Martedì 13 Novembre 2018
   
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Natuzzi, presentato il Piano di Salvaguardia del Polo Italia

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 Natuzzi S.p.A. comunica di aver presentato oggi a Roma, alle Organizzazioni Sindacali nazionali e locali, il piano industriale di riorganizzazione dell’assetto del Gruppo in Italia (Piano di Salvaguardia del Polo Italia, il “Piano), volto a riportare la Società in condizioni di redditività e a creare i presupposti per un solido percorso di crescita futura, salvaguardando, quanto più possibile, l’occupazione nel territorio pugliese e lucano.

Il Piano presentato alle parti sociali è il risultato di un’approfondita analisi condotta sui cambiamenti strutturali in atto nel settore dell’arredo, e conferma il ruolo strategico per Natuzzi S.p.A. delle produzioni “made in Italy” di qualità e delle competenze professionali presenti nel territorio.

Il Distretto del Mobile Imbottito in Puglia e Basilicata ha visto calare le aziende del settore da 520 dei primi anni del 2000 a 100 nel 2012, mentre gli addetti sono scesi da 14.000 a soli 6.000, di cui circa 4.500 rivenienti dalle attività del Gruppo Natuzzi (3.175 dipendenti di Natuzzi S.p.A. e 1.340 dell’indotto). In questi anni il settore è stato fortemente impattato dagli effetti della globalizzazione, dal forte apprezzamento dell’euro verso le principali valute, dalla crescente pressione sui prezzi esercitata dei paesi emergenti con produzioni a basso costo di manodopera e dal dilagare del fenomeno della concorrenza sleale e del ricorso al lavoro nero.

Oggi la situazione si è ulteriormente aggravata. Nonostante gli investimenti e gli sforzi della Società negli ultimi anni, la crisi del mercato immobiliare e l’ulteriore calo dei consumi in Europa e in Italia impongono al Gruppo Natuzzi un obiettivo prioritario: la salvaguardia dell’azienda.

Le linee guida strategiche del Piano prevedono, da un lato l’allineamento dell’attuale struttura operativa alle effettive esigenze dei mercati, e dall’altro un ritorno alla competitività, da realizzarsi attraverso forti investimenti in innovazione di prodotto e di processo, in marketing e comunicazione e nello sviluppo dei punti vendita Natuzzi Italia nel mondo. Il tutto per un investimento complessivo di oltre 190 mln di euro.

Tuttavia, il gap che attualmente separa i costi industriali di Natuzzi S.p.A. da quelli dei principali competitors stranieri e di alcuni concorrenti sleali insediati nel distretto è enorme, come dimostrano i risultati registrati negli ultimi sei anni (2007-2012) in cui il Gruppo ha registrato un EBIT negativo per circa 140 milioni di euro, largamente imputabile agli elevati costi industriali e all’altissimo costo del lavoro. Gli attuali organici in Italia non sono più sostenibili e tecnicamente non possono più essere gestiti attraverso la Cassa Integrazione Straordinaria, che ha già coinvolto circa 1.450 collaboratori nel 2012, dei quali 674 a zero ore.

La risposta a questo scenario è la riorganizzazione dell’assetto italiano del Gruppo, che coinvolgerà complessivamente 1.726 dipendenti (1.580 negli stabilimenti produttivi, 146 negli uffici centrali) per i quali la Società si vede costretta ad avviare le procedure di mobilità in vista della scadenza della Cassa Integrazione Straordinaria prevista per ottobre 2013. Attraverso questa riorganizzazione la Società intende salvaguardare la posizione di 2.789 lavoratori, di cui 1.449 interni e 1.340 nell’indotto.  

Il Gruppo Natuzzi, che in tutti questi anni ha sempre agito in virtù della sua responsabilità sociale, è pienamente consapevole dell’impatto nel territorio derivante dalla riorganizzazione e auspica che attraverso il dialogo e l’intervento congiunto di Istituzioni, Sindacati e di Natuzzi S.p.A. possa scaturire un percorso condiviso per trovare soluzioni efficaci e sostenibili.

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