Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Lavoro e Giovani. Come entrare nel mercato del lavoro?

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Lavoro. Bestia nera del nuovo millennio. Specie per i giovani, i quali dopo il proprio lungo percorso di studi si ritrovano in un mercato del lavoro al quale occorre un diverso tipo di professionalità (magari semplici e manuali). Tempo, soldi e risorse buttate all’aria a causa di uno scollamento tra aspettative lavorative e bisogni del mercato. Cosa fare allora?

Ne parliamo con Massimo Favia Dottore in Economia, Senior Consultant at TQM Management S.r.l., Senior Consultant AXIOMA S.r.l. di Bari (consulente aziendale esperto in: progetti finanziati; implementazione di sistemi di gestione conformi a normative internazionali; progettazione e implementazione di sistemi MBO; progettazione e implementazione di sistemi di Valutazione delle prestazioni). La Voce del Paese in esclusiva lo ha intervistato a margine del Work Shop su “Giovani e Opportunità Lavorative” organizzato e promosso dall’Assessorato ai Servizi Sociali e Politiche del Lavoro del Comune di Acquaviva.

Si parla da anni di crisi economica e difficoltà nel trovare lavoro, tutti si avvitano sull’analisi e sull’origine della crisi. Ma quali sono a questo punto le possibili soluzioni per i giovani specie laureati e con fior di master che non riescono a trovare il primo impiego?


Occupandomi da tempo di progettazione formativa e valutazione del personale, ho potuto rilevare che i più giovani molto spesso si avviano alla ricerca del lavoro con aspettative troppo elevate. Avere delle aspettative è legittimo e naturale ma solo pochi hanno anche degli obiettivi, e direi quasi mai un reale progetto di vita personale. Un progetto di vita presuppone una serie di obiettivi che dovrebbero essere fondati su dei bisogni ma spesso si osserva uno scollamento tra le aspettative e i bisogni. I bisogni cioè molte volte sono in netta contraddizione rispetto a quello che ai giovani piacerebbe fare. Talvolta gli stessi non hanno la percezione di quelli che dovrebbero essere i propri bisogni e già nella scelta spesso sbagliano. Sbagliano rispetto a ciò che serve al mercato e spesso al loro futuro...

Cosa fare per non sbagliare?


Occorre avere chiaro in mente cosa si vuole fare. Chiedersi “Io dove voglio arrivare? Voglio fare il dipendente, oppure il lavoratore autonomo?”. Questo è già un piccolo passo in avanti. Tutte le opportunità che si presentano, in termini di esperienze, devono essere colte e diventare bagaglio personale. Quindi uno stage di due o, tre mesi, gratuito, per conto di una società, non è mai tempo perso. Due o tre mesi di esperienza formativa, anche se in forma gratuita, rappresentano un avanzamento di 10 cm in più nel percorso del proprio progetto di vita. L’obiettivo principale non può essere solo quello della redditività. Il progetto porta alla redditività. Faccio un esempio: ho selezionato tempo fa una giovane ragazza come assistente personale del console italiano in Romania, la quale, dopo qualche tempo, senza nemmeno il doveroso preavviso, si è dimessa. Tempo dopo l’ho ritrovata assunta in un’ azienda come dipendente subordinata. Le ho chiesto quale fosse stata la ragione della sua scelta e lei mi ha risposto di averlo fatto per 50 euro in più di stipendio. Questa ragazza molto probabilmente non aveva chiaro in mente il suo progetto di vita.

E qual è questo progetto di vita?

Semplicemente quello di iniziare un percorso, acquisire competenze e aumentare il proprio guadagno. Bill Gates sosteneva che “ la vera ricchezza per una persona sono le competenze”. I soldi uno li ha in tasca e li può spendere tutti anche in una sola serata. Senza che ne rimanga più niente. Così diventa povero. Le automobili, i computer, i telefonini non sono la ricchezza. Le competenze sono la vera ricchezza. Le competenze restano. E le competenze ciascuno di noi le può spendere per tutto il resto della propria vita. Il progetto si realizza attraverso l’acquisizione delle competenze anche se questo comporta che per un certo periodo non entri nulla o quasi nulla in tasca. Basta partire da tre semplici domande: domanda numero uno: quali competenze devo acquisire per entrare nel mercato del lavoro? Domanda numero due: come devo fare per acquisire queste competenze? Terza domanda: che cosa sto facendo per acquisirle? Occorre rispondere a queste domande.

 E come si può intraprendere questo cammino?

Ricercando ad esempio su Internet, partecipando a corsi di formazione, molto spesso anche gratuiti, partecipando a Work Shop forum ecc.. non stando fermi ad aspettare che qualcuno ci regali le soluzioni ai nostri problemi.

Insomma essere “ProAttivi”?

Certo. Essere proattivi significa non aspettare che il lavoro venga da te, quasi per magia, ma attivarsi in diversi modi a ricercarlo e per essere competitivi sul mercato.

Un errore che lei ha commesso all'inizio della sua attività professionale e che può raccontare pubblicamente per far sì che altri evitino di farlo…

Forse quello di aver avuto talvolta paura di sbagliare e, per questo, non essere stato abbastanza ambizioso o folle; o anche l’errore di essermi bloccato per non aver raggiunto un obbiettivo. Questi, e non escludo anche altri errori, mi hanno insegnato ad avere coraggio e a mettermi sempre in discussione, mi hanno insegnato che la paura è un emozione importante per la crescita, che è impossibile non avere paura ma necessario avere coraggio per affrontarla. Mi piace ricordare una citazione che spesso uso in aula “ Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire, e non c’era più nessuno”.

Insomma capacità di "switch" (ovvero di mutare idee, pensieri, convinzioni…)

Esattamente. Occorre essere come l’acqua: ’acqua quando trova l’ostacolo non si blocca, non si ferma a pensare perché c’è l’ostacolo. Riesce ad infilarsi anche in un minuscolo buchino e fluisce dall’altra parte, proseguendo il suo cammino, in continuo divenire, senza fermarsi.


Un settore imprenditoriale o una professione che secondo Lei oggi offre buone opportunità di crescita, mercato e lavoro?


Occorre distinguere tra settori che danno occupazione immediata e settori che danno occupazione dopo un certo periodo. Ritengo che, in generale,l’orientamento dei giovani al mercato del lavoro sia un po’ carente. Il mercato del lavoro oggi richiede professioni manuali da una parte e polispecializzazione tecnica dall’altro. Sono professioni che però, la maggior parte dei giovani, non vuole intraprendere. Dovendo dare io un consiglio, direi di orientarsi   verso tutto ciò che riguarda Ambiente, energie rinnovabili, e per chi si approccia alla consulenza a tutto ciò che è in grado di creare efficienza rendendo più snella “l’organizzazione”, la crisi in questo ambito sta creando ampi spazi di riflessione.


Un ultimo consiglio pratico a tutti quei giovani che in questo momento sono a casa, in cerca di lavoro e temono per il loro futuro.


Dedicare ogni minuto della giornata alla “proattività”. Bisogna partire dalla consapevolezza di sé se si vuole realizzare una propria progettualità di vita e tentare tutte le vie, legittime naturalmente, per raggiungere il proprio obiettivo. Bisogna considerare la paura come un buon alleato che ci aiuterà a crescere tutte le volte in cui avremo il coraggio di osare. A questo proposito vorrei ricordare il consiglio di un uomo che ha dimostrato cosa si è in grado di realizzare partendo dal nulla, "Stay Hungry. Stay Foolish.", siate affamati, siate folli.

 

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