Lunedì 10 Agosto 2020
   
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Coronavirus, Colafemmina: "No ai narcisismi, sì al confronto"

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L'emergenza Coronavirus s'impone anche nel dibattito politico cittadino e non mancano certo voci "fuori dal coro". Impazzano proposte di questa o di quella parte, si rincorrono iniziative lodevoli del mondo del volontariato, svetta l'eccellenza cittadina del Miulli che, pur nella difficoltà nel reperire mascherine per i suoi lavoratori, mostra, ancora una volta, la vocazione solidale della nostra città. Nel frattempo, alla necessità di restare a casa per salvaguardare noi stessi ed, in particolare, i più fragili, c'è un settore produttivo e commerciale che inizia a mostrare i primi sintomi della chiusura forzata di questi giorni.

Cosa succederà al termine del periodo emergenziale? Come si sta muovendo la classe politica locale? Acquavivanet, rubrica "Dal Basso", analizza il tema via e-mail, con Francesco Colafemmina, consigliere comunale in quota "Fratelli d'Italia".

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Il Consigliere di minoranza espone la propria analisi sulla situazione attuale

 

Francesco Colafemmina, via e-mail: «L’emergenza Coronavirus ha preso un po’ tutti alla sprovvista. Nessuno di noi è mai stato abituato a fronteggiare quarantene collettive, cambiamenti di stili di vita così radicali, paure e insicurezze. Anche perché il virus ha un impatto non solo sulla paura di perdere i propri cari o di finire intubati in rianimazione, ma soprattutto sull’incertezza verso il domani, sui rischi profondi di un tracollo economico per una società, quella italiana e meridionale nello specifico, sempre più afflitta da una crisi economica e occupazionale.

Lo dico quindi in premessa: la politica, specie a livello locale, può fare poco ma può e deve dare l’esempio, e forse in questo momento occorrerebbe che tutti rinunciassimo a quella dose di narcisismo e di protagonismo che ci contraddistingue. Se dobbiamo “starci alle case”, stiamoci con discrezione e in silenzio! Certo, avrei voluto un confronto con il Sindaco e con tutti i Consiglieri già dieci giorni fa, per proporre delle soluzioni organizzative per fronteggiare l’emergenza, ma non ho avuto risposta alle mie richieste.

Ergo, ognuno va a ruota libera: chi distribuisce kit alle guardie mediche, chi invia lettere di ringraziamento al Miulli e chiede al Comune di devolvere 20.000 euro del bilancio pubblico all’ospedale, chi invoca l’esercito per fare posti di blocco dal momento che il Miulli ospiterà pazienti covid… Una giostra di dichiarazioni ed esibizionismi elettoralistici che non fa che generare un senso di precarietà e di allarme nella gente e che va a disdoro di una politica locale incapace di guardare oltre la crisi, incapace di prevedere le macerie che questa emergenza rischia di lasciare sotto il profilo economico e occupazionale, preoccupata invece dell’appuntamento elettorale delle Regionali che slitterà all’autunno».

 

Come è possibile, invece, aiutare nelle loro misure di protezione gli operatori sanitari del nostro territorio?

 

«Colgo quindi l’opportunità di questo spazio per ribadire ciò che penso: il Miulli è una risorsa per il paese. Se qualcuno di noi si ammalerà ha già la certezza che ci sono professionisti, medici e infermieri, pronti a curarlo a pochi passi da casa. La presenza dell’ospedale non è da considerarsi fonte di “contagio”, quindi è assurdo invocare l’esercito o esibire chissà quali spauracchi ancestrali! Piuttosto chi ha un ruolo politico deve garantire che chi opera nell’ospedale e chi opera nel volontariato cittadino sia dotato di tutti i dispositivi di sicurezza e possa lavorare serenamente. Ci sono medici che saranno lontani dai loro cari per chissà quante settimane pur di tutelarli: circondiamoli con un abbraccio ideale, invece di invocare una sciocca militarizzazione del paese».

 

Come garantire, infine, una ferma linea politica a tutela dei soggetti non autosufficienti o direttamente vulnerabili in città? Come operano le minoranze di Consiglio nel merito e quale sintonia con la maggioranza?

 

«E cerchiamo di essere tutti più responsabili: ho ascoltato storie di cittadini che chiedono la consegna a domicilio per quisquilie a supermercati già oberati da un lavoro incessante. Ci sono anziani che continuano ad andarsene in giro come se nulla fosse, “per prendere aria”. Ebbene proteggiamoli facendo loro capire che questo non è uno scherzo. Che la protezione dei nostri anziani ci sta più a cuore del loro fatalismo.

 

Quando tutto ciò che stiamo vivendo finirà – si spera presto – dovremo preoccuparci di censire le situazioni critiche sotto il profilo economico e rimboccarci le maniche. Forse scopriremo che una comunità solidale, che favorisce gli acquisti sul suo territorio, che si aggrega in progetti cooperativi, che rinuncia all’individualismo patologico, ha più probabilità di reagire alle crisi e di superare le difficoltà. Ce lo insegnano i nostri nonni, quella generazione che in questo sforzo collettivo stiamo cercando di proteggere e di salvare».

(Rubrica "Dal Basso")

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Commenti  

 
#1 Mimmo Maurizio 2020-03-20 02:24
Nessuno ha chiesto la "militarizzazio ne del Comune". La portavoce M5S Bruna Piarulli ha segnalato la necessità di programmare il necessario "supporto alle forze dell'ordine" cittadine che, con l'arrivo al Miulli del gran numero di ricoverati, dovranno presidiare più estesamente e rigorosamente il territorio, al fine di controllare, in un traffico che diverrà sicuramente molto più intenso nei pressi del Miulli e nel paese, i movimenti di persone e veicoli legittimati rispetto a quelli che non lo saranno.
 

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