Sabato 25 Novembre 2017
   
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"In punta di piedi... entra nel mio mondo"

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Le scuole si mobilitano per dire "ci sono!". Piazza Garibaldi si è riempita di grembiuli, maestre e striscioni per la giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo. Problema sensibilissimo, che ha visto la partecipepazione al flash moob, anche della Società Cooperativa Sociale "Solidarietà".

Ieri 2 aprile le scuole del 2° C.D. "Collodi" in stretta collaborazione con la S.S.S. di 1° Grado "Giovanni XXIII – Lucarelli" si sono recate in Piazza Garibaldi, luogo dell'incontro alle 11.30. Bambini, ragazzi ed educatrici portavano disegnate una "A" di colore blu per guancia. Le rappresentanze delle varie scuole, da un iniziale insieme disordinato al centro della piazza si sono disposte formando una decina di cerchi.

Prendendo la parola, una rappresentate della Società "Solidarietà" ha ringraziato tutti i partecipanti, le associazioni e la rappresentanza delle istituzioni acquavivesi presenti. Ringraziando poi il Vespa Club nella componente acquavivese ha ricordato la raccolta fondi sostenuta da quest'associazione. Un'opera di solidarietà in giro per l'Italia perchè le donazioni volontarie saranno raccolte lungo un itinerario che partendo proprio da Acquaviva attraverserà buona parte della penisola.

Successivamente si è assistito al contributo di alcune ragazze dell'IISS Rosa Luxembrug. Nell'ambito del flash mob hanno contribuito alla sensibilizzazione tramite dei semplici passi di danza facenti parte di un brano di musicoterapia. Come spiega una di loro il movimento coordinato di battito di mani, schiocchi delle dita e così via aiutano il paziente a riprendere consapevolezza del proprio corpo, oltre a coinvolgerlo nel gruppo.

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  Introducendo il flash mob la rappresentante della Società Cooperativa Sociale "Solidarietà", ha poi raccontanto il modo in cui si è spiegata la sindrome di specchio autistico ai bambini delle scuole inferiori. Prendendo ad esempio il cartone animato Disney "Alice nel paese delle meraviglie", con riferimento alla protagonista, si è detto che chi è affetto dalla sindrome vive in un mondo tutto suo, diverso da quello di tutti. Non si può portare via da quel mondo, ma si può cercare di entrare nel mondo del bambino: coinvolgendolo, facendolo sentire parte di un gruppo e così via.

La metafora di Alice poi si è resa reale e mentre tutti i bambini in cerchio piano piano si sedevano per terra, ne compariva una dal centro dei cerchi con le sembianze dell'Alice delle favole. Ad uno ad uno la protagonista del film d'animazione ha chiamato a se altri quattro bambini e ha distribuito loro dei palloncini blu, simbolo della sindrome, fatti volare in segno di liberazione della stessa.

 

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