Giovedì 15 Novembre 2018
   
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FESTA PD: CONFRONTO SULLA LEGGE ELETTORALE

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Si è conclusa ieri sera la due giorni della Festa Democratica organizzata dal Pd di Acquaviva per inaugurare il nuovo anno politico. Due giornate in cui nel nostro paese, si è finalmente ritornati a parlare di Politica, quella con la P maiuscola. Tanti i temi affrontati nei dibattiti, proposti dal Partito Democratico, svoltisi in Piazza Vittorio Emanuele che si è finalmente trasformata in un sorta di “agorà”, a cui mancava solo una partecipazione attiva degli spettatori al dibattito per farne davvero una grande festa di democrazia. Hanno contribuito all’evento, arricchendolo particolarmente grazie alla loro esperienza politica e al loro sapere, personaggi di rilievo della politica locale e nazionale.

VERSO LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE

È stato questo il primo tema che ha dato il la all’inizio della Festa Democratica. Esponenti di centro destra e centro sinistra hanno espresso le loro idee su tale prioritaria questione conformando le proprie posizioni politiche su alcuni punti fondamentali. A relazionare ci hanno pensato rappresentanti politici dei due schieramenti come l’On. Salvatore Tatarella (Europarlamentare del PPE nelle fila di FLI), l’On. Dario Ginefra (parlamentare del PD), Vito Antonacci (Segretario Provinciale del PD) e il Consigliere Regionale Ignazio Zullo (PDL). Ha moderato il dibattito il giornalista Michele Cozzi.

Ad aprire le danze ci ha pensato il Segretario Provinciale Antonacci, il quale ha fatto una quasi perfetta radiografia delle condizioni reali dell’Italia. Il Pdl (il più grande partito della Nazione) è in preda ad una profonda crisi all’interno della stessa maggioranza. La lotta è ormai più che chiara. Berlusconi contro Fini. Due idee diverse di politica e di Destra. La maggioranza fino a qualche tempo fa aveva numeri da record per poter governare stabilmente il paese. Appunto li aveva. Ora è bene ribadirlo questo governo senza l’apporto del nascente partito del Presidente della Camera Gianfranco Fini, Futuro e Liberta per l’Italia (FlI), non ha più i numeri per poter governare. Questo ha fatto aprire un grande dibattito politico tra i maggiori partiti nazionali. Oggi, il voto è sempre più alle porte. Ecco perché è tornato prepotentemente nell’agenda politica e mediatica, un tema di cosi fondamentale importanza per la democrazia tutta del popolo italiano, come quello della Riforma della Legge Elettorale.

COS’E’ IL “PORCELLUM”?

Porcellum” (o “porcata”) è volgarmente definita la legge n. 270 del 2005, ossia la vigente legge elettorale per le elezioni politiche nazionali.

Perché è definita tale? Per la semplice ragione che fu lo stesso promotore di tale legge, l’allora ministro del Governo Calderoli, a definirla letteralmente una “porcata” dopo soli tre mesi dalla sua approvazione parlamentare (in occasione di un’intervista a Matrix del 15 marzo 2006).

Da qui l’appellativo di “Porcellum” (storpiando il nome “Mattarellum”, con cui era nota la precedente legge risalente al 1993).

 

PERCHE’ LA LEGGE ELETTORALE VIGENTE E’ UNA “PORCATA”?

Il punto di incontro emerso dal dibattito democratico di due differenti forze politiche è stato quello che “la legge elettorale vigente espropria i cittadini-elettori del potere di scegliere il proprio deputato e il proprio senatore”. “Questa legge - ha affermato l’On. Ginefra - cancella il rapporto diretto tra rappresentanti e rappresentato”. L’elemento più discutibile della legge n.270 è l’introduzione di “liste bloccate” (ovvero l’elettore può votare solo per il partito d’appartenenza, senza alcuna possibilità d’indicare le sue preferenze personali, come invece avviene per le elezioni europee, regionali e comunali; è rimessa esclusivamente alle segreterie di partito, invece, la stesura delle liste e dell’ordine d’elezione dei candidati).

