Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Distorsioni Sonore: Murubutu fra literaturerap e storytelling

urlo


Il 7 Settembre prossimo, ad Acquaviva, per la seconda giornata della quinta edizione del Festival Distorsioni Sonore, un grande ospite musicale da non perdere. Si tratta di Alessio Mariani, in arte Murubutu, classe 1975, docente di storia e filosofia al Liceo "Matilde di Canossa" di Reggio Emilia.

Difficile definire questo artista in poche righe: di sicuro uno dei maggiori, ma sopratutto più alternativi Hip Hopper italiani, un musicista incline alle sperimentazioni e alle contaminazioni, un poeta, un cantautore che si muove fra la composizione tradizionale dei testi in chiave rap ed un linguaggio nuovo, incisivo nella sua semplicità sintattica, ma carico di significati nelle originali associazioni dei termini e nelle espressioni che attingono alla più elevata letteratura classica.

Orgoglioso della sua professione di insegnante, che sostiene, all'interno della sua didattica disciplinare, l'importanza delle attività laboratoriali per dare agli studenti l'occasione di sperimentare le proprie competenze e fare della scuola "la bottega di un artigiano", non ha mai tenuto nascosto il suo grande amore per le materie letterarie. Sono i racconti dei grandi della letteratura europea, da Leopardi a Verga, da Balzac a Flaubert a fare da fonte di ispirazione per i suoi brani. L' antica passione per la musica rap fa il resto. Ed ecco il magico connubio che dà origine ad una produzione colta: storie importanti cullate da melodie orecchiabili, che veicolano messaggi da cantautorato d'oc non solo per teenager.

Murubutu, fondatore, fra le altre cose, del collettivo La Kattiveria, ha, al suo attivo, quattro album pubblicati con la stessa etichetta bolognese. L'ultimo nel 2016: L'uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti, che contiene 15 brani ispirati a venti di varia origine e con opposte caratteristiche.

Il vento assume nei testi dell'album significati diversi, ma simboleggia, di sicuro, l'artista stesso, la sua arte compositiva, e sottolinea il suo lento vagare fra i temi trattati affinchè diventino storie uniche, allo stesso tempo universali, in un soffiare continuo che è la vita, che cambia spesso direzione, intensità, ma non si ferma mai.

I temi dell'ultimo lavoro di Murubutu sono davvero tanti. Mi piace ricordare quello della diversità che, in Grecale, diventa un messaggio positivo per coloro che lo colgono: Diversità può diventare unicità e nella diversità vi può essere la vera forza, quella che serve per giungere alla realizzazione dei propri sogni. "Sente un buio che si espande mentre lei diventa grande. Fidati di te! ....Raggio dentro un temporale".

E ancora il tema della malattia che causa la perdita dei ricordi e con essa la perdita di se stessi - "Io ti guardo dentro gli occhi e non so chi sei. Nel riflesso dei tuoi occhi non so chi c'è." - in Mara e il Maestrale. Ma la forza di questo artista sta nella capacità di trasformare il racconto di una realtà dolorosa, ancora una volta, in un messaggio di grande positività, un invito. Quello di non fermarsi alle apparenze nell'incontro con l'altro, perchè se ci mettiamo nella condizione di sincero ascolto emozionale riusciamo a sentire con il cuore quello che non è possibile vedere con gli occhi - " Chiudo i miei occhi e ti ritrovo nel cuore".

Ringraziamo davvero i giovani dell'Associazione L'Urlo che, in collaborazione con il Comune di Acquaviva, sono riusciti a regalare alla cittadinanza un concerto che si annuncia di coinvolgente spessore culturale. L'appuntamento è in Piazza dei Martiri 1799. Vi aspettiamo in tanti!

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