Sabato 25 Novembre 2017
   
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Prorogato il Concorso per l’Albero della Libertà

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Un concorso per ricordare la rivoluzione del 1799 e i suoi Martiri

 

E' stato prorogato fino alle 12:00 del 15 marzo il bando per la realizzazione di un albero della Libertà ad Acquaviva delle Fonti.

L'Associazione Culturale ARCHEOCLUB D'ITALIA ONLUS "SANTE ZIRIONI" sede di Acquaviva Delle Fonti, con il Patrocinio del COMUNE DI ACQUAVIVA DELLE FONTI, bandisce un CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UN'OPERA D'ARTE CHE RAPPRESENTI L'ALBERO DELLA LIBERTA'.

Ecco il bando: 

ART. 1- Finalità e Tema Del Concorso

L'associazione Culturale Archeoclub "Sante Zirioni" bandisce un Concorso per la realizzazione di un "Albero della Libertà" al fine di commemorare le figure dei Martiri della Libertà dei Moti Rivoluzionari del 1799, ed in particolare l'eroico Sindaco Francesco Supriani, morto per difendere l'ideale repubblicano.

Tema specifico è appunto la realizzazione di un Opera d'Arte, da collocare in piazza dei Martiri del 1799, che rappresenti un omaggio all'Albero della Libertà ed ai valori che esso simboleggia, anche attualizzandolo al presente con nuove tematiche ad essi affini.

Si riportano di seguito notizie utili all'ideazione dell'opera richiesta: “Agli inizi di febbraio del 1799 giunse voce ad Acquaviva che un suo illustre cittadino - Francesco Antonio Pepe - era stato eletto membro del Governo Provvisorio insediatosi a Napoli all'entrata delle truppe francesi. Il 5 febbraio la cittadinanza si radunò nella pubblica piazza e deliberò di aderire alla Repubblica Partenopea. Dopo i discorsi, fra l'entusiasmo della folla ed il canto di inni patriottici, fu piantato l'albero della libertà, a perenne memoria dell'abolito servaggio. La mattina successiva, accompagnando il Pepe, una delegazione di cittadini scortata da sedici guardie si accinse a raggiungere Napoli, avviandosi per la via di Loseto. Il gruppo però non raggiunse mai Napoli: nei pressi del passo di S. Angelo fu oggetto di un'imboscata da parte dei realisti, che trucidarono Francesco Antonio Pepe e suo fratello Giangiacomo, Giovanni Scassi, Filippo Aulenta e tre uomini della scorta. Le sorti della repubblica cominciarono a volgere al fine, soldati e contadini fedeli al re ed al clero si organizzarono per assediare le città che avevano aderito agli ideali repubblicani.

Era l'alba del 29 marzo 1799 quando, capeggiate da Giambattista de Cesare, le truppe sanfediste apparvero nelle vicinanze della città. Dopo due giorni di assedio e a seguito di un presunto tradimento del capo delle guardie a difesa delle mura, la mattina del 31 marzo (il giorno del Lunedì in albis) i contadini, viste le muraglie indifese, si levano a tumulto, spiantano l'albero della libertà e, agitando una bandiera rossa, aprono le porte agli assalitori, che prorompono in città, sitibondi di preda e vendetta. Orribili nefandezze seguirono: abbattute le prigioni e liberati i malfattori, depredati i monasteri, spogliate le case dei possidenti, dato alle fiamme o frantumato tutto ciò che non potevasi trasportare. Persino il Monte di Pietà, l'ospedale e l'asilo dei Pellegrini, sollievo della misera gente, furono derubati e manomessi dalla rabbia civile. Dallo sterminio generale si salvarono appena le case di alcuni realisti, contrassegnate da una croce bianca, ed il convento delle Benedettine.