Questo significa che: toglie ai cittadini il diritto di “voto sostanziale” (ossia di scegliere liberamente le persone da cui essere rappresentate in Parlamento),  trasforma il Parlamento in un’Assemblea di “nominati” (piuttosto che di eletti), la cui elezione dei componenti dipende esclusivamente dalle scelte e dalle graduatorie stabilite dai partiti, trasforma la democrazia in una “partitocrazia”, un regime di rappresentanza democratica diretto e gestito arbitrariamente dai partiti e mortifica il ruolo e l’autonomia dei parlamentari (se sono le segretarie di partito a “scegliere” i propri rappresentanti parlamentari, si tende inevitabilmente a far prevalere criteri clientelari o parentali piuttosto che meritocratici nella scelta dei “nominati”, assicurandosi dagli eletti non il meglio della competenza e professionalità bensì il massimo della fedeltà e della sudditanza) .

L’allontanamento della politica dalla gente è tutta colpa della legge elettorale, oppure è da imputare anche e soprattutto all’incapacità dei partiti di formare una classe dirigenziale meritevole e sensibile ai problemi dei cittadini?”- questa la domanda provocatoria diretta ai partecipanti all’incontro avanzata dal Consigliere Ignazio Zullo.

La crisi più grave che sta attraversando l’ormai agonizzante seconda Repubblica non è tanto a causa dell’incapacità del camaleontico (ma pur sempre uguale a se stesso) sistema dei partiti di proporre idee innovative e progetti riformatori, quanto della spregiudicata inadeguatezza dei partiti nella selezione della classe politica. Benché il fenomeno coinvolga trasversalmente tutte le forze politiche (di destra sinistra e centro) è indubbio che a contribuire in maniera più visibile allo status quo è stato il Premier Silvio Berlusconi.

Come affermato dallo stesso On. Ginefra -“20 anni di tv commerciale hanno trasformato culturalmente il nostro paese facendo vincere Berlusconi, prima che a livello strettamente politico, a livello culturale”. Il “berlusconismo” si è insediato trasversalmente in tutti i settori della società italiana attraverso la manipolazione delle menti e grazie soprattutto a programmi tv spazzatura che hanno drasticamente abbassato il livello culturale degli italiani. Soprattutto in quest’ultima legislatura il Cavaliere ha portato con sé nelle istituzioni democratiche onorevoli e senatori amici, avvocati di fiducia (i quali lo difendono sia nelle aule di tribunali che nei salotti buoni della tv), validi “yes man” (segretari, giornalisti e non ultimo anche una grossa schiera di veline e soubrette) presentati come volti emergenti della politica italiana. Questa è una vera e propria deriva della nostra democrazia rappresentativa in telecrazia. E alla spettacolarizzazione della politica hanno contribuito e si sono uniformati ecumenicamente anche gli altri partiti nazionali.

Bene, il PD se intende diventare alternativa a questo governo deve proporre metodi e modelli alternativi a questa forma di selezione della classe dirigente. Come ha tenuto a precisare l’On. Ginefra “il PD ha in sé lo strumento democratico delle Primarie che permette agli elettori di poter scegliere i propri leader politici”.

Se elezioni ci dovranno essere comunque è necessario restituire al popolo italiano la piena sovranità cosi come garantita dalla nostra carta costituzionale e sperare in un rinnovamento, soprattutto etico della politica.

Commenti  

 
#1 ObiWan 2010-10-04 17:17
"Porcellum"..cosi la ebbe a definire il grande politologo Giovanni Sartori...una legge che davvero nega all'elettore di essere rappresenatato in parlamento..una legge che a mio avviso ha violentato la nostra costituzione... prima di andare al voto occorre un governo tecnico di ampio respiro costituzionale che apporti le riforme necessarie all'Italia rimandate da tanto, troppo tempo, tra cui la fondamnetale riforma sulla legge elettirale!!!
 

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