Giovedì 15 Novembre 2018
   
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"FONDI CIPE PER L'EDILIZIA SANITARIA A RISCHIO"

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Surico: “600 milioni di euro dei fondi Cipe per l'edilizia sanitaria a rischio”

La vicenda dell’Ospedale Miulli di Acquaviva è emblematica di una tale disorganizzazione nel sistema sanitario regionale da evidenziare la totale disattenzione del Governo pugliese agli aspetti finanziari. Non solo ad oggi manca uno strumento fondamentale come il Dief (documento di indirizzo economico-finanziario), ma si registra, e lo denunciamo con forza, una situazione a dir poco paradossale: mentre il Miulli è costretto a rivolgersi alla giustizia amministrativa per ottenere dalla Regione quanto gli è dovuto a fronte di un impegno economico già sostenuto per interventi strutturali e di innovazione tecnologica, al Cipe giacciono, colpevolmente inutilizzati da due anni, circa 600 milioni di euro destinati all’edilizia sanitaria”.

E’ quanto sostiene in una nota il consigliere regionale Fli-Pdl, Giammarco Surico, componente della Commissione Sanità della Regione Puglia.

Si tratta di fondi a cui la Puglia rischia di non accedere mai o di accedervi troppo tardi, trovandovi le briciole, se non si decide a presentare immediatamente progetti credibili sulla base di una verifica preventiva relativa alla situazione reale delle strutture sanitarie pugliesi.

Quante di queste possono dirsi tecnologicamente all’avanguardia e quante meriterebbero interventi mirati? Per saperlo, occorre una ricognizione in tale direzione che, al momento, non mi pare ci sia”.

Surico avanza anche una proposta per risolvere la situazione del Miulli.

Avendo il Tar riconosciuto il principio che gli Enti Ecclesiastici possano essere equiparati al pubblico - afferma il consigliere regionale - si può e si deve fare in modo che questi diventino patrimonio del sistema sanitario nazionale.

Il percorso per il Miulli, che è un Ente Ecclesiastico, potrebbe prevedere l’istituzione di una Fondazione a maggioranza pubblica tra Regione Puglia e lo stesso Ospedale di Acquaviva, e la successiva adozione di un atto legislativo che lo inserisca nel SSN”.

Questa soluzione - conclude Surico - rappresenterebbe una garanzia contabile e occupazionale, sostenendo gli encomiabili sforzi di manager e personale medico e paramedico del Miulli, grazie ai quali, nonostante siano costretti a barcamenarsi in una situazione difficilissima, i cittadini riescono ad usufruire di servizi di alta qualità”.

Commenti  

 
#1 centro.g. 2010-11-12 20:14
A noi cittadini potrebbe non interssare come sia composto il management del Miulli (ossia a maggioranza pubblica o privata), ci interessa che questa eccellente "fabbrica" della salute continui ad operare , ad investire e capitallizare le risorse. Non dimentichiamoci , che per noi acquavivesi il miulli è deve essere un vanto, un motivo di orgoglio, e con un pizzico di campanilismo dobbiamo difenderlo da tutto e da tutti. Certo l'acquvivesità all'interno (soprattutto nel vertice)delle volte langue: ma la colpa non che degli stessi acquavivesi...a buon intenditor poche parole.
Non facciamo amncare il nostro appoggio, soprattutto quelle delle istituzioni locali.
 

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