Sergio Carlucci: “Aperto dialogo sull’appalto rifiuti”

Sergio Carlucci_640x300

È un’estate densa di nodi politico-amministrativi da sbrogliare. Come richiesto dalla minoranza pistilliana, è stato inaugurato il percorso di riflessione fra le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, atto a comprendere l’efficacia ed i limiti dell’attuale gestione del servizio di igiene urbana. Tuttavia, sullo sfondo di questa complessa ed articolata vicenda si rivelano centrali due operazioni strategiche per lo sviluppo del nostro territorio: la questione “ex Miulli” ed il “Piano Casa”, strumento amministrativo su cui il sindaco Davide Carlucci ha scelto di fare “all-in” nonostante le divergenze di opinioni all’interno della maggioranza. Nel frattempo, si registrano ancora abbandoni di rifiuti lungo le strade rurali e provinciali. Da più parti, riecheggia la necessità di aprire una stagione nuova di educazione ambientale con protagonisti le associazioni ed i più giovani al fine di contrastare fenomeni del genere mediante la prevenzione e la sensibilizzazione della cittadinanza.

Sergio Carlucci_300x300_1

“La Voce del Paese” (Rubrica “Dal Basso”) è con Sergio Carlucci, capogruppo di “Nuova Acquaviva” in Consiglio Comunale, per un approfondimento sulle vicende più rilevanti di questa estate acquavivese.

Quale futuro per la questione ex-Miulli?

“Occorre riqualificare l’area a partire da quegli immobili che sono stati messi all'asta, prevedendo la possibilità che vi si trasferiscano gli uffici della Asl. Il 4 ottobre scade la manifestazione di interesse per la vendita degli immobili che ospitavano il vecchio ospedale Miulli, predisposta dal tribunale di Bari nell'ambito del concordato preventivo al quale è stato ammesso l’Ente Ecclesiastico, al fine di risolvere la propria situazione debitoria. Esiste, pertanto, la possibilità di recuperare il rapporto che storicamente lega il nosocomio al paese e che potrebbe rappresentare l’ultima occasione di ricucire una trama fatta di intrecci economici, sociali, urbanistici, interrottasi con uno strappo nel 2006, all'indomani del trasferimento dell’ultimo reparto nella nuova struttura. Mi si conceda, però, una piccola annotazione polemica: in tutto il processo che ha portato a tale situazione la politica locale dell’epoca si è mostrata poco attenta e del tutto incapace di prevedere un riutilizzo di quegli immobili, rimasti abbandonati, con grave danno per il quartiere e per tutto il paese. In un simile contesto, pertanto, non si possono e o si devono ripetere gli errori del passato. A tal riguardo , mi sembra assolutamente apprezzabile la proposta del sindaco Carlucci, indirizzata ai vertici della Regione e a quelli della Asl, che prevede l’acquisto della palazzina dell’ex direzione sanitaria. In considerazione del ribasso d’asta, una simile operazione potrebbe rappresentare una auspicabile razionalizzazione della spesa che attualmente viene sopportata dalla Asl per il fitto dei locali che ne ospitano la sede e i servizi. Il costo dell’immobile, del resto, è di appena 252mila euro, mentre il totale dei fitti si aggira intorno ai 130mila euro annui. Per queste valide ragioni si spera che le continue e ripetute sollecitazioni rivolte dal Comune di Acquaviva ad Asl e Regione producano gli effetti desiderati.”

È stata stabilita l'idoneità del parco Sant'Elia prima di affidarlo alle associazioni?
“L’amministrazione comunale ha avviato di recente un percorso di partecipazione per il riutilizzo del parco Sant’Elia, dopo il sequestro penale del sito da parte dei carabinieri del Noe nel 2012 e il successivo dissequestro ottenuto nel 2018. La Procura delle Repubblica di Bari predispose tale misura per verificare se il sito in questione, utilizzato nella cosiddetta “emergenza rifiuti” dei primi anni novanta come sito provvisorio di stoccaggio dalla ditta che ne era proprietaria e che si occupava dello smaltimento dei rifiuti ad Acquaviva e in altri comuni, non nascondesse in realtà una discarica abusiva sotterrata attraverso una finta bonifica. Concluse le indagini e accertata l’insussistenza di tale ipotesi, il parco è ritornato nella piena disponibilità del Comune. Ulteriori accertamenti necessari a verificare la salubrità del sito, comunque, in considerazione del suo antico utilizzo, verranno effettuati al momento dell’affidamento a terzi. Allo stesso tempo, sarebbe opportuno ripercorrere i passaggi burocratici che portarono all'acquisto dell’area da parte del Comune e la successiva bonifica del sito da parte dello stesso Ente.  Di quella vicenda, svoltasi sotto la sindacatura di Franco Pistilli, sarebbe utile capire, per esempio, i tempi e le responsabilità che spettavano rispettivamente alla ditta e al Comune in relazione all'onere della bonifica. Su questo argomento, all'epoca dei fatti, non mancarono polemiche riferite alla presunta opacità di tale operazione.”

