Lunedì 23 Maggio 2022
   
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Donne beffate dall'Ambito 5 di Grumo: chiudono le attività a sostegno delle donne vittime di violenza

CENTRO ANTIVIOLENZA

 

 

Sfiora l’assurdo ed ha il sapore di una vera e propria beffa la situazione dell’Ambito Territoriale Ba/5 per quel che riguarda le attività a favore delle donne vittime di violenza: “alla vigilia del 25 novembre quando ci apprestiamo a commemorare la Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza maschile sulle Donne, - si legge in una nota - noi operatrici del centro antiviolenza LI.A (Libertà e Autodeterminazione) afferente alla rete dei centri antiviolenza dell’associazione di promozione sociale Sud Est Donne e operante nell’Ambito Territoriale di Grumo Appula, dobbiamo comunicare, che a causa del mancato trasferimento da parte dell’Ambito territoriale stesso, dei contributi ricevuti dalla regione a sostegno delle attività del centro antiviolenza siamo costrette a sospendere, dal 25 novembre, l’attività ordinaria del servizio di accoglienza e sostegno delle donne vittime di violenza provenienti dall’Ambito Territoriale di Grumo Appula che comprende i comuni di Sannicandro, Acquaviva, Toritto, Binetto, Cassano e Grumo Appula garantendo solo l’operatività nelle situazioni di emergenza”.

Praticamente mentre tutta Italia prende atto della emergenza “femminicidi” e “violenza di genere” e si mobilita contro questo fenomeno sempre più dilagante, l’Ambito che fa capo a Grumo Appula resta tranquillamente indifferente dinanzi al grido d’allarme più volte lanciato dalle operatrici e rimasto inascoltato

Nonostante i diversi interventi di intermediazione attraverso la Regione Puglia, i comuni dell’Ambito Territoriale di Grumo, il comune di Acquaviva, al quale è stato richiesto di assumere il mandato come comune capofila dell’Ambito data la situazione di dissesto del comune di Grumo Appula, e nonostante i ripetuti solleciti e diffide per il pagamento delle somme dovute, l’inadempienza in data odierna ammonta a circa 50.000,00 euro e l’aps Sud Est Donne, avendo anticipato le risorse economiche per due anni, non può sostenere ulteriormente e totalmente a proprio carico la prosecuzione delle attività”, spiega la Responsabile del centro antiviolenza “Li.A”  e Presidente di Sud Est Donne, Angela Lacitignola.

“Dal 2015 la nostra associazione – si legge nel Comunicato - ha accolto al cav LI.A circa 200 donne provenienti da tutti i comuni dell’Ambito, accompagnandole nel loro percorso di fuoriuscita della violenza, e supportandole attraverso percorsi di sostegno psicologico, consulenze legali e consulenze sociali, fino a favorire la loro autodeterminazione e i loro percorsi di autonomia e libertà.  Come donne che aiutano le donne, abbiamo sempre creduto e continuiamo a credere nell’importanza della costruzione e del potenziamento di una rete antiviolenza solida e solidale. Abbiamo lavorato e continuiamo a farlo ancora oggi, anche quando la nostra voce non è stata ascoltata e peggio ancora, quando la macchina del potere, della burocrazia e della cattiva amministrazione delle risorse pubbliche, hanno provato a insonorizzare le nostre parole e a rendere invisibile la nostra presenza in una sorta di macabro boicottaggio, dove a perdere sarà la intera comunità che si vedrà sottrarre un altro servizio di primaria necessità per le donne, i minori e le famiglie. Noi operatrici dei centri antiviolenza di Sud Est Donne siamo consapevoli di essere uno dei nodi della rete, ma vogliamo dire alle donne che questa rete non si strapperà definitivamente  qui! Questa interruzione obbligata non ci fermerà, continueremo a rammendare finché la rete ritroverà la sua forza accogliente che è la nostra forza, la forza delle donne tutte!

Ed è con forza che diciamo “BASTA” parlare di violenza per la sfilata politica del 25 novembre, basta ai salotti inutili e ipocriti! Se gli stessi decisori politici, a tutti i livelli, perpetuano meccanismi patriarcali utilizzando ruoli e potere a danno delle donne e di chi se ne prende cura, il 25 novembre segna la sconfitta dello Stato e di tutta la comunità nella lotta a questa piaga culturale".

