Martedì 20 Novembre 2018
   
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Il termometro dei giochi in Italia

Renzi in Bruxelles

La crisi recessiva non guarda in faccia nessuno, persino il florido settore dei giochi che per il secondo anno consecutivo chiude con un bilancio in leggera flessione. 82,7 miliardi di euro rispetto agli oltre 84 del 2013, pari ad un calo percentuale netto dell’1,5%. L’andamento negativo dell’intero movimento ha pesato notevolmente sull’indotto per le casse dell’Erario: lo Stato italiano ha incassato globalmente 7,8 miliardi di euro, trecentomilioni in meno rispetto al 2013.

Non è una vera e propria debacle, ma è un segnale evidente che l’industria stia attraversando una fase di astasi, dopo il boom registrato nel nostro paese grazie alla regolamentazione AAMS. Un assestamento figlio della politica di spending review rispolverata dagli italiani e dalla morsa esercitata da governo, regioni e associazioni no slot nei confronti del gioco d’azzardo in sensu latu.

Prima di addentrarci nell’analisi comparativa dei dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non possiamo omettere la pioggia di emendamenti legati al gioco, che stanno interessando da molto vicino la discussione sulla Legge di Stabilità. Il protagonista assoluto è Raffaele Ranucci, giovane senatore in quota Partito Democratico, che ha proposto di applicare alle new slot una ulteriore tassa annuale pari a 1000 euro per esercizio pubblico, imposta che salirebbe fino a 2000 euro per video lottery e sale bingo. L’emendamento presentato nei giorni scorsi alle Commissioni Parlamentari di Palazzo Chigi include anche un nuovo sistema di tassazione erariale che porterebbe ad un prelievo del 48%  sul netto (ovvero raccolta meno vincite), al posto del 5% sul totale delle giocate. In parole povere, lo Stato continuerebbe ad attingere da un settore che costituisce quasi il 4% del Pil italiano, dall’altro si darebbe una sorta di ‘contentino’ a tutti i movimenti e politici che stanno portando avanti da diversi anni la lotta al gioco d’azzardo.

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Ma passiamo all’analisi globale dei dati, una sorta di termometro per misurare lo stato di salute dei giochi in Italia. A dominare la scena ci sono le slot machine e le video lottery, che a fine anno toccheranno il tetto dei 46 miliardi di eurp. I cosiddetti ‘apparecchi di intrattenimento’, presenti un po’ ovunque nelle nostre città e disponibili in tutti i formati, continuano a trainare un settore che regge nonostante la crisi e un bilancio inferiore al 3% rispetto al 2013, I Gratta&Vinci sono andati vicinissimi al limite dei 10 miliardi di euro. Il ‘sempreverde’ Lotto ha raccolto complessivamente 6,5 miliardi di euro. Le scommesse sportive hanno registrato invece un volume di gioco superiore ai 5 miliardi di euro (in crescita rispetto all’anno passato grazie all’effetti dei Mondiali di calcio in Brasile). Dati positivi sono stati riscontrati dal ramo online del betting sport, che è cresciuto dell’8,7% rispetto all’anno precedente, con un surplus pari a 200 milioni di euro.

La crisi più profonda riguarda uno dei settori che da sempre ha fatto la voce grossa nel settore, stiamo parlando del poker, che nella modalità torneo ha perso il 26%, mentre il ‘Cash’ il 23%”. In tal ambito brillano i Casinò Games, che sono cresciuti del 15% rispetto all’anno scorso muovendo un volume di gioco pari a 260 milioni di euro, nonostante il trend negativo del ‘tavolo verde’.

Lo stato di salute ottimale dei Casinò Games è, insieme alle scommesse sportive, uno degli elementi positivi di questo bilancio di fine anno, segno tangibile che le nuove frontiere del gioco si stanno inesorabilmente spostando dal terrestre verso la Rete, Le conferme vengono direttamente dai dati registrati nel 2014 da alcuni colossi del settore: il Casinò Online 32Red Italia ha ottenuto un bilancio positivo in termini di visite uniche sulla nota piattaforma online di matrice britannica, oltre ad una crescita nel numero di registrazioni di account e download dagli store Apple, Android e Windows Phone. Situazioni analoghe sono state registrate anche dai principali competitors: ad esempio William Hill e Unibet hanno ‘incassato’ il record di visite annuali nelle room che ospitano diverse tipologie di gioco legate al gambling.

Il vento sta cambiando? Probabilmente sì, e la direzione è stata già indicata dall’evoluzione delle nuove tecnologie e dall’uso ormai spasmodico della Rete. Il bilancio complessivo ottenuto dal settore dei Giochi non è da mandare al macero, anzi ci sono diversi elementi positivi che permettono all’industria di guardare con ottimismo al futuro. Un futuro che passerà inevitabilmente attraverso investimenti mirati nel settore online e nello sviluppo di tecnologie avanzate, portali di ultima generazione e applicazioni specifiche per dispositivi portatili, capaci di soddisfare l’esigenza degli utenti. Un cambiamento indotto e forzato anche dai nuovi provvedimenti adottati dal governo, come la distanza dai luoghi sensibili e le agevolazioni Irap nei confronti di quegli esercenti che smantelleranno o decideranno di non installare new slot. Non ci resta altro che aspettare la fine del 2015 per capire come il settore dei giochi si evolverà nei prossimi mesi e quali strade alternative adotterà per ritornare in perfetta salute.

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