Venerdì 24 Novembre 2017
   
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Ideologia gender, incontro con l’avv. Amato

incontro 27 aprile ideologia gender

 

“Famiglia, ideologia gender e identità di genere” questi i temi dell’incontro pubblico previsto per mercoledì 27 aprile 2016 alle ore 19:30 presso l’Auditorium dell’Oratorio di San Domenico Savio (in via T. Francavilla) ad Acquaviva delle Fonti.

L’evento, promosso dalla Parrocchia San Domenico di Acquaviva, dalla Chiesa Cristiana della Grazia, da Cittadinanzattiva e Tribunale per i Diritti del Malato e dal Segretariato per l’ecumenismo e il dialogo della Diocesi di Altamura-Gravina –Acquaviva delle Fonti, vedrà la partecipazione dell’avvocato Gianfranco Amato, presidente dell’”Associazione “Giuristi per la Vita”.

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato gli organizzatori per rivolgere loro qualche domanda.

È la prima volta che si tiene una conferenza del genere in città? Come nasce l’idea di questo incontro pubblico…

“Si, è la prima volta ad Acquaviva”- ci dice il pastore protestante della Chiesa cristiana della Grazia Francesco Bernardi- ci auguriamo possa essere utile per quanti parteciperanno. La nostra Chiesa fa parte del consiglio ecumenico delle chiese della Diocesi di Altamura Gravina Acquaviva, ci incontriamo periodicamente con don Rocco Scalera. E prosegue: “non sarà un Forum, ma una conferenza. Se il tempo lo permetterà alla fine ci sarà una sessione dedicata a domande e risposte”.

“Nelle scorse settimane- ci precisa Mimmo Morgese, referente locale di Cittadinanzattiva- il pastore Bernardi ha spiegato questi temi dal punto di vista scientifico sempre all’Oratorio San Domenico in un incontro voluto da don Peppino Pietroforte rivolto ai genitori dei bambini del catechismo e del gruppo famiglie. Ad ottobre scorso abbiamo invece ascoltato a Bari l’avv. Amato, fondatore di “Giuristi per la Vita” associazione cattolica che si muove a 360° nel mondo cristiano. E’ nata una proficua collaborazione. Ci siamo aggiunti anche noi come Cittadinanzattiva. Crediamo nei diritti dei cittadini, ci teniamo a fare informazione su questi temi, senza essere invasivi”.

Entriamo più nel dettaglio…

“Il tema- prosegue Bernadi- è molto importante. Se io chiedessi al cittadino medio che cos’è il Gender, il gender studies o studi di genere, pochissimi sanno cosa sono e sanno rispondere… alcuni pensano che abbiano a che fare con l’omosessualità o con l’identità. In realtà niente di tutto questo. Gli studi di genere nascono negli anni Settanta nei movimenti femministi e si diffondono per giungere oggi ad un livello molto influente sotto ogni ambito: sociale, civile, e politico e di conseguenza giuridico. Si sono diramate nei quattro ambiti delle Scienze Umane che sono: Antropologia, Filosofia, Psicologia e Sociologia con tanto di accreditamenti da parte della società civile e scientifica.

La verità è, a mio parere discutibile, che nascono con un obiettivo ben preciso di tutelare le nuove minoranze. Il movimento femminista, ad es. è nato per tutelare la donna dall’egemonia maschilista. Credo che nessuno avrebbe nulla da ridire, salvo alcune forme estreme del femminismo.

Gli studi di genere abbracciano tutti gli ambiti della società partendo dalla volontà, seppure apparentemente buona di tutelare nuove minoranze esistenti. Se fino agli anni Settanta potevamo dire gli uomini e le donne sono due categorie chiare e ben determinate dall’antropologia dell’uomo e dal corpo umano, questi studi si richiamano agli studi decostruzionisti che decostruiscono tutto quello che l’antropologia aveva detto fino a quel momento su maschile e femminile. Le scienze umana si sforzano di spiegare nuove categorie come: androgini, transessuali maschili e femminili e addirittura sessualità neutre ecc… e nel cercare di spiegarle si va a decostruire cosa c’era prima. Si arriva ad affermare che il maschile e il femminile non sono più determinate dalla biologia del corpo. Non siamo uomini o donne perché abbiamo una certa biologia ma perché la società ci costruisce questo addosso. E questo è ampiamente accettato dalla comunità scientifica. La sto facendo breve ma il discorso è molto più complesso e ampio.

L’avv. Amato che sarà nostro ospite ci parlerà delle influenze politiche e giuridiche che scaturiscono da tutto questo.

I gender studies si occupano di multiculturalismo, di integrazione. Uno pensa che si parli solo di sessualità, riescono ad entrare in ogni ambito della società e cercano di dare spiegazioni alla luce di questi studi. Agli occhi delle persone sono ben accetti perché vengono dalla comunità scientifica. Io non dico che non ci siano dei propositi buoni, apparentemente lo sono. Un conto è dire che il bambino è maschio perché io lo educo come un maschio, un altro dire che poteva crescere con una natura diversa da quella che è la sua biologia del corpo. Ci sono delle cose a mio parere un po’ estreme. Queste ideologie abbracciano a 360° la vita sociale.

Non ci si rende conto di questo tutto avviene in maniera veloce e mediaticamente molto valida… sono dei professionisti. Il gender sta portando ad una miriade di concezioni dell’antropologia umana: ci sono casi di donne che si sono fatte togliere l’utero perché non si sentono più donne e hanno voluto una sessualità neutra, sono intervenute anche chirurgicamente sul loro corpo. Stiamo andando in una direzione per cui da un alto si dice che la società costruisce quello che siamo dall’altra poi si agisce per diventare qualcosa che antropologicamente non esiste neanche. Gli studi di genere si prefiggono di liberare l’umanità dalla società. E come se tutto ciò che è valso fino a ieri è stata una costruzione di uomini ‘bigotti’, vuoi per la religione o le regole e leggi che ci hanno vestito a tutti noi addosso un genere precostituito che non corrisponde a quello che diremmo ad essere se non fossimo stati indottrinati.

Ci si vuole disindottrinare. Ora io la sto dicendo in una maniera un po’ dura e cruda ma se si va a studiare questi argomenti il disegno è questo. Il problema è che non si capisce dove si arriva… direi alla decostruzione totale della famiglia.

Questi di cui parleremo sono i problemi che sento forti sulla pelle dei cittadini…

La cosa che mi fa piacere – conclude il pastore Bernardi è che -per la prima volta in questo paese, questo incontro pubblico rappresenta una opportunità di ecumenismo che va al di là della spiritualità e si spande nel sociale. La conferenza è stato promossa da due realtà cattoliche: Parrocchia San Domenico, Chiesa Protestante, dal Segretariato ecumenico e da una associazione laica. Vi aspettiamo numerosi”.

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