deve attenersi all’aspetto meramente urbanistico, lasciando le questioni legali al TAR, che potrà intervenire solo e soltanto in caso di ricorso
”, ha poi concluso l’ex. Sindaco.

Questo atto presentato da Pistilli ha letteralmente ammutolito l’intero consiglio comunale.  Il consigliere di opposizione ha cosi espresso volontà a tutti i consiglieri di “riflettere accuratamente” sull’adozione di questo provvedimento. Ha inoltre manifestato la richiesta di un parere di legittimità da parte del Segretario Generale Comunale.

A questo punto il Presidente Maurizio ha cosi sospeso alle 23.30 circa la seduta.

Seduta che è proseguita, come detto all’inizio, Lunedì 29 Novembre.

Per comprendere la rilevante importanza di questo provvedimento ai fini di utilizzare finalmente lo strumento urbanistico nel nostro paese occorre ripercorrere i fatti che hanno accompagnato l’adozione e poi l’approvazione del PRG.

Il Consiglio Comunale adotta il Piano Regolatore Generale il 21 Luglio 2001 seguendo una vecchia legge del 1980, la n. 56 (di lì a poco sarebbe arrivata dalla Regione Puglia una nuova legge più veloce e più snella). Successivamente nel 2006 il PRG viene approvato in via “non definitiva” (con prescrizioni e modifiche) dalla Regione, e quindi rinviato al Consiglio Comunale per le necessarie modifiche prescritte. Nel 2007 il C.C. deliberò lo strumento urbanistico con le relative modifiche e prescrizioni ed inviò tutto in via Capruzzi.

Il 13 Maggio 2009 perviene alla Regione una lettera anonima, denunciante l’illegittimità della Delibera del 2001 con cui era stato approvato il PRG. Secondo questa denuncia il PRG è stato adottato da consiglieri comunali palesemente incompatibili poiché portatori di interessi diretti o di loro congiunti. Uno su tutti il consigliere Sante Barbieri, il quale ha votato l’adozione del PRG pur essendo i suoi genitori proprietari di un notevole appezzamento di terreno con annessa villa in quel di Collone a pochi metri dal nuovo Ospedale Miulli.

Da quel giorno il PRG è rimasto sigillato nei cassetti di via Capruzzi. La Regione Puglia il 14 Ottobre 2009 con una nota indirizzata al Comune di Acquaviva invitava lo stesso a compiere una verifica accurata in merito alla veridicità di tutti gli  esposti anonimi piovuti negli anni alla Regione. L’UTC di Acquaviva ha confermato la sola ed unica incompatibilità della particella di Sante Barbieri. Oltre a questa incompatibilità, dunque sembrerebbe non ci siano altri conflitti di interesse.

L’ amministrazione Squicciarini nei numerosi incontri tenutisi a Bari con l’Ass. Regionale Angela Barbanente si è impegnata a risolvere questa incompatibilità e a trovare una soluzione per far approvare in via definitiva anche nel nostro paese lo strumento urbanistico.

Dalla Regione è arrivata la soluzione. Sospendere con delibera di consiglio comunale, gli effetti del PRG sulla particella incriminata per poi riattivare gli stessi con una successiva delibera consiliare.

L’ex. Sindaco Pistilli con il suo documento, presentato in aula Venerdì 26 Novembre, ha letteralmente denunciato la soluzione suggerita dalla Barbanente e l’ha ritenuta “illegittima e inopportuna”.

A suo modo di vedere né la Regione ne il Comune possono ergersi a giudici amministrativi, sulla base di un esposto anonimo, e sospendere gli effetti su quella proprietà. “Questo non è compito nostro, è materia esclusiva del TAR, laddove qualcuno con nome e cognome (e non in forma anonima) faccia ricorso contro questo provvedimento se sente lesi i suoi interessi; noi con questo provvedimento che ci accingiamo a deliberare sospendiamo sine die gli effetti su questa particella senza che ci sia alcun ricorso al TAR”-ha poi concluso Pistilli.

A confutare le tesi addotte dall’ex. Primo Cittadino ci ha pensato l’Ass. Alberto Della Corte, il quale ha chiarato che “questo è un atto dovuto, altrimenti tutto il PRG sarebbe a rischio di annullamento. Del resto questa è la direttiva che abbiamo ricevuto dalla Regione e andremo avanti per questa strada”. E poi ha inoltre aggiunto che “l’iniziativa pervenuta da via Capruzzi è del tutto legittima ai sensi dell’art. 78 del TUEL e il Comune è in dovere di rispettare la volontà di un istituzione superiore”.

A rafforzare ulteriormente la tesi dell’Ass. all’Urbanistica ci ha pensato Filippo Cassano della Compagnia delle Arti, il quale ha asserito che “il PRG è nato male ed è stato gestito anche peggio”. In aggiunta a questa prima dichiarazione ha poi denunciato, in contrasto con le posizioni sostenute da Franco Pistilli, il fatto che esistano ricorsi contro il PRG al TAR e che le passate Amministrazioni di Acquaviva non si sono nemmeno costituite parte civile. “A Gennaio il TAR si pronunzierà in merito alla incompatibilità del consigliere Barbieri e se noi oggi non deliberiamo la sospensione degli effetti del PRG su questa particella, l’intero strumento sarà invalidato e Acquaviva dovrà aspettare altri 10 anni prima di vedersi approvare il PRG”-ha infine detto il consigliere di Maggioranza.

Giuseppe Paradiso del PDL ha infine ricordato al Sindaco Squicciarini i tanti proprietari di terreni divenuti edificabili dal 2001, con l’adozione del PRG, che da allora sono costretti a pagare un’ICI elevata e ha proposto che il Comune venga loro incontro, minimizzando il valore venale di tali terreni, fino a quando il PRG non sarà diventato pienamente operante.

Al momento della votazione non erano presenti in aula il Consigliere Paradiso, Montenegro T., Solazzo, Attollino, Giorgio, Tisci e Montenegro F.

Il provvedimento è cosi passato con 12 voti favorevoli tra cui quello del consigliere di opposizione Marcello Carucci. Un “Si” quello del Professore che ha fatto partire un applauso entusiastico e liberatorio da parte di tutta la Maggioranza. Franco Pistilli, il quale visibilmente innervosito dalla mancanza del parere di legittimità richiesto al Segretario Generale Colucci si è astenuto anche per impedire una prevedibile strumentalizzazione nei suoi confronti da parte del centro sinistra per aver votato contrariamente un provvedimento che a quanto pare porterà tra pochi mesi all’approvazione definitiva del PRG anche ad Acquaviva.

Commenti  

 
#1 anakin 2010-12-02 20:39
Chissà come mai il 21 luglio 2001 è stato adottato il prg con una vecchia legge degli anni 80, quando di li a poco stava per arrivare una nuova legge regionale che entro 18 mesi avrebbe definitivamente approvato il prg nel nostro paese. Voci maligne sostengono che l'intero prg è stato volutamnete reso incompatibile (i vari conflitti di interesse) da poteri trasversali agli schieramenti politici, i quali sapevano che tra corsi e ricorsi sarebbero passati anni prima di vedere approvato il prg e pertanto avrebbe continuato a conservare la loro fetta di potere alterando e gonfiando i prezzi del mercato immobiliare ad acquaviva.
 

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