Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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IL DOTT. MASTROROCCO, SEGRETARIO FEDERFARMA MT

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AcquavivaNet ha incontrato in questi giorni il dott. Leonardo Mastrorocco (in foto), il più giovane farmacista d’Italia, acquavivese d’origine, classe 1982, emigrato per lavoro nella vicina Basilicata.

 Dal 2008 sei titolare di una Farmacia a Salandra, recentemente sei stato nominato Segretario di Federfarma Matera, quando è avvenuta questa nomina? di che si tratta?

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 “Questa nomina è il risultato di una votazione che si è svolta Sabato 22 e Domenica 23 gennaio 2011 nella sede di Federfarma Matera a cui hanno partecipato circa 60 titolari di Farmacie della Provincia (quindi 60 Votanti) e della successiva seduta del consiglio del 27 gennaio per l’assegnazione delle cariche che hanno portato a rinnovare il Consiglio Direttivo (è composto da 7 membri: PRESIDENTE Dr. GUERRICCHIO ANTONIO, VICE PRESIDENTE (Responsabile rurale) Dr. GRASSANO ROCCO, SEGRETARIO Dr. MASTROROCCO LEONARDO, TESORIERE Dr. PISTONE PIETRO, CONSIGLIERE Dr.ssa D’AGOSTINO MARIA FILOMENA, CONSIGLIERE Dr. DI MARZIO GIUSEPPE, CONSIGLIERE Dr. MIRAGLIA PAOLO), il Collegio dei Revisori dei Conti (EFFETTIVO Dr. ssa LO FRANCO ANTONIETTA, EFFETTIVO Dr. MORANO LEONE, EFFETTIVO Dr.ssa TALLARICO ANTONIETTA, SUPPLENTE Dr. CALVELLO GIOVANNI),  e il Collegio dei Probiviri (EFFETTIVO Dr. BARBARO PALMINA, EFFETTIVO Dr. MOTTA MARIA CATERINA, EFFETTIVO Dr. TORRACO GIUSEPPE).

L’incarico nasce da una volontà del Sindacato FEDERFAMA di Matera, l’associazione sindacale dei titolari di Farmacia della Provincia di Matera, ha durata triennale (2011-2014), ed è rinnovabile fino a tre mandati.

 Nel marzo del 2008, diventando titolare di una Farmacia ubicata in Basilicata, sono entrato a far parte di questa associazione di categoria. Conoscendomi, con il tempo, hanno gradito la mia presenza nell’ambito del consiglio direttivo tanto da darmi la carica di Segretario, si tratta di un ruolo istituzionale all’interno della Federazione, che si occupa per lo più della parte burocratica e amministrativa (che cura i contatti con gli enti Regionali, convoca le assemblee, redige i relativi verbali ecc), è insomma l’esecuzione effettiva di quelle che sono le decisioni del Consiglio. Ovviamente è la mia prima esperienza nel campo in quanto sono abbastanza giovane. Hanno voluto e deciso di darmi questo ruolo, perché sperano e mi auguro che sia così, di portare nuove forze all’interno del sindacato.

Ci viene assegnato un minimo di responsabilità anche per quanto riguarda le ‘Farmacie Rurali’ presenti nei Comuni al di sotto dei 3000 abitanti. Diversamente dai paesi più grandi (dove ci sono pronti soccorso, guardie mediche e medici associati,ecc) in queste piccole realtà la farmacia rurale è il primo presidio sanitario, il primo centro di riferimento per il cittadino. Il ruolo del farmacista rurale è privilegiato, vive in quel territorio ed è sempre, ventiquattro ore su ventiquattro un punto di riferimento per la sua comunità. In una regione come la Basilicata queste realtà sono abbastanza frequenti, un po’ per la sua conformazione fisica montuosa, è caratterizzata da una popolazione prettamente anziana, e da un un’alta emigrazione dei giovani fuori per studio e per lavoro”.

Parlaci un po’ di te?

“Sono nato ad Acquaviva delle Fonti nel dicembre del 1982, dopo la laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Bari nel luglio del 2005 ho iniziato ad esercitare la mia professione come collaboratore in diverse Farmacie della mia città.

 Nel marzo 2008 mi sono trasferito in Basilicata dove ho avuto la possibilità di diventare titolare di una Farmacia. Non avevo neanche 26 anni, sentivo che quella era l’età giusta, ho pensato che non potevo farmi scappare questa occasione convinto che se  avessi aspettato mi sarei radicato sul territorio e avrei perso lo spirito e avuto difficoltà ad adattarmi ad una nuova realtà, ad affrontare questa nuova sfida. Volevo mettere su qualcosa di mio, mettermi in gioco con tutte le mie energie per qualcosa per me, non avevo molta esperienza, avrei potuto sbagliare ma anche fare bene ed essere gratificato. Per adesso vivo a Salandra, mantengo però sempre viva la speranza di tornare un giorno in Patria, casa mia resta sempre questa, Acquaviva, anche se so che sarà un obiettivo difficile”!

Ci sono lati positivi e/o negativi in questa tua esperienza professionale?

 “Di negativo ti direi sicuramente la lontananza dalla mia famiglia, dagli affetti più cari e dagli amici di sempre. Salandra è una piccola comunità di 3000 abitanti, è come se fosse una grande famiglia, per me l’integrazione è stata semplice, così come la disponibilità a 360° per qualsiasi problema, ci si conosce tutti; c’è una diversa qualità della vita, è come se la vita frenetica non fosse arrivata”.

Immagina di avere dinanzi studenti del V° Superiore, indecisi su quale percorso di studi intraprendere, consiglieresti la tua Facoltà e questa professione?quali caratteristiche dovrebbe avere il potenziale aspirante farmacista?

“Sicuramente!Consiglierei di intraprendere questi studi. Così come tutte le altre professioni è fondamentale la passione, vivere il proprio lavoro come una missione, essere al servizio della gente. Per quanto riguarda le caratteristiche direi che deve saper ascoltare, dare conforto ma avere soprattutto tanta pazienza, volontà e spirito d’iniziativa, oltre che preparazione e aggiornamento continuo. Non si può pensare che studi fatti anni fa possono essere attuali tutt’oggi, continuiamo quotidianamente ad informarci e aggiornarci”.

Un' ultima domanda, a proposito dei tagli alla Sanità, dei ticket a ricetta vuoi confrontare la situazione attuale pugliese con quella lucana?

"La spesa sanitaria risente di vari fattori (n° popolazione, età media della popolazione, estensione) è dettata dalla gestione politica, ricopre una grossa fetta del budget delle Regioni, penso sia la fetta più grande. Come Farmacie territoriali veniamo investiti solo del 13% della spesa sanitaria. Siamo una figura mista nel senso che  rivestiamo un ruolo istituzionale perché siamo effettivamente integrati nell’amministrazione pubblica ma al tempo stesso viviamo un ruolo privato come commercianti. Siamo quell’anello di congiunzione tra il cittadino,e la Sanità.

I ticket, molte volte vengono imposti per scoraggiare l’uso improprio a chi fa un uso smisurato di farmaci, che ci tengo a precisa vanno sempre presi sempre sotto controllo del proprio medico, non come caramelle. In questo periodo di crisi ogni Regione sta cercando di far quadrare i conti. La Basilicata ha un trattamento privilegiato".

In che senso, i nostri cugini lucani vivono una situazione più rosea?

"L’utente finale da noi non ha ancora il ticket sulla ricetta che, invece, c’è in Puglia".

 

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