Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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“L’economia acquavivese riparte fra barman e ristoratori”

mario carella

 

Come gira l’economia ad Acquaviva delle Fonti?… L’abbiamo chiesto ad un barman d’esperienza: l’italo-canadese Mario Carella, 38 anni. Ottima la sua padronanza dell’inglese: cui preferisce pensare proprio in tale lingua al posto di quella italiana… Carella, tra il 2009 ed il 2010, è stato anche un giovane impegnato in politica, a livello locale: nell’area del centrodestra acquavivese (Alleanza di Centro, poi il Popolo della Libertà)… affinché si potesse “cambiare una mentalità” fra coloro che volevano far girare l’economia locale. Carella immaginava una “Tomorrow Land”: i barman e i ristoratori al centro di un progetto per la rivalutazione del territorio. Oggi, albergano solo le macerie di una lontana idea.

A suo parere, come gira il settore dei bar ad Acquaviva, dopo la festa della Madonna di settembre?

“Sono due anni a questa parte che il settore economia, per quanto riguarda bar o ristorante ad Acquaviva, non è che sta giovando più di tanto. Difatti, mi permetto di dire che c’è quasi un calo tra il trenta ed il quaranta percento di incassi lordi. E, quindi, di frequenza clienti. Resta evidente che la situazione cambia da un bar all’altro… sono d’accordo… ma non ci vuole proprio una laurea in economia per capire che Acquaviva dipende dall’Ospedale Miulli. Molti acquavivesi lavorano al Miulli: molti stipendi vengono oggi decurtati. Quindi, né i lavoratori, né i loro figli ventenni possono concedersi particolari consumi. Ma a parte il caso Miulli, io noto che è proprio calato il potere di acquisto dell’acquavivese medio. La festa della Madonna, a mio parere, è stata organizzata bene: ma sono cambiate le usanze dei giovani. Loro non sentono più appartenenza a questa città e vanno fuori a spendere il proprio tempo. Dopo la festa della Madonna, ho visto un notevole calo. Ad Acquaviva non c’è più niente per loro: trovano ciò che vogliono nelle città limitrofe. Vanno tranquillamente fino a Bari come a Polignano. Perché nel nostro settore non c’è indotto, non c’è organizzazione locale. Non ci sono idee. Non ragioniamo tra noi barman, tra noi ristoratori, tra noi pizzerie… Siamo confinati nel nostro mondo. Complice vent’anni di assenteismo della politica acquavivese. Non abbiamo mai avuto nessun assessore all’altezza. Altre città conoscono più sagre, nuovi imprenditori che cacciano soldi ed investono. Ma Acquaviva è anche agricoltura: però, finito l’acinino… si chiude tutto.”

A questo punto, vuole consigliare ad un giovane acquavivese di 21 anni di aprire un bar ad Acquaviva?

“Quello del barman è un bel lavoro, ma consiglierei di non farlo ad Acquaviva… Non nego che ci sono locali che hanno una storia… e dove possono imparare tanto. Ma dovrebbero fare esperienza anche fuori dalla Puglia, addirittura al nord. Farsi furbi e imparare altre lingue. Inventarsi cose nuove per attirare i clienti. Ecco: invertarsi cose nuove. Capire cosa non c’è ad Acquaviva. E portarlo.”

Come si potrebbe far girar moneta ad Acquaviva?

“Guarda… la gente, dopo una certa ora, non esce più di casa. Secondo me, il Comune dovrebbe creare una “Social card Acquaviva bar”… agli adulti dai 18 fino ai 40 anni: questo dovrebbe garantire un tot di spese per alcune strutture del settore terziario locale… affinchè i nostri clienti possano poi godere di sconti, bonus, buoni benzina… Questo potrebbe stimolare i giovani di Acquaviva a rimanere più in città. A livello occupazionale, la svolta non è facile: il grosso, qui, è tra il Miulli in crisi e l’agricoltura che talvolta arranca. Quest’ultimo settore andrebbe rivalutato prima che i grandi imprenditori, complice il nostro lassismo, la nostra disinformazione, e la nostra (ahimé) ignoranza, possano prendere i nostri terreni e destinarli all’uso e consumo dei loro interessi. Non dei nostri. Ma il problema non sono gli imprenditori… Siamo noi acquavivesi. Ripeto: noi acquavivesi. Eppoi c’è troppa disinformazione fra i giovani. Non c’è alcuno sportello Informagiovani.”

Vuole lanciare un appello al sindaco Davide Carlucci?

“Nessuno in particolare. Gli auguro di fare un buon lavoro e penso di aver già detto tutto. Cosa dovrei aggiungere? Lo rispetto e penso abbia una certa cultura. Ogni stima.”

Su iniziativa di Mario Carella è stata creata la seguente rubrica su GenLocal:

http://genlocal.wordpress.com/2013/10/06/acquavivesi-facciamo-girare-leconomia/

Carella ai cittadini acquavivesi: “Caricate il seguente link sul vostro profilo Facebook e lasciate i vostri commenti. Questa città ha bisogno, almeno, di mettersi alla pari con quelle limitrofe?”

Commenti  

 
#2 Bravo Mario 2013-10-07 11:19
CERCHIAMO DI SVEGLIARE UNA CITTA' CHE DORME.
 
 
#1 Bravo Mario 2013-10-07 11:18
Ottima iniziativa. Spero che i restanti barman la comprendano. Vedi... Spesso noi acquavivesi ci lamentiamo che in questa città nessuno ha coraggio di dire ciò che pensa. Caro Mario, questa è una città che dorme. Poi... Ci sono bar che reggono la crisi e bar che tirano avanti come possono. Io ricordavo diversi bar che fino a qualche anno fa facevano cassa. Stavano meglio di oggi. Bravo Mario e spero che sia più dialogo fra barman, ristoratori e pizzerie.
 

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