Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Università, record di abbandoni in Puglia. Quali le cause?

La didattica è un aspetto fondamentale del percorso formativo di un giovane, in quanto ne aiuta la crescita personale e professionale, consentendogli di poter vantare un curriculum attrattivo per le aziende ed una serie di competenze in grado di aumentare le chance lavorative. Purtroppo in Italia non si tratta di un'operazione scontata: mai come in questo momento, infatti, il nostro sistema universitario sta mettendo in mostra delle preoccupanti falle, che spingono sempre più spesso i ragazzi ad abbandonare gli studi in corso d'opera, per via degli altissimi costi che non vengono poi ripagati da insegnamenti all'altezza delle spese e della fatica.

Bari: studenti in fuga dall'università

Bari e università: un rapporto complesso che ha reso la Puglia la seconda regione per calo di immatricolazioni e abbandono degli studi. Stando ai dati resi pubblici dal Ministero dell'Università, infatti, gli atenei della regione stanno affrontando una vera e propria fuga di universitari: su circa 10.000 studenti regolarmente immatricolati, sono ben 3.000 quelli che in media si ritirano dall'università all'inizio di un nuovo anno accademico. In pratica, il 30% dei ragazzi di Bari decide di non proseguire per via delle numerose difficoltà che l'iscrizione all'università porta, come ad esempio quelle relative ai costi e agli spostamenti.

La cause del crollo delle iscrizioni universitarie

Le cause che spingono i ragazzi pugliesi ad abbandonare gli atenei, nello specifico quello di Bari, dipendono da una serie di ragioni economiche e logistiche. Innanzitutto, gli altissimi costi in merito alle tasse da pagare, che sono stati ulteriormente alzati per via della riforma ISEE di quest'anno. Inoltre, i costi si fanno ancora più evidenti per i fuori sede: in questo senso, il taglio dei finanziamenti statali, delle borse di studio e degli alloggi nelle cittadelle universitarie ha spinto molti studenti di Acquaviva delle Fonti ad affrontare una spesa extra enorme, spesso in casi in cui era impossibile sostenerla. E anche le difficoltà relative agli spostamento coi mezzi pubblici - annoso problema dei pendolari di Acquaviva - spinge sempre più spesso i ragazzi di provincia ad abbandonare gli studi.

Università telematiche in controtendenza

Se da un lato crollano le iscrizioni alle università standard, dall'altro decollano quelle alle università telematiche: non è un caso che nel 2016 siano state registrate numerose migrazioni di studenti da un sistema didattico all'altro. I vantaggi offerti da questi atenei sono tanti: non solo danno la possibilità di risparmiare sugli spostamenti, dato che l'insegnamento viene impartito online, ma permettono anche di riconoscere i crediti formativi già ottenuti durante il periodo di studio presso un'università “tradizionale”. L'ateneo telematico Unicusano, ad esempio, spiega qui come si può ottenere il riconoscimento dei crediti formativi in modo da potersi iscrivere direttamente negli anni successivi, senza perdere nulla durante il passaggio da un'università all'altra.

Studiare online non rappresenta solo un'alternativa, ma il sistema didattico del futuro, in quanto consente non solo di acquisire grandi conoscenze tecnologiche per via dello studio sul pc e sulla rete, ma anche perché consente a chi ha un lavoro di coniugare professione e studio, dato che le registrazioni delle lezioni permangono sulla piattaforma di e-learning, e sono dunque facilmente fruibili a qualsiasi orario.

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