RIFONDAZIONE: 200MILA NO AL RAZZISMO

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Ancora un barcone in mare, ancora donne e uomini disperati, ancora un rimpallo di competenza territoriale tra Italia e Malta.

Il flusso delle migrazioni continua ininterrottamente e il Governo italiano rende tutti clandestini con una norma stringente per i richiedenti asilo, i quali avrebbero diritto a essere accolti sul territorio nazionale e la loro posizione vagliata al fine della concessione dello status di rifugiato politico.

E non dimentichiamo le aggressioni di natura xenofoba che si succedono da settimane su tutto il territorio nazionale; aggressioni che hanno come bersaglio il diverso, che in quanto tale incute timore nelle persone barricate nel proprio piccolo mondo dorato e protetto.

In questo quadro è sorta la necessità della manifestazione antirazzista tenutasi a Roma il 17 ottobre, che ha radunato in Piazza della Repubblica le anime piú disparate della società: dai partiti (Rifondazione comunista e altri gruppi organizzati extra parlamentari) alle organizzazioni per i diritti civili (Amnesty International), dai comitati antirazzisti sorti in tutta Italia (costituiti da studenti) alle numerose rappresentanze di comunità di extra comunitari (associazione somala, senegalese, eritrea, sudamericana) e alla tantissima gente che si è spontaneamente unita al corteo.

In quest’ottica è necessario tenere bene a mente, inoltre, che il binomio clandestino/criminale è quanto di piú sbagliato, a causa del quale la società tutta ne paga le spese; la mancata integrazione e la successiva ghettizzazione degli ospiti in ristrette comunità, genera odio  e contrapposizione lì dove invece c’è bisogno di politiche di integrazione che facciano del clandestino un cittadino italiano con diritti e doveri riconosciuti.

Rifondazione Comunista depreca il razzismo di Stato che si sta perpetrando attraverso l’attuazione delle ultime norme varate dal Governo Berlusconi e chiede una presa di coscienza agli italiani, affinchè si possa, con gli strumenti che la Costituzione indica per manifestare il dissenso, dire apertamente STOP AL RAZZISMO.