Domenica 20 Ottobre 2019
   
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"Cronaca Amara del Crollo di una Certezza"

lo staff_del_Papie

 Pubblichiamo di seguito la lettera aperta alla cittadinanza giunta in Redazione nelle scorse ore a firma dello staff del Papié Bistrot, noto locale acquavivese sull'Estramurale Molignani che si è meritato la menzione sulla guida "Gamberorosso".

Nella lettera lo staff rende noto alla comunità il momento di difficoltà che sta vivendo.

 

 

 Cari concittadini e concittadine,

scriviamo questa lettera accompagnati da un forte senso di tristezza mista a malinconia.

Sentiamo il dovere di rendere partecipi tutti quelli che non hanno un’idea precisa di quello che sta succedendo al Papiè Bistrot, e anche quelli invece che non ne hanno affatto.

Come la maggior parte di voi sanno, all’inizio dell’anno sono stati aperti i cantieri per il rifacimento della pavimentazione stradale dell’Estramurale Molignani e per la ristrutturazione di Piazza Kennedy. I lavori erano stati progettati da tempo e rimandati in svariate occasioni. Ciò non toglie che, effettivamente, andava fatto un intervento di ripristino su quella via, deturpata dall’asfalto ormai pieno di crepacci causati dalle radici degli alberi e dai dislivelli dei marciapiedi.

In concomitanza a tutto questo, si è fatta sempre più pressante la volontà e necessità da parte della Soprintendenza di Bari, di applicare le normative del decreto che regolamenta il modo di utilizzo dei dehors dei pubblici esercizi nei centri storici. Tale regolamento impone ai ristoratori che hanno la (s)fortuna di avere un locale nei pressi di tali centri, il divieto assoluto di installare strutture fisse, i dehors per l’appunto, che possano rovinare in qualunque modo gli edifici di interesse storico-culturale. Al loro posto è stato concesso l’utilizzo di tavolini esterni e ombrelloni, removibili in qualsiasi momento.

Ebbene, proprio per questi motivi, siamo stati costretti a rimuovere il bellissimo gazebo bianco che siete stati abituati a vedere durante questi ultimi quattro anni.

Inutile dire che le ripercussioni a livello economico non si sono fatte attendere, con un crollo vertiginoso degli introiti che garantivano (non sappiamo ancora per quanto) il sostentamento a 15 persone.

Inutile nascondersi. Il Papiè vive una situazione di profonda difficoltà, difficile da sostenere nel breve-medio termine.

Sappiamo che a molti potrebbe, legittimamente, non interessare...in fondo si tratta di un pubblico esercizio come molti altri. Ma sappiamo anche che, invece, a molti altri importa eccome.

E i primi ai quali importa siamo proprio noi, lo staff del Papie’.

Siamo noi che da qualche settimana a questa parte non facciamo che porci una massacrante domanda: “possibile che nessuno possa far nulla?”

Molte persone si sono avvicendate tra di noi, alcuni hanno cercato la loro strada altrove, altri sono cresciuti e hanno deciso di dedicarsi alla famiglia a tempo pieno. Ma nessuno ha mai dimenticato nulla di tutto il tempo trascorso tra queste mura.

Perché il Papiè è molto più di un bar, molto più di un ristorante, molto piú di una pizzeria. Il Papiè è ormai per noi una casa.

E allora quella domanda di sopra prende una forma più temibile e pungente “Possibile che non ci sia una via di scampo?”

Qui abbiamo mosso i nostri primi passi in uno dei mestieri più massacranti e usuranti esistenti, qui abbiamo pianto, abbiamo litigato, ci siamo innamorati, abbiamo riso fino alle lacrime. E ci siamo spaccati la schiena, Dio solo sa come, per garantire a tutti i nostri clienti di provare la nostra stessa sensazione, e cioè quella di sentirsi protetti in un ambiente caldo e familiare.

L’amore per il nostro mestiere, i rapporti umani creati sia tra di noi che con i clienti, non potevano che essere solo trampolini di lancio per il successo straordinario (e meritato) che il locale ha avuto nel corso del tempo, tanto da meritarsi la menzione sulla guida “Gambero Rosso”.

Punto di riferimento per il paese e anche per i paesi limitrofi, il Papiè è stato sempre in grado di trasformarsi nel posto giusto al momento giusto. Al mattino con le colazioni accompagnate dai cornetti di Eustachio Sapone, durante la pausa pranzo con gustosi e velocissimi primi piatti per permettervi di mangiare in tempo. Il pomeriggio poi, il sacro caffè tra amici o le tisane rigeneranti o i dolci di Daniela .

Ma la sera...la sera, tutta un’altra storia. Le luci soffuse, i tavoli pieni di gente intenta a sorseggiare un calice di vino e conversare, i capricci dei bambini che proprio non ne volevano sapere di star seduti accanto alla mamma, la pizza del nostro pluripremiato pizzaiolo Filippo... tutte cose che hanno reso il Papiè un posto speciale, il nostro e vostro posto speciale.

Non siamo incoscienti e siamo in grado di capire che le norme vanno rispettate. Ma possibile che non ci possa essere un modo per intervenire? Un compromesso? L’immobilismo è esattamente il contrario di quello che il nostro lavoro rappresenta. Per questo ci chiediamo: è così impossibile pensare a qualche tipo di azione per salvare il posto di lavoro a 15 persone? È così difficile pensare ad una soluzione per evitare che tanta gente possa perdere un punto di riferimento nella propria cittadina? Noi troviamo che la normativa adottata non tenga affatto in considerazione le esigenze della nostra Acquaviva, che rischia di diventare un paese silenzioso e triste!! Si, perché inevitabilmente ci sarà un esodo verso altri paesi dei nostri ragazzi.

Non stiamo qui a dilungarci ancora per molto. Senza il gazebo nulla sarà più come prima. La chiusura è un rischio reale, e paradossalmente anche a tratti irreale, che il Papiè corre. * E non solo il Papiè. Si perché in tempi quasi immediati anche tutti gli altri esercizi che siete abituati a conoscere e a frequentare, subiranno una sorte molto simile. E rischieranno, speriamo per loro e per voi di no, la chiusura. *

Ma ancora una volta siamo pronti ad affrontare tutto quello che verrà, nel solo e unico modo che conosciamo. Insieme. E lo faremo con la speranza che i nostri cittadini e i nostri colleghi possano peronare la nostra causa. Siamo fiduciosi che queste parole scritte a tutti voi non siano un addio, ma un arrivederci a presto, al Papiè.

Non molliamo, non molleremo. Perché il Papiè è stato, è, e vogliamo che sia ancora CASA.

 

Lo staff del Papié Bistrot

Commenti  

 
#1 Carmen Palumbo 2019-09-21 18:24
Io ne ho parole! Al giorno d’oggi gli imprenditori di qualsiasi settore fanno i salti mortali pur di garantire il progredire della propria attività. Ed il Comune, come Autocritas, dovrebbe garantire che il proprio paese non perda una risorsa così grande!
 

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