Sabato 25 Novembre 2017
   
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"Prevenzione dell'Ictus e Fibrillazione Atriale"

nuovi standard.2.2


Ad Acquaviva delle Fonti un incontro tra specialisti per fare il punto sull’anticoagulazione nella pratica clinica e sulle novità introdotte


Si è svolto sabato 28 maggio presso l’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti un incontro dal titolo: “Nuovi standard terapeutici nella Gestione della Fibrillazione Atriale”, rivolto alla comunità medico-scientifica, per fare il punto sulla terapia anticoagulante nella pratica clinica, rivolta ai pazienti affetti da Fibrillazione Atriale, organizzato anche con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim Italia.

 “La Fibrillazione Atriale è un’aritmia cardiaca che provoca un battito irregolare e spesso più veloce del normale – dichiara il Dottor Massimo Grimaldi, Responsabile Scientifico dell’incontro - Colpisce 15 abitanti su 1.000, aumentando la sua incidenza nei soggetti più anziani (ne soffre il 10% degli ultraottantenni). Questa aritmia è la causa più frequente di ricovero ospedaliero per aritmie ed è la prima causa di ictus cerebrale – continua il Dottor Grimaldi - La presentazione clinica della malattia è estremamente variabile. La forma parossistica, ovvero autolimitantesi, generalmente si manifesta in soggetti con cuore sano o con cardiopatie lievi. Le forme persistenti e permanenti, di contro, si riscontrano più frequentemente in soggetti con cardiopatie più gravi o in età più avanzata. La terapia farmacologica, oggi disponibile anche in mono somministrazione, e l’ablazione tendono ad eliminare le recidive aritmiche ma molto spesso riescono solo a ridurne il numero.”

 Per esercitare misure preventive adeguate, l’elemento cruciale è rappresentato dall’utilizzo di un sicuro ed efficace regime terapeutico, attraverso una valida terapia anticoagulante orale, che serve a prevenire le complicanze tromboemboliche, prima fra tutte quelle cerebrali. Da oltre cinquant’anni la profilassi farmacologica utilizzata è rappresentata dagli antagonisti della vitamina K, che richiede frequenti controlli ematici per l’aggiustamento del dosaggio, data l’alta variabilità di risposta inter-individuale.

 Da tre anni, però, anche il nostro Paese può contare su una classe di farmaci innovativi, i Nuovi Anticoagulanti Orali - NAO, più sicuri e maneggevoli, in grado di venire incontro alle esigenze di medici e pazienti: non richiedono controlli ematici costanti, non hanno interazioni con gli alimenti e ridotte sono quelle con altri farmaci, hanno una somministrazione a dosaggio fisso e presentano un basso rischio di sanguinamenti maggiori rispetto alla terapia tradizionale.

Tra i Nuovi Anticoagulanti Orali – continua il Dottor Grimaldi - il dabigatran ha anche dimostrato di ridurre significativamente, rispetto al warfarin, le ischemie cerebrali”.

Per i pazienti che utilizzano dabigatran, poi, da oggi c’è una novità: da pochi mesi è stato introdotto nel nostro Paese, idarucizumab, un “antidoto” che neutralizza in maniera specifica l’effetto anticoagulante del farmaco. Questo diventa particolarmente importante quando è necessario bloccare un’emorragia in corso, o prevenirla nel caso di interevnti chirurgici di urgenza o procedure interventistiche invasive come un’angioplastica primaria in un infarto acuto.

Durante il congresso oltre a presentare le novità scientifiche inerenti la gestione del paziente con Fibrillazione Atriale, è stato anche presentato un nuovo ambulatorio dedicato ai pazienti affetti da questa aritmia.

 

 

 

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