Crudele, per quanto gloriosa, fu la morte del sindaco Francesco Supriani, settantreenne. Ribelle alle premure degli amici, che lo esortavano a porre in salvo la vita, si offrì spontaneamente al de Cesare; ma non ebbe tempo di avvicinarglisi, chè una grandine di palle lo stese al suolo. Novello Catone, anzi che sopravvivere alla rovina dei suoi ideali, preferì morire da prode soldato e da fiero repubblicano, com'era sempre vissuto! Mentre i nemici lo finivano a colpi di baionetta, esclamò:"io muoio contento, perché muoio per la giusta causa"; e additando la coccarda tricolore che gli fregiava il petto, fra gli estremi aneliti, aggiunse: "questa mi vendicherà!". E fu vendicato.

Il cadavere del Supriani fu poi bruciato insieme all'albero della libertà. Morirono pure di morte violenta, in questo periodo di tumulti, il dottor Lapenna, il canonico Francesco Pellegrini, Giovanni Petrarolo, Giuseppe Sorressa, Nicola Mastrorocco e Maria Teresa Miolla.

Con queste parole lo storico Antonio Lucarelli descrive la triste fine dell'esperienza repubblicana della nostra cittadina.

La centralissima Piazza dei Martiri del 1799, così intitolata in onore delle vittime che avevano immolato la propria vita per gli ideali di libertà eguaglianza e fraternità, da un paio di anni è lo scenario in cui si svolgono gli eventi organizzati per ricordare e riflettere su quei tragici eventi.

Nei lavori di rifacimento del basolato è prevista la presenza, di fronte alla Torre dell'Orologio, antico Palazzo del Sedile, di un'area destinata a ricordare le parole in punto di morte dell'allora Sindaco Francesco Supriani e alla sistemazione di un simbolico "Albero della Libertà".

Cos'è l'ALBERO DELLA LIBERTÀ:

Uno dei primi atti rivoluzionari era quello di piantare nelle città i cosiddetti "alberi della libertà", un rito ispirato al "calendimaggio" con cui anticamente gli agricoltori usavano in primavera celebrare e propiziarsi la natura. Di solito tali alberi erano pioppi, per via del nome ambivalente: populus, al femminile, indica la pianta, al maschile significa "popolo". I repubblicani francesi piantarono il primo albero della libertà nel 1790 a Parigi: di fatto era un palo, sormontato dal berretto frigio rosso e adorno di bandiere e veniva usato per cerimonie civili: intorno ad esso si ballava, si celebravano matrimoni, giuravano i magistrati, come se si trattasse del nuovo altare della religione laica (fonte Wikipedia).

ART. 2 - Requisiti di Partecipazione

Al Concorso potranno partecipare tutti i cittadini italiani e stranieri dai 15 anni compiuti in su, in forma singola o riuniti in gruppi di lavoro che non si trovino nelle situazioni di esclusione di cui all'art. 38 del D.lgs. 12 aprile 2006, n° 163, ovvero nelle condizioni di parentela, fino al terzo grado, con i Soci dell’Archeoclub locale.

Nel caso di raggruppamenti, il gruppo di lavoro dovrà nominare, nell'ambito dei propri componenti, un capogruppo delegato a rappresentarlo, e pertanto tale delega andrà sottoscritta da tutti i componenti, oltre ad allegare tale delega ai documenti concorsuali.

Il concorrente non potrà prendere parte al Concorso contemporaneamente a titolo individuale e quale componente del gruppo; è altresì esclusa la contemporanea partecipazione a più gruppi.

ART. 3 - Modalità di partecipazione e Termini

Gli elaborati concorsuali dovranno pervenire All’Associazione Culturale Archeoclub “Sante Zirioni”, c/o l’ufficio IAT, piazza Maria SS. di Costantinopoli, 16 – 70021 Acquaviva delle Fonti (BA), consegnati a mano, ovvero con qualunque mezzo, entro e non oltre le ore 12:00 del giorno 4/03/2016 in un plico sigillato e anonimo riportante solo la dicitura” CONCORSO L'ALBERO DELLA LIBERTA'” e come identificativo solo ed esclusivamente un motto alfanumerico composto da nove caratteri/cifre. Qualora il plico indichi il mittente lo stesso verrà escluso.

All’interno del plico saranno contenute 2 buste, ognuna recante, oltre la dicitura di seguito descritta, anche il motto di cui sopra:

busta A – documenti:

deve contenere la domanda di ammissione al concorso sottoscritta dal/dai partecipanti, corredata da/i documento/i di identità; eventuale delega al rappresentante di un gruppo, sottoscritta da tutti i deleganti oltre che dal delegato per accettazione;

busta B – elaborati:

deve contenere max 2 tavole in formato A3, nelle quali si rappresenta l’idea progettuale, attraverso grafici bidimensionali e/o tridimensionali, in bianco e nero ed a colori, che riportino anche le dimensioni in cm. del manufatto progettato. Inoltre dovrà contenere una breve relazione esplicativa (max una

cartella in A4), una descrizione dei materiali da utilizzare ed il relativo costo di realizzazione

ART. 4 - Procedura di Valutazione

I progetti verranno valutati da una apposita Commissione, nominata dall'Associazione, tale valutazione è insindacabile.

La Commissione avrà piena autonomia nella scelta del progetto.

Dopo l'apertura delle buste B di tutti i concorrenti, i commissari passeranno ad esaminare gli elaborati progettuali, valutando le proposte e formulando una graduatoria, e associandole alle buste A, in conformità del motto

La graduatoria terrà conto della conformità al Bando, corrispondenza alle richieste dell'Associazione, fattibilità dell'opera anche in funzione dei limiti di spesa e pregio estetico.

ART. 5 - Proclamazione del Vincitore, Entità del Premio

Il Direttivo dell'Associazione, confermerà la scelta della Commissione Giudicatrice e il Presidente proclamerà il vincitore.

Al vincitore del Concorso sarà riconosciuto oltre ad una TARGA, anche la possibilità di trascrivere sull'opera il/i nominativo/i dell/degli autore/i.

ART. 6 – Criteri realizzativi

Nella progettazione, trattandosi di un'opera da collocarsi all'aperto e che si deve tener conto che il manufatto deve essere rimovibile in tempi brevi per rendere totalmente fruibile la piazza in caso di manifestazioni, prevedere sia l'utilizzo di materiali durevoli e resistenti alle intemperie, che di materiali abbastanza leggeri.

L'opera dovrà rispettare le seguenti misure massime: Altezza max 6 m.; Ingombro max 3 m. (ad es. di diametro).

Per gli aspetti più strettamente tecnici legati all'installazione si veda planimetria e progetto allegati.

La rimovibilità: l'opera dovrà essere facilmente rimovibile in occasione di eventi particolari organizzati nello spazio della piazza.

Il tetto di spesa previsto per la realizzazione dell'opera non potrà eccedere € 9.000,00 tutto compreso.

L'opera da realizzare sarà comunque soggetta alle autorizzazioni della Soprintendenza competente.

ART. 7 - Pubblicazione del Bando e Scadenza

Il presente Bando verrà affisso sul sito del Comune di Acquaviva delle Fonti, sul sito nazionale dei Borghi Autentici d'Italia e sul sito nazionale dell'Archeoclub d'Italia, ne verrà data ampia diffusione a mezzo stampa.

ART. 8 - Individuazione del Luogo

Il progetto prevede il posizionamento dell'opera "Albero della Libertà" in un'area appositamente predisposta individuata in piazza dei Martiri del 1799.

La scelta della collocazione dell'opera in piazza dei Martiri del 1799, nasce principalmente per ragioni storiche, in quanto l'antico Albero della Libertà era originariamente situato in quel luogo, che nella stessa toponomastica ricorda quei momenti tragici e gloriosi.

ART. 9 - Allegati

Gli allegati sono parte integrante ed essenziale del presente Bando:

- Planimetria di Piazza dei Martiri del 1799;

- Particolare del sistema d'installazione;

- foto aerea dell'ubicazione;

- modello di domanda (in carta libera)

e si possono scaricare dalla pagina facebook: Archeoclub