Il "Piano Casa" crea contrasti nella maggioranza?

“Il “Piano casa” è uno strumento nato con l’obiettivo di migliorare la qualità del patrimonio edilizio, sebbene, a giudizio di alcuni, se ne sia fatto un uso eccessivo e talvolta scriteriato. Si tratta di una legge regionale che prevede la possibilità di demolire vecchi edifici e ricostruirli, potendo beneficiare di una premialità volumetrica. Attraverso specifici regolamenti comunali la norma trova applicazione nel contesto locale, con non pochi riflessi sul piano urbanistico ed economico.  Le scelte che accompagnano la regolamentazione di interventi edilizi così delicati rivestono, pertanto, una loro importanza sul piano politico perché interessano tutti quei processi che hanno a che fare con la pianificazione e lo sviluppo di un territorio. Alle opportunità che questo strumento offre, quindi, farebbero da contraltare alcuni possibili “effetti collaterali”, dal punto di vista della programmazione urbanistica. Per questo motivo sarebbe utopistico aspettarsi un unico orientamento rispetto alle possibilità di applicazione di questo strumento, per quanto non manchino le convergenze da parte delle forze politiche locali verso diversi aspetti che riguardano il “Piano casa”. Ad oggi, tuttavia, ogni riflessione e azione politico-amministrativa deve fare i conti con alcuni aspetti controversi del “Piano casa” e che trovano il loro punto di maggiore criticità nel recente ricorso per la dichiarazione di illegittimità della legge promosso dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e attualmente al vaglio della Corte costituzionale.”

Facciamo il punto sull'appalto dei rifiuti e sui costi del servizio

“Il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è un dato su cui incidono diversi fattori ma che risente, essenzialmente,  del costo di conferimento della frazione indifferenziata e, di conseguenza, della capacità di fare una corretta raccolta differenziata da parte degli utenti. I rifiuti correttamente differenziati e riciclabili si collocano, infatti, tra le entrate, mentre l'indifferenziato e la frazione umida in quello dei costi. Le percentuali di differenziata rispetto al volume totale di rifiuti mostrano nel nostro paese un trend di crescita che ci porta a stilare un bilancio tutto sommato positivo di questa prima fase. Rispetto ai costi di smaltimento, invece, i singoli comuni e i singoli Aro (ambiti di raccolta ottimali) risentono della mancanza di politiche chiare e risolutive da parte della Regione per quanto riguarda gli impianti. Questa situazione, i cui effetti si esplicano in costi variabili da sito a sito, hanno prodotto, per esempio, un aumento della spesa per gli utenti di Acquaviva, dovuta essenzialmente al fatto che conferiamo i nostri rifiuti in un impianto diverso e più lontano rispetto al passato. La fase in cui ci troviamo, comunque, a fronte di una sentenza che annulla l'aggiudicazione della gara, ci permette di fare ulteriori approfondimenti sulla efficacia del servizio, al fine di predisporre un nuovo contratto che faccia tesoro dei dati raccolti sino ad oggi. Tali approfondimenti sono già stati avviati all'interno del tavolo tecnico sui rifiuti predisposto dall'Amministrazione e di cui fanno parte esponenti di minoranza e maggioranza.” 

Come può Acquaviva dialogare con le associazioni locali per entrare nelle scuole e proporre una maggiore sensibilità per l'ambiente?

La sensibilizzazione alle tematiche ambientali richiede uno sforzo costante e strategie sempre nuove. La situazione locale vede i nostri più giovani concittadini tra i più fervidi sostenitori, ciascuno nel proprio nucleo familiare, della raccolta differenziata. Questo risultato è il frutto dell’impegno degli istituti scolastici e rappresenta, inoltre, un esempio positivo di sinergia tra le istituzioni. È un dato sicuramente positivo che si inserisce nel passaggio epocale da un sistema di raccolta dei rifiuti antiquato a quello del “porta a porta”. Ciò che il Comune può fare per proseguire nel solco degli sforzi già intrapresi è continuare a prestare ascolto a tutte quelle realtà che rivolgono la propria attività all'ambiente, alla sua valorizzazione, alla sua tutela. È necessario, quindi, creare una rete di soggetti che veda la collaborazione di diverse realtà per far fronte alle varie problematiche che interessano questo argomento. Bisogna contrastare, per esempio, l’inciviltà di quei soggetti che pur di non effettuare correttamente lo smaltimento dei rifiuti domestici, abbandonano in campagna buste e sacchi di plastica. Campagne di comunicazione mirate possono, da questo punto di vista, aggiungersi al controllo delle strade rurali da parte della polizia municipale, perché ritengo che la prevenzione possa dare maggiori risultati della semplice repressione del fenomeno.”

 

Rubrica "Dal Basso"

Rubrica Ambiente_Etica_Socialit