Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Zona Industriale: parla Tonino Santamaria

Tonino Santamaria

 

“C'è bisogno di un nuovo regolamento”. - “Ma basterà?” Parliamo della Zona Industriale. E lo facciamo con l'analisi di Tonino Santamaria: “Responsabile territoriale della CNA, amministratore unico di Finanza per l'impresa, vice-presidente della società finanziaria Credit S.p.A., responsabile Puglia – Basilicata – Calabria di E-platform; la piattaforma commerciale mondiale”. 

A suo parere, quale analisi per la Zona Industriale di Acquaviva delle Fonti?

“Per quanto riguarda il mio pensiero, stiamo andando allo sfacelo più completo. Perché da anni nulla si fa. Nulla che salvaguardi sia gli interessi degli imprenditori, sia gli interessi delle maestranze. Ma anche quelli del Comune, dell'occupazione locale, dell'economia e dello sviluppo di questa Acquaviva. È tutto bloccato e nessuno adotta provvedimenti”.

Basterebbe un nuovo regolamento per far ripartire la Zona Industriale?

“Il regolamento insieme ad altri provvedimenti di carattere urbanistico servono, innanzitutto, a chiarire quella che è la situazione. Il tutto serve anche come punto di partenza e con una pubblicazione corretta della realtà della zona che deve essere fatta. Quello che dico da anni è “bisogna sistemare l'esistente, bisogna adeguare l'esistente alle nuove normative di legge che nel tempo sono cambiate”. Abbiamo un regolamento che è partito negli anni '80 e per cui bisogna adeguarlo alle nuove normative, alle nuove possibilità di insediamenti. Poi creare con una sana programmazione insieme ad altre realtà. E non si può pensare che il Comune di Acquaviva, siccome ha il casello autostradale, è più favorita rispetto alle altre cittadine viciniore: questo lo era vent'anni fa. Oggi questa visione strategica è diventata pure di secondo ordine: alle imprese nostrane, soprattutto dopo questa brutta crisi economico-finanziaria, si deve far rivedere tutto. Bisognerebbe anche guardare ai nuovi mercati. Cuore della Puglia era partita con le sue premesse... Ma mi sembra una vetrina. Quando, invece, tutto deve essere oggi più organizzato scientificamente e nel promuovere target concreti in Europa, in America, in Asia, ovunque. E questo l'avevo detto al sindaco nel giorno in cui è stato istituito E-platform ad Acquaviva. Noi ci stiamo pure battendo affinché Grottaglie diventi l'aeroporto cargo italiano. Ad esempio: “Etihad” va a caricare a Malpensa, Milano. Che ha la pista più corta di Grottaglie. E fare mille chilometri in meno sarebbe stato anche più agevole per i trasporti. E qui stiamo parlando di prodotti destinati al mercato arabo. Un nuovo mercato. A Dubai ci sarà anche l'Expo 2020: oggi siamo quasi alla scadenza di quello che bisognava fare”.

Ha fiducia nell'amministrazione guidata da Davide Carlucci?

“No. Perché i progetti a questa amministrazione comunale li abbiamo già presentati. noi, Finanza per l'Impresa, E-platform, e uno studio di progettisti anche di ambito ministeriale. Ma oggi dialogare con questa amministrazione non ha più senso: perché una volta che ha fatto in una zona industriale un centro di raccolta nell'area destinata ad un centro servizi, ha castrato tutta una iniziativa. Ad Acquaviva serviva un centro servizi”.

Quindi E-platform non é decollata ad Acquaviva? E non si dialogherà più?...

“Al momento della presentazione di E-platform, il sindaco, anche come presidente in quei mesi di Cuore di Puglia, aveva speso le sue parole: poi, più nulla”. 

 

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