Sabato 17 Novembre 2018
   
Text Size

UDC “MINA VAGANTE” DELLA MAGGIORANZA

consiglio_comunale

Crisi politica? È questa la domanda che nasce dopo il Consiglio Comunale svoltosi ieri sera. Né retorica ne provocazione. Il dato che è emerso dalla discussione consiliare, al di là dell’approvazione finale per l’assestamento generale di bilancio, è che una parte della coalizione di centro sinistra non è allineata al modus operandi dell’Amministrazione Squicciarini. Le “schegge impazzite” in questione sono il gruppo UdC e la Compagnia delle Arti.

 

I lavori dell’assise prevedevano ben 12 punti tra i quali l’Assestamento generale del Bilancio 2010 e variazione del piano delle opere pubbliche 2010/2012.

 

Come disposto per legge entro e non oltre il 30 Novembre di ciascun anno il Consiglio, attraverso la variazione di assestamento di bilancio verifica tutte le voci di entrata e uscita, compreso il fondo di riserva al fine di assicurare il mantenimento del pareggio finanziario.

 

La delibera di G.C. del 16/11/2010 ha disposto la variazione di bilancio per coprire le spese dei diversi settori comunali e in più ha deliberato una variazione del piano delle OO.PP. “per l’inserimento dell’intervento relativo all’ampliamento del cimitero e dei lavori di rifinitura interna edicole funerarie per l’importo di 200.000 euro autofinanziato con i proventi derivanti dall’assegnazione dei loculi cimiteriali”.

 

Molte delle opere pubbliche inserite nel bilancio di previsione deliberato dalla gestione commissariale si basano sui finanziamenti provenienti dall’alienazione delle aree 167, quindi su proventi del tutto teorici.

 

Il Sindaco Squicciarini ha voluto ribadire il concetto che la sua amministrazione non ha ancora prodotto un proprio bilancio, essendo stato quello dell’anno corrente approvato dal Commissario Straordinario. Ha poi riferito all’intera assemblea e al pubblico presente in aula che il bilancio di previsione per il prossimo anno sarà il primo ad essere discusso pubblicamente. Inizia cosi l’era dei “bilanci democratici e partecipati”. Inoltre, il Primo Cittadino ha poi aggiunto che il fondo stabilito per rispettare il patto di stabilità è stato incrementato da 200.000 euro a 400.000 euro.

 

Di qui è partita la solita e ormai stucchevole diatriba tra minoranza e maggioranza. Una discussione sterile che davvero nulla ha a che fare con il futuro e il bene collettivo della nostra città. Si è nuovamente rivangato il passato. La maggioranza ha accusato per l’ennesima volta la precedente amministrazione di aver lasciato l’ente in condizioni disastrate per via del mancato rispetto del patto di stabilità. L’opposizione dal canto suo provocatoriamente ha ricordato che la gestione precedente ha lasciato ben 4 milioni di euro di avanzo di amministrazione che sono serviti ad evitare un paventato “dissesto finanziario”.

 

L’infruttuosa disputa è stata improvvisamente interrotta dal consigliere di Maggioranza Francesco Attollino (UdC) il quale ha chiesto una momentanea sospensione della seduta “in seguito a quanto emerso dagli interventi precedenti”.

 

A questa richiesta il Presidente del Consiglio ha preteso, in maniera insistente una ragione a tale volontà, attirandosi le critiche dell’intera opposizione. Il Presidente Maurizio è stato additato di assumere atteggiamenti “intimidatori” e di “parte”.  Il vero colpo di scena si è consumato però al momento della votazione inerente la proposta di Attollino, votata contraria dalla sua stessa maggioranza tranne Filippo Cassano (Compagnia delle Arti) e Roberto Tisci(Io Sud). La sospensione è stata quindi approvata grazie alla volontà delle minoranze le quali non hanno perso occasione per sottolineare la divisione all’interno della coalizione di Squicciarini.

 

La discussione interna tra la maggioranza si è protratta per oltre un ora e mezza circa. Il dato chiaro e incontrovertibile è che qualcosa si è rotto nelle fila del centro sinistra.

