Domenica 24 Giugno 2018
   
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"Il ponte delle mute risposte"

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Il giorno 3 aprile, presso la sala comunale di Acquaviva delle Fonti, si è tenuta la presentazione del libro “Il ponte delle mute risposte”, il cui autore è il giovane acquavivese Massimiliano Pietroforte. Laureatosi a pieni voti con lode, presso la facoltà di lettere moderne a Bari, ora sta conseguendo la specialistica in filologia moderna a Roma. Massimiliano è sempre stato amante della lettura, e la scrittura nel tempo è diventata una vera e propria necessità, in quanto gli permette di trasmettere i pensieri più profondi e nascosti.
Nel 2016 il giovane scrittore ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Carta stropicciata”. La poesia è da lui definita come un linguaggio primordiale, perché oltre che ad essere un modo per farsi comprendere è anche un modo per conoscere meglio se stesso. Il racconto invece nasce dalla volontà di non soffermarsi esclusivamente sui dettagli ed istanti, ma dal desiderio di creare una vera e propria storia. Così, i pensieri di Massimiliano hanno dato vita al romanzo “Il ponte delle mute risposte”. Enrico, il protagonista, è un uomo che vive una quotidianità serena sia in ambito famigliare che lavorativo, ma con il passare del tempo, lo scorrere dei pensieri ed interrogativi da lui posti, lasciano tramutare la sua condizione di tranquillità iniziale in una situazione priva di certezze. Enrico da cinico incravattato, da uomo dalle pronte risposte, si ritrova nei bar di periferia in cerca di risposte, fissando i fondi dei bicchieri. Ciò che porta il protagonista in tale condizione è la presa di coscienza dell’importanza dello scorrere del tempo, del domandarsi se le scelte prese siano le più giuste, se le persone che lasciamo andare, un giorno saranno costrette a tornare nella nostra mente.
Nel romanzo vengono elaborati una serie di interrogativi che generalmente l’uomo si pone, ma nel libro non ci sono risposte per i lettori; l’obiettivo dell’autore è far comprendere che a volte bisogna saper attingere a tutto ciò che di buono la vita ci offre e soprattutto di imparare a convivere con le proprie incertezze.
La società che caratterizza i nostri giorni è priva di certezze, di punti di riferimento solidi, non si vive in un mondo che lasci primeggiare validi principi e sani valori. Ci troviamo, direbbe Bauman, in una società liquida. L’uomo è solo, ciò aggrava una situazione di incertezza e instabilità. Quindi Enrico, il protagonista, è ognuno di noi, ogni qual volta che ci poniamo interrogativi sulla nostra vita e sul significato che vogliamo attribuirle.
In un mondo dominato da internet, dai social, per quanto possa affacciare la nostra vita alle realtà circostanti diminuendo i tempi e le distanze, non ci offre degli stimoli concreti, infatti il romanzo, per sfuggire da tale realtà, è ambientato nel 2000 e fa riferimento ad una giovinezza avvenuta negli anni ’80, quando si viveva ancora in modo autentico, puro, senza condizionamenti virtuali.
“Il ponte delle mute risposte” aiuta il lettore a cogliere le priorità della vita ed a non lasciarsi assoggettare dalle frivolezze che prevalgono nel sistema odierno, alienandoci dalla bellezza dell’autenticità.
Pennac diceva “un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso… così “Il ponte dalle mute risposte”, seppur risposte non ce ne siano, potrebbe aiutare a farci diventare nuovamente padroni del nostro tempo e dei nostri pensieri.

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