Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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ENDOTERAPIA SUI LECCI, PARLA FRANCESCO SIGNORILE

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Questa mattina è iniziata la prima fase del trattamento fitosanitario sui lecci di Piazza Vittorio Emanuele II.

Incuriositi dalle ‘flebo sulle cortecce’ su alcuni esemplari, abbiamo chiesto delucidazioni al Direttore dei Lavori per il Verde Pubblico, dott. Francesco Signorile.

Si tratta- riferisce nell’intervista- di un intervento di endoterapia, finalizzato a combattere il parassita che ha attaccato le piante di leccio che sono impiantate in piazza Vittorio Emanuele II, nella fattispecie,  si tratta di una cocciniglia Kermes vermilio.

È importante salvaguardare queste piante ma soprattutto la salute dei cittadini. Abbiamo deciso di intervenire con questa tipologia di trattamento, l’endoterapia, interveniamo dall’interno con una endovena’ nel tessuto del sistema linfatico della pianta; viene traslocato il principio attivo contenuto nelle sacche della flebo in tutte  le parti attive e foto sintetizzanti della pianta.

L’insetto che ha un apparato boccale perforante e succhiatore nutrendosi del principio attivo dell’insetticida viene ucciso dalla sostanza stessa.

Successivamente ci sarà una fase topica, con un intervento dall’esterno, perché questi insetti hanno una forma svernate all’interno della corteccia dove questo tipo di trattamento ovviamente non arriva.

Andremo ad integrare il precedente trattamento per debellare l’insetto nella maggiore percentuale possibile, seguirà un intervento di monitoraggio continuo per vedere a che punto è lo stadio di sviluppo e, necessariamente, ci sarà un’altra profilassi per evitare la fase epidemica.

 La fase principale epidemica si è verificata sul versante di piazza Vittorio Emanuele compreso tra i due chioschi, quello opposto (di fronte il Teatro) è rimasto più illeso. Oggi, infatti, abbiamo preferito iniziare con la parte più colpita. Domani tratteremo quell’altra parte a livello preventivo. Il principio attivo ha nella pianta una durata di diverse settimane vogliamo evitare che la fase epidemica venga traslata anche sulle altre piante”.

Quante sono le piante di leccio su cui siete intervenuti?

L’intervento è stato fatto oggi più o meno sul 50% delle piante colpite (in piazza si contano 87 piante adulte e 8 piccole) che sono state sottoposte al trattamento di endoterapia.

Questo insetto, purtroppo, sta creando flagello in gran parte dei comuni della provincia.

 Sono a conoscenza che Cassano sia stata colpita da questo insetto già da diversi anni. La mia ipotesi è che sia stata traslocata qualche giovane neanide di là, che si sia potuta poi annidare e conseguentemente arrivare alla fase epidemica che stiamo trattando. Fase che è iniziata, come vi dicevo, in corrispondenza dei due chioschi, poi si è allargata in forma centripeta; due i focolai in corrispondenza delle due zone più calde, il calore ha favorito la prolificazione degli insetti e la fase epidemica.

Cercheremo di contenerla per quanto è possibile. Ci sono piante da preservare ma ciò che più è importante è l’incolumità dei cittadini. Ho già relazionato in merito riferendo lo stato agli organi competenti, a mio parere andrebbero eliminate e sostituite alcuni esemplari, così come si è fatto, con piante più giovani. Le più giovani non hanno attualmente possibilità di crescita perché ci sono le piante adulte che le sottomettono;  se non si dà la possibilità all’esemplare più giovane di avere luce e spazio, difficilmente si potranno affrancare per avere la loro espansione di chioma.

Intendo a questo proposito insistere sul discorso dello stato fitosanitario: alcune piante in piazza Vittorio Emanuele II sono in condizioni precarie. Come direttore dei lavori per il verde pubblico, sono responsabile dell’incolumità dei cittadini, in qualità di tecnico e dott. forestale avverto a maggior ragione la mia responsabilità, come cittadino sento il dovere di rendere consapevole la cittadinanza che vanno effettuati degli interventi prima che succeda qualcosa di irreparabile. È importante comunicare l’intervento che stiamo attuando in questi giorni e rendere consapevole  la cittadinanza di ciò che effettivamente si fa.

A costo di essere impopolare mi sento di dire in tutta coscienza professionale e di cittadino che va presa una decisione radicale: bisogna intervenire con l’asportazione di alcuni esemplari vecchi e debilitati”.

Commenti  

 
#1 Daniela Bonelli 2016-06-04 17:11
Abito a Pantelleria, in un bosco di lecci che ho scoperto devastato dalla cocciniglia Kermes.......mi interesssa il tratamento da voi descritto, ho provatp con olio bianco per ben 2 trattamenti ,ma quasi nessun risultato. Cosa si mette nella flebo ? Ci tengo molto a trovare una soluzione anche perchè dopo l' incendio che ha distrutto mezza montagna ,siamo in molti ad essere preoccupati e vorremmo salvare gli ultimi lecci dell' isola.
 

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