 

Infatti sia Attollino che Cassano allineandosi agli interventi della minoranza hanno asserito che bisogna farla finita di additare tutti i problemi di Acquaviva alla passata amministrazione.

 

Il consigliere dell’Udc leggendo parte dei pareri allegati dei dirigenti comunali alla proposta di Delibera sottoposta all’approvazione del Consiglio, ha fatto notare come questi sembrassero in palese contraddizione con il deliberato conseguente. “Il rischio di sforare il patto di stabilità è concreto e non è possibile che il debito effettivo del Comune rimanga a tutt’oggi un mistero, cui nessuno sa dare soluzione. Come già richiesto da Petruzzellis, è indispensabile conoscere i residui attivi e passivi.
Attollino ha chiesto quindi ufficialmente di conoscere quali potrebbero essere le responsabilità personali dei consiglieri e quali gli effetti sulle casse comunali, se davvero i dubbi palesati diventassero realtà in un futuro più o meno prossimo.

L’esponente del partito di Casini ha insistito, sostenendo che le proprie perplessità non riguardavano il provvedimento in sé, quanto piuttosto il modus operandi concernente l’aspetto finanziario del Comune. “Per ben due volte l’UDC ha chiesto, senza alcun esito, al Dirigente competente lumi sullo stato reale del contenzioso dell’Ente. Come si può pretendere di decidere qualcosa, ignorando la situazione reale? L’UDC non ha più intenzione di subire le ripicche interne dei dipendenti o il loro rifiuto di rispondere”.

 

Alla ripresa dei lavori UdC, Io Sud e Compagnia delle Arti si sono “turate” il naso e hanno espresso voto favorevole all’assestamento di bilancio 2010 esprimendo varie perplessità sul modus operandi dell’amministrazione comunale e dei dirigenti pubblici comunali.

 

Dunque si è costituita all’interno della maggioranza un gruppo di out-sider,una linea dura di critica costruttiva, la quale sembrerebbe pensare davvero al bene e ai numerosi problemi di Acquaviva. Dunque la lotta a quanto pare non è più all’esterno ma all’interno: PD e IDV da un lato e UDC, IO SUD e COMPAGNIA DELLE ARTI dall’altro.

Commenti  

 
#7 neo22 2010-12-03 01:46
Volevo ricordare all'autore del pezzo il significato di "mine vaganti":
tali sono coloro che distruggono le convenzioni, mettendo gli altri di fronte alla verità.
Qual'è qui la verita in questione?
 
 
#6 anakin 2010-11-30 21:12
l'udc è un partito che sta assumendo una posizione critica all'inteRno della maggioranza, ecco forse l'allusione alla "scheggia impazzita" dell'articolo.. un gruppo che sta cercando di far sentire la sua voce anche se in dissonanza con il resto della coalizione...ON ORE A UDC E COMPAGNIA DELLE ARTI!!
 
 
#5 CARMELO GUIDO 2010-11-30 17:00
L'UDC NON E' UNA SCHEGGIA IMPAZZITA, MA UN PARTITO RESPONSABILE E SERIO CHE CHIEDE SOLO CONCRETEZZA AL SUO SINDACO, AFFINCHE' OPERI PIU' CONCRETAMENTE SENZA ANDARE DIETRO AI MILLE PERCHE', MA PRENDENDO DELLE DECISIONI FERME CON I SUOI NATURALI PARTNER, SENZA SUGGERIMENTI ESTERNI....SPES SO INCONCLUDENTI E DANNOSI PER LA STESSA ACQUAVIVA.
 
 
#4 guerrini 2010-11-30 16:07
IDV e PD andarono per suonare e rimasero suonati
 
 
#3 anakin 2010-11-29 12:07
chissà quali saranno i veri interessi nascosti dietro questa "crisi"...c'è forse malcontento da parte dei partiti minori della coalizione?
 
 
#2 guerrini 2010-11-28 16:00
La velocità del voto del PD, contrario alla sospensione, è direttamente proporzionale agli interessi (collettivi) da tutelare ?
 
 
#1 pippo 2010-11-27 23:59
E' FINITA LA PACCHIA.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI