Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Barnabà: “il Matching per lo sviluppo del Sud”

conv finale

Fare “impresa” è un rischio. Soprattutto in un momento incerto e drammatico come quello che sta sconvolgendo il vecchio continente che da anni ormai non riesce più a produrre lavoro e ricchezza. È un rischio, ma è anche una grande sfida. Una sfida alle proprie capacità. Un eccitante avventura quotidiana. Avere il coraggio di mettersi in gioco. “Essere affamati ed essere folli”. Fare l’imprenditore significa avere la lungimiranza dei tempi. Guardare oltre la forma. L’economista austriaco Schumpeter nel 1946 dava forse la migliore definizione di un ‘imprenditore’: “la caratteristica che definisce l'imprenditore è semplicemente il fare cose nuove o fare cose che si stanno già facendo in un modo nuovo…”. Ieri sera presso l’Ala Nord di Palazzo De Mari si è tenuto un convegno organizzato da Vito Antonio Santamaria amministratore di Finanza per l’Impresa ( e già Presidente di Cofidi Puglia), sul tema “Internazionalizzazione e nuove opportunità per le imprese pugliesi”. La serata è stata un importante occasione per presentare il Consorzio per promuovere le imprese pugliesi e invitare le imprese locali (praticamente assenti) all’ 8° edizione del Macthing alla Fiera di Rho di Milano ( prevista dal 26 al 28 Novembre), organizzato dalla Compagnia delle Opere (associazione di imprenditori nata in Lombardia nel 1986 nel solco culturale e religioso di Comunione e Liberazione). A margine del convegno, La Voce del Paese in esclusiva ha intervistato il Direttore Generale della Compagnia delle Opere della Basilicata Gianluca Barnabà.consorzio per promuovere le imprese pugliesi


Cosa significa oggi in Italia essere “imprenditori”, fare “impresa”?

È una bella scommessa ma è l’unica strada che c’è per cercare di crearei un lavoro che altrimenti è difficile oggi da trovare. Fare impresa oggi significa guardare con attenzione quello che la realtà propone e adeguarsi di conseguenza mettendosi insieme, facendo Rete. È proprio questo il principio che è alla base della CdO.

La Cdo si ispira alla concezione di libertà dell’ individuo all’interno del mercato del lavoro rispettando la dignità della persona in qualità di essere umano. Si crea quindi una forma di “Capitalismo Etico” non basata solo sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e su un conflitto sociale, ma sulla cooperazione tra l’imprenditore e il proprio dipendente?

Compagnia delle Opere, come dice il nostro Presidente nazionale Bernhard Scholz, più che un associazione di imprese è una associazione tra imprenditori. In questo momento di difficoltà generale e di crisi, occorre mettere le basi per costruire un nuovo modello di società basata sul principio fondante della sussidiarietà e della solidarietà.

Sussidiarietà che andrebbe finalmente a rimuovere quell’ancestrale forma di assistenzialismo parassitario statale.

Esattamente. Al centro c’è la persona, quello che noi definiamo il vero capitale umano.

Quindi in questo modello si attenuerebbe quello storico conflitto sociale tra imprenditore e dipendente subordinato?

Nell’ottica di formazione che noi proponiamo ai nostri associati uno dei principi che promuoviamo è proprio la concezione di vedere nel lavoratore dipendente il vero e unico capitale. La vera ricchezza è’ proprio la risorsa umana che produce all’interno dell’azienda senza la quale non esisterebbe il progetto imprenditoriale stesso.

Di solito gli imprenditori sono abituati a vedere i concorrenti come nemici e pericolo per la propria sopravvivenza nella giungla del mercato (in un ottica di mors tua vita mea). Matching invece si ispira ad un principio di collaborazione, di interazione anche tra imprese concorrenti per fare del business. Quanto, specialmente qui al Sud Italia, la collaborazione, la cooperazione tra imprese può essere veicolo per lo sviluppo economico locale delle Terre del Mezzogiorno?

Per noi il termine concorrenza significa concorrere insieme. Al Matching si creano delle nuove sinergie creando una rete, un Networking. Non c’è individualismo e competitività. C’è solo collaborazione e cooperazione per affrontare le sfide di un mercato sempre più globale. Certamente lo sviluppo per le imprese del mezzogiorno deve ripartire da questo nuovo modello. Da soli si fa fatica. Insieme si può crescere e guardare al futuro.

Quindi per le piccole imprese locali del nostro paese, investire delle risorse, per poter partecipare al Matching porterebbe dei benefici e dei risultati importanti? Insomma è un occasione che le imprese di Acquaviva non devono lasciarsi scappare?

Partecipare ad incontri One to One e a centinaia di work shop itineranti permette anche alle piccole imprese locali di importare importante know how da sperimentare sul territorio.

Insomma un importante occasione di benchmarking per le piccole imprese che possono replicare modelli virtuosi e vincenti di altre realtà territoriali.

Esattamente. Un importante e fondamentale esperienza che solo il Matching può offrire.

Quali sono a questo punto le misure reali di sostegno che la Cdo offre ai suoi associati per essere competitivi e vincenti nel selvaggio mercato globale, in un momento di crisi in cui l’accesso al credito è utopia e il costo del lavoro pagato allo Stato è una mannaia per le Pmi italiane?

Per quanto riguarda l’accesso al credito noi abbiamo stipulato a livello nazionale delle convenzioni con degli istituti bancari per permettere sia agli imprenditori del sud che a quelli del nord di poter avere accesso al credito in maniera da poter portare a compimento i progetti di investimento e innovazione. Ogni associato della CdO essendo parte integrante della nostra Rete viene supportato e coadiuvato nella sua avventura imprenditoriale. La CdO è sempre presente non li lascia mai soli.


cdo

 

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