Sabato 25 Novembre 2017
   
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Acquaviva racconta la biodiversità

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Il progetto "BiodiverSO" illustra l'importanza dell'alimentazione bio e diversificata

 Il Presidente_e_i_membri_del_Centro_aperto_polivalente_per_anziani.2

E' sempre l'ora per parlare di biodiversità ad Acquaviva. In occasione della festa di San Giuseppe, e di tutti i papà, la scuola dell'infanzia "N. Capozzo" ospita la conferenza "I racconti della biodiversità". Una conferenza partecipata da specialisti del settore, scrittori e dal Centro aperto polivalente per anziani, e patrocinata dal Comune di Acquaviva delle Fonti.

Vito Giorgio, delegato del sindaco all'agricoltura, descrive la conferenza come la collaborazione tra i professori di Orticultura e Genetica agraria, l'UTE e le istituzioni nelle persone di sindaco, vicesindaco e assessore alla cultura, col fine ultimo di informare, dialogare e valorizzare il bio acquavivese con la cipolla, polignanese con la carota e dell'intero territorio barese.

L'intervento dell'Ass.ra alla cultura Prof.ssa Nardulli va a promuovere e sostenere la particolarità dei prodotti biodiversi del territorio che va perdendosi. L'ottica del non perdere le tradizioni agroalimentari locali, è ripresa anche dal sindaco nel suo intervento: "Mi piacerebbe pensare ai nostri prodotti come un libro da leggere", sottolineando come il decennale falò di San Giuseppe, sia il miglior simbolo delle tradizioni non ancora perdute.

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 Dopo l'introduzione delle istituzioni, è stato proiettato un filmato esplicativo circa la categorizzazione dei prodotti biodiversi sul territorio barese e la registrazione delle particelle fondiarie coltivatrici dei primi, col contributo del professore di Orticultura presso l'Università degli Studi di Bari Prof. Pietro Santamaria, intervenuto anche durante la conferenza.

Successivamente il Prof. Vito Bianco già professore di Orticultura all'UNIBA, ha sviluppato la tematica “La curiosa Cipolla: fa piangere, dà benessere e fa cultura.” Col supporto delle slide, il professore ha mostrato al pubblico presente le varietà di cipolla (cipolla, cipolline e cipollotti ), e ha confrontato la cipolla acquavivese con quella leccese. Dopo un excursus sulla storia e la importazione nel medioevo della cipolla in Europa, si è passati all'analisi biochimica delle due parti della cipolla: bulbo e stelo. Di qui si è approfondito il rapporto tra l'arte e la cipolla, attraverso la pittura, il cinema, i modi di dire, e così via.

I racconti del Prof. Angelo Michele Di Donna, ripresi dal libro “Racconti raccolti”, e gli intermezzi musicali del Centro aperto polivalente per anziani, hanno preceduto l'illustrazione del progetto “BiodiverSO” da parte del Prof. Pietro Santamaria e l'introduzione al libro “Almanacco BiodiverSO”. La preservazione della rarità delle specie biodiverse, scopo del progetto, è stata valorizzata tramite la presentazione grafica e il confronto con le altre specie della cipolla di Acquaviva, di Margherita, il carciofo di Rutigliano, ecc...

L'intervento conclusivo è toccato al Prof. Ricciardi, professore di Genetica agraria presso l'UNIBA. La sua relazione incentrata sulla cipolla di Acquaviva, ha mostrato come la collaborazione tra ricercatori e l'azienda agricola Iannone, ha portato all'analisi non solo della cipolla in sé, ma anche dei siti che si prestano alla coltivazione dell'ortaggio. L'importanza di questo, e del confronto diretto dei ricercatori con gli agricoltori più anziani, è insita nei test di laboratorio avuti su semi e bulbi, che hanno facilitato la categorizzazione e la conservazione del DNA genetico del prodotto.

La conclusione dell'incontro ha visto l'esposizione della poesia inedita “La cipolla rossa di Acquaviva” di Maria De Tullio, e la degustazione di prodotti locali a cura del Centro aperto polivalente per anziani.

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