Giovedì 13 Agosto 2020
   
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Riprese Audiovisive del Consiglio: La I Commissione risponde a Maiulli

Lettera

 

 

Prima commissione Consiliare: "Nessun bavaglio"

 

Il nuovo “Regolamento per la disciplina delle Riprese Audiovisive delle sedute del Consiglio Comunale e loro diffusione” licenziato dalla Prima Commissione Consiliare e approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. n. 49/2019 (clicca qui ) è stato criticato nell’editoriale pubblicato su “L’Eco di Acquaviva” e rilanciato dalla emittente Telemajg, a firma direttore responsabile Luigi Maiulli, che avrebbe accusato l’amministrazione cittadina di censurare la libertà di informazione delle emittenti televisive.

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Stando al Regolamento, a partire dallo scorso Consiglio Comunale, i mezzi di informazione devono essere accreditati per le riprese audio e video.

Nei giorni scorsi i componenti della Prima Commissione Consiliare (Colafemmina, Lattarulo, Luisi, Maurizio e Piangiolino) hanno inviato al Dir. Maiulli una lettera, che pubblichiamo qui di seguito- nella quale si respinge l’accusa e si riassumono i concetti fondamentali che hanno ispirato il regolamento appena adottato dall’Ente.

Con riferimento all’editoriale della testata l’Eco di Acquaviva/Telemajg – si legge nella nota giunta in Redazione – avendo questa Commissione inviato una risposta indirizzata ad Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. in data 8 Novembre ed un relativo sollecito da parte della Presidente Lattarulo in data 14 Novembre, a fronte del mancato riscontro da parte del destinatario, si richiede di dare pubblicità all’elaborato della commissione a tutti gli organi di informazione e stampa cittadini”.

 

   Ecco la lettera inviata dalla Prima Commissione al direttore Luigi Maiulli

 

Egregio Direttore,

l’editoriale comparso su L’ECO di Acquaviva e rilanciato sulle pagine web dell’emittente TELEMAJG rende opportuna una replica da parte della commissione consiliare tanto criticata.

Nelle prime righe del comunicato spicca la frase: “il termine “diffusione” mi ha subito incuriosito o meglio dire preoccupato perché mi ha fatto pensare alla censura! Sì avete letto bene, alla censura!” Tuttavia nel corpo dello stesso, non c’è alcun riferimento agli articoli della disciplina nei quali sia individuabile un tale intento da parte della Commissione. Dobbiamo quindi evincere che al regolamento tanto contestato non sia stata data la benchè minima lettura. Il Direttore esprime solo l’irritazione di non essere stato invitato ai lavori come una delle parti in causa.

Per questo cerchiamo di riassumere alcuni concetti che sono contenuti nel regolamento e che, come bene potranno notare i Cittadini, nascono col preciso intento di tutelare gli stessi in primis, i membri dell’assise consiliare e gli organi di informazione giornalistica.

Il regolamento nasce a garanzia della diffusione audio e video delle sedute consiliari secondo le norme di legge. Le sedute del Consiglio comunale sono pubbliche, salvo i casi in cui si tratti di questioni concernenti persone che vanno esaminate e discusse in seduta segreta. Per questo all’articolo due del regolamento in discussione, si afferma che “la comunicazione pubblica delle attività istituzionali dovrà essere effettuata con rigoroso rispetto dei principi di imparzialità, obiettività e completezza”.

Siamo nell’era in cui ognuno di noi possiede un potenziale “studio” di ripresa e trasmissione e spesso si osserva la diffusione incontrollata di audio e video “catturati” attraverso un semplice telefonino.

Il regolamento cerca di introdurre dei meccanismi di tutela della pubblica assise e dei suoi componenti, affinché sia minimizzato il rischio di riprese da parte di soggetti non previamente autorizzati, a tutela della dignità e del ruolo dei componenti del Consiglio e a salvaguardia di una corretta informazione ai Cittadini.

Il regolamento quindi non nasce e non va inteso come un bavaglio, anzi costituisce un presidio a supporto della pubblicità dell’azione dell’Amministrazione, in quanto garantisce che le riprese abbiano un autore e che eventuali diffusioni distorsive possano essere riconducibili ad una specifica responsabilità.

Le testate giornalistiche restano benvenute nell’esercizio del proprio mandato a tutela del diritto di cronaca. Anche per loro vale la regola dell’accreditamento poiché chiunque potrebbe, con una telecamera in spalla e un cartellino contraffatto, spacciarsi per reporter e questo ci pare piuttosto a tutela degli operatori professionali dell’informazione che non il contrario. L’istanza di accreditamento prevede che il soggetto dimostri di essere effettivamente incaricato dalla testata per la ripresa. Per le emittenti presenti con regolarità, laccreditamento si effettua una sola volta ovvero in caso di subentro di nuovi operatori.

Per ciò che riguarda terzi che operino la diffusione di cronache e/o riprese integrali delle sedute, con specifico riferimento alle interruzioni pubblicitarie, si è fatto riferimento al Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Dlgs 31 luglio2005, n. 177 art. 37 “Disposizioni sulla pubblicità, le sponsorizzazioni e l’inserimento di prodotti) e alla direttiva CEE del 03/10/89, che prevedono che “nelle trasmissioni composte di parti autonome o in quelle sportive, nelle cronache e negli spettacoli di analoga struttura comprendenti degli intervalli, la pubblicità può essere inserita soltanto tra le parti autonome o negli intervalli”.

Altra critica sembra riservata all’auto-ripresa da parte degli stessi consiglieri, ai quali è semplicemente richiesto di dare comunicazione preventiva al Presidente del Consiglio. Anche in questo caso la ratio non è di censurare una libertà inalienabile, ma di garantire il diritto di replica, in caso di diffusione di un video di parte, che risultasse privo degli eventuali interventi svolti in replica da altri consiglieri.

Come si può evincere da questa breve sintesi, in nessun passaggio del regolamento si è mai neanche pensato di ledere alcun diritto costituzionale, nè si è operato con intenti censori, come ci addebita il sig. Majulli nel citato editoriale. La Commissione, peraltro ha operato avendo piena consapevolezza che ogni disposizione del regolamento che fosse eventualmente contraria alle leggi dello Stato, sarebbe di per sé nulla.

I lavori in commissione sono stati improntati ad un confronto vivo e costruttivo, anche connotato da opinioni divergenti, ma sempre con l’unico intento di garantire i principi di trasparenza e pubblicità dell’attività dell’Ente.

Riteniamo quindi che l’editoriale in questione e che le esternazioni di alcuni consiglieri allo stesso proposito, andrebbero corredati con un’adeguata analisi degli articoli che si ritengono in contrasto con i diritti sanciti dalla costituzione e tutelati dal nostro ordinamento.

La commissione, indipendentemente dalla materia oggetto della presente, è sempre a disposizione per un confronto su ogni argomento rientrante nelle proprie attribuzioni e competenze.

Acquaviva delle Fonti, 08/11/2019

 

I Membri della Prima Commissione.

Francesco Colafemmina, Lucia Lattarulo, Giuseppe Luisi, Domenico Maurizio e Antonio Piangiolino

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