Lettera Aperta del Cons. Comunale Francesco Colafemmina

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 Pubblichiamo di seguito la Lettera Aperta giunta in redazione nelle scorse ore a firma del cons. comunale Francesco Colafemmina:


 

Gentile direttore,

       mi perdoni se le chiedo ospitalità sul suo sito online per esternare un personale disagio che ritengo condiviso da buona parte della cittadinanza. Ahimè giunge un momento nel quale non ci si può più tenere dentro certe considerazioni, ma occorre diffonderle ai cittadini affinché comprendano quanto sia diventato obsoleto il loro ruolo nel rituale democratico.

       Dopo più di un anno di consigli comunali sono giunto alla conclusione che questa “somma assise” della democrazia locale non sia altro che una grande illusione. Prendiamo il caso del prossimo consiglio che si terrà il 26 e il 30 settembre. Non vi si legge nemmeno una proposta, una iniziativa, un contenuto proveniente dalla maggioranza. Unica eccezione il regolamento per le riprese audiovisive del Consiglio. Tale regolamento fu voluto dal sottoscritto con una mozione presentata lo scorso anno, eppure fino all’ultimo minuto le richieste di modifica provenienti dal Sindaco, in barba alle prerogative dei consiglieri della prima commissione, hanno segnato l’elaborazione di questo strumento. Per il resto abbiamo mozioni della minoranza e una caterva di interrogazioni dei consiglieri Pistilli e Laera, di cui buona parte riguardano gli stessi argomenti (estramurale e ex 167), alcune del consigliere D’Antini ed una del sottoscritto . Una interrogazione prevede 15 minuti per la sua trattazione, 10 per la risposta e cinque per la replica. Moltiplicando tali tempistiche, che spesso si allungano, per trenta (tante sono le interrogazioni all’Ordine del Giorno) abbiamo circa 12 ore di interrogazioni! Ora, anche ammesso che tali interrogazioni vengano trattate nella metà del tempo, abbiamo poi le mozioni che prevedono la possibilità per tutti i capigruppo di prendere la parola, così si può arrivare a discuterne una per almeno 2 ore.

       Nell’anno 2019 dunque i consiglieri comunali siedono nella “somma assise” per affrontare questioni tecniche e politiche per ore ed ore… E in tutto questo il gettone di presenza che riceviamo è di ca. 15 euro lordi a seduta. Quindi nessuno può accusarci di perdere tempo per soldi. Il sacrificio di chi fa politica o l’autolesionismo di chi rinuncia al lavoro e alla famiglia per ascoltare fiumi di parole è del tutto evidente.

       Si dirà che almeno c’è chi presenta delle proposte che poi vengono approvate. E’ vero, ma l’approvazione non implica la loro attuazione. Di più di 8 mozioni da me presentate finora ed approvate solo due si sono tradotte in atti concreti ed erano comunque questioni di minore importanza (codice etico dei consiglieri e commissione Luna Park, che peraltro non ha definito una soluzione per gli anni a venire). Quindi che senso ha presentare proposte che pur approvate non vengono attuate?

       Vogliamo poi parlare delle interrogazioni? Se va bene i dirigenti rispondono attraverso la bocca degli assessori (così mi è successo nel caso di una elaborata interrogazione sulla TARI che presentai lo scorso anno, trattata dall’assessore Grilli, ma scritta dal dirigente), altrimenti capita che non siano neppure gli assessori a dare risposta, ma i dirigenti. Proprio ieri mi è arrivata la risposta ad una interrogazione in merito a questioni salariali e contrattuali della Polizia Locale non firmata dall’assessore competente (Franco Chimienti), ma dal Segretario Generale.

       E in questa episodica e allegra gestione della politica succede che istanze inviate agli organi preposti non ricevano affatto risposta. Chiesi più di due mesi fa “perché secondo l’assessore Grilli i 100.000 euro di spese maggiori derivanti dal conferimento dell’organico non andranno nella TARI, ma vengono coperte con la spesa corrente?”. Lo chiesi al Segretario generale e al dirigente dei servizi finanziari, anche perché 100.000 euro di tagli significa sempre servizi in meno al cittadino. Nessuna risposta! E quanto a Parco Sant’Elia chiesi al Sindaco di attuare delle semplici ed economiche analisi sul sito. Nessuna risposta! E ancora sulle catene per non far passare macchine in piazza dei Martiri. Nessuna risposta!

       C’è di più. Se il consiglio comunale è inefficiente occorre modificare il regolamento. Abbiamo votato a settembre dello scorso anno, a maggioranza, una mia mozione che chiedeva la modifica del regolamento per il funzionamento del consiglio. Da allora nulla si è mosso. Anzi, fra gli obiettivi 2019 per la premialità del Segretario Generale è stata inserita una voce dal Sindaco in un decreto sindacale dell’11 giugno: “modifica del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale”. Immediatamente chiesi lumi con una pec inviata a tutti i consiglieri, al Sindaco e al Presidente, tenuto conto che la modifica del regolamento non è prerogativa del Segretario, ma dei capigruppo consiliari e sarebbe una beffa per noi ricevere la pappa pronta dalla burocrazia comunale, che peraltro ne ricaverebbe un aumento dello stipendio sottoforma di premialità. Nessuna risposta anche in questo caso!

       Emerge pertanto l’inutilità del nostro ruolo di consiglieri comunali e lo svuotamento di significato del consiglio comunale stesso, trasformata da assemblea deliberante a tribuna ottocentesca. Se non modificheremo il regolamento del consiglio comunale per renderlo più efficiente, per ridurre i tempi di trattazione dei singoli punti, per evitare i doppioni, per riportare una maggiore professionalità e meno propaganda nella politica (gli scambi verbali, le offese, le accuse sono all’ordine del giorno e sono uno spettacolo deprimente), se poi la maggioranza continuerà a non presentare proposte o si limiterà a presentare fantasiose mozioni contro il governo Conte (quello giallo-verde, perché l’attuale Conte bis è diventato “amico”), potremo tranquillamente evitare di partecipare al consiglio. Così com’è non serve a molto. E aliena i cittadini da ogni residuo interesse per la cosa pubblica.

       Ringraziandola per la disponibilità e l’attenzione le porgo i miei più cordiali saluti,

          Francesco Colafemmina