 

Azioni per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza sulle donne promosse dal Centro Antiviolenza LI.A dell’Ambito Territoriale di Grumo Appula

 La presenza del Centro Antiviolenza LI.A sull’Ambito di Grumo Appula è stata di costante laboriosità, impegno civile e solidale per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne. Sono molteplici le attività di divulgazione e sensibilizzazione svolte dalle operatrici che su questo territorio hanno seminato con coraggio, umiltà, sorellanza e professionalità il seme della libertà. Abbiamo lavorato affianco alle istituzioni, le forze dell’ordine, al privato sociale, alle scuole di ogni ordine e grado per la diffusione e consapevolizzazione del pensiero che la violenza sulle donne è la violazione più vergognosa dei diritti umani e come prevede la legge va contrasta attraverso azioni di prevenzione dei reati, la punizione dei colpevoli, e la protezione delle vittime.

Oggi vogliamo condividere l’elenco delle azioni e gli interventi che come centro antiviolenza abbiamo effettuato in favore delle donne del territorio come promemoria della rinuncia alla quale saranno sottoposte che a nostro parere è molto di più di un semplice disservizio e la costatazione che la causa delle donne è prorogabile, che la violenza che subiscono donne e minori è argomento procrastinabile, che la protezione delle vittime, la tutela dei loro diritti, la promozione delle pari opportunità, l’uguaglianza e la libertà delle donne non sono ai primi posti della agenda per alcuni amministratori de la cosa pubblica, che in quanto tale dovrebbe garantire i diritti di tutti, donne compresse.

Dal 2015 sono state accolte 198 donne per le quali sono stati attivati percorsi di fuoriuscita delle diverse situazioni di violenza. I percorsi di accompagnamento del Centro Antiviolenza LI.A sono strutturati in modo di garantire assistenza socio-assistenziale e sostegno psicologico e consulenza legale. Attualmente rimangono in carico al CAV 30 donne che usufruiscono dei citati servizi.

Per 16 donne e 11 minori è stato necessario l’allontanamento del territorio e l’inserimento in luogo  protetto per sottrarli alle gravi situazioni di violenza che subivano e che metteva a rischio la loro integrità psicofisica e in alcuni casi la vita stessa.

Dalle 198 donne, accolte dal 2015 ad oggi, 97 si sono rivolte spontaneamente al CAV; le 101 restanti su invio dei servizi territoriali. Nello specifico, principalmente attraverso i servizi sociali comunali e consultoriali, ma anche altri servizi sanitari quali csm e Ser.d, o su richiesta diretta dell’Ospedale “Miulli” o ancora su invio dalle Forze dell’Ordine.

Il copioso invio da parte dei servizi è stato il risultato della costituzione effettiva dell’equipe multidisciplinare integrata, con cui si è lavorato incessantemente sui casi in cui erano presenti minori, coinvolgendo altresì gli altri servizi interessati al caso specifico.

Sui comuni dell’Ambito Territoriale di Grumo Appula il cav LI.A ha lavorato molto sul sostegno economico delle donne, soprattutto durante la pandemia, viste anche le difficoltà riscontrate nel reperimento di abitazioni ed occasioni di lavoro che potessero favorire l’autonomia totale delle donne e la loro autodeterminazione. Date queste motivazioni in totale sono stati attivati 4 percorsi di piena autonomia.

In merito alle azioni di sensibilizzazione, in questi 6 anni il cav LI.A ha stretto partenariati con 2 istituti comprensivi e 2 istituti di istruzione secondaria dei comuni dell’ambito; in codesti istituti ed in altri istituti di diverso ordine e grado, sono stati proposti ed effettuati progetti rivolti agli alunni e agli insegnanti relativi agli stereotipi e pregiudizi di genere, al bullismo e cyberbullismo e alla violenza di genere.

Le azioni di sensibilizzazione svoltesi negli anni di operatività del cav LI.A ubbidiscono alla propria mission di prevenzione e contrasto della violenza di genere, la promozione dell’autodeterminazione delle donne e la loro autonomia e le pari opportunità attraverso la divulgazione, il confronto e il lavoro di costruzione della rete antiviolenza territoriale. Negli anni di lavoro sul territorio sono stati organizzati dal cav 2 cors1 di formazione specialistica in collaborazione con l’Ambito Territoriale di Grumo Appula rivolto alle figure professionali che operano nell’ambito della prevenzione e del contrasto alla violenza su donne e minori, 3 corsi di Wendo autodifesa per donne, laboratori per alunni e docenti tenutosi presso diversi istituti comprensivi e scuole dell’Ambito Territoriale, ed eventi di sensibilizzazione quali spettacoli teatrali in collaborazione con l’Associazione No More-Difesa Donna, presente sul territorio di Cassano delle Murge, con la quale il cav ha firmato un protocollo di intesa.

 

 

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