Mercoledì 11 Dicembre 2019
   
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Crisi del Miulli, lettera aperta al governatore Vendola

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CGIL CISL UIL FIALS FSI NURSID ANPO CIMO FASSID AAROI SINAFO FVM

Le Segreterie Sindacali Aziendali e Territoriali

 

                                                                                  Al Governatore della Regione Puglia

                                                                                  Dott. Nichi Vendola

 

                                                                                  E,p.c.

 

                                                                                  All’Assessore alle Politiche della Salute

                                                                                  D.ssa Elena Gentile

 

                                                                                  Agli organi di informazione

 

                                                                                  Ai lavoratori ed ai cittadini utenti

 

                                                                                  L O R O   S E D I

 

Caro Nichi, sotto un sole battente, il 9 Maggio u.s. circa 250 lavoratori del Miulli e cittadini di Acquaviva delle Fonti (il dato è desumibile dalle riprese televisive, scaricabili dal web, dell’emittente Telemajg), hanno sperato poterti incontrare per rappresentarti il dramma ed il dolore che stanno vivendo a seguito della decisione della Governance dell’Ente di avviare presso il Tribunale di Bari la procedura di “concordato preventivo in continuità aziendale”, stabilendo, in violazione di qualsivoglia norma contrattuale, il taglio di circa il 20% degli emolumenti stipendiali percepiti dai suoi lavoratori.

La Direzione dell’Ente ha reagito precettando tutto il personale attivo nei reparti.

E’ ovvio raccogliere la delusione e la frustrazione dei convenuti per la tua assenza, ancor più rimarcata dal mancato invio di un qualsiasi messaggio che esprimesse vicinanza e solidarietà a quanti oggi manifestano per la tutela del proprio posto di lavoro e dei propri livelli di reddito.

Quello che non si riesce a comprendere e fa sinceramente discutere, è la considerazione che non hai mai lesinato, forte di una umana sensibilità che tutti ti riconoscono, il tuo intervento e la tua premurosa attenzione verso altri luoghi e santuari del dolore della nostra amata Regione Puglia (vedi Bridgestone, Ilva, etc.) e nel caso dell’Ospedale Miulli preferisci mantenere, invece, un profilo di partecipazione inintelligibile.

Caro Nichi, perché accettare acriticamente la rappresentazione della crisi economica e finanziaria dell’Ente, così come rappresentata dal suo management, che la vorrebbe unicamente legata a cause strutturali determinate dalla sperequazione dei trattamenti economici riconosciuti agli Ospedali Pubblici a scapito degli Ospedali Ecclesiastici classificati e non entrare, attraverso il corretto esercizio di una doverosa funzione di controllo,  anche nel merito di scelte gestionali di una struttura che si finanzia esclusivamente con l’intervento pubblico o ancor peggio tentare surrettiziamente di individuare, come pure è stato fatto con dichiarazioni destituite di ogni fondamento, nei costi del personale la ragione della fallimentare situazione odierna?

Ed ancora, perché la Regione Puglia, che era pronta ad impegnarsi con un intervento di circa 200 milioni di Euro nel progetto “San Raffaele del Mediterraneo”, in sinergia con il gruppo di interessi facente capo a Don Verzè,  non pensa di avviare un percorso istituzionale di acquisizione al pubblico dell’Ospedale Miulli, vieppiù considerandone i natali ( volontà testamentarie dell’Avv. Francesco Miulli e riconoscimenti statuali) la mission pubblica prestata tra la gente, in un genuino spirito di carità, del tutto estraneo a logiche di profitto privatistiche, la proprietà pubblica (INAIL) del nuovo Ospedale Generale Regionale Miulli, la perfetta omologazione al pubblico, del suo personale (vedi assunzioni, progressioni di carriera, mobilità attiva e passiva, trattamento normo-economico e previdenziale)?

E se ciò, per una qualche ragione che non comprendiamo non fosse possibile, perché non pensare a forme di partecipazione diretta nel quadro istituzionale e gestionale dell’Ospedale Miulli al fine anche di meglio esercitare le funzioni di controllo e di indirizzo delle attività dell’Ente in un contesto di profonda rivisitazione del servizio sanitario regionale per ovvie ragioni di contenimento dei costi e di razionalizzazione delle spese?

Caro Nichi, al fine di ricercare ogni soluzione utile a scongiurare il fallimento dell’Ospedale Miulli con ovvie ripercussioni sui livelli occupazionali, sulle economie del territorio, sulla domanda di salute di un territorio sempre più vasto ovvero il suo abbandono ad una definitiva deriva privatistica che offende la dignità e l’intelligenza di quanti Vi hanno operato rendendolo un polo di eccellenza della sanità pubblica pugliese e nazionale, ti invitiamo, ad un’assemblea cittadina che si terrà Acquaviva delle Fonti in Piazza Vittorio Emanuele alle ore 19,00 del 15.05.2013.

 

CGIL CISL UIL FIALS FSI NURSID ANPO CIMO FASSID AAROI SINAFO FVM

Commenti  

 
#1 Doctor 2013-05-12 10:52
Di fatto, da ieri, con i nuovi pronunciamenti del Consiglio di Stato il Miulli è privato. Ora si possono bloccare le prestazioni quando si supera il tetto di spesa, poveri ammalati. o si Forse è quello che gli Ammistratori volevano ora sicuramente qualche partner privato si avvicinerà.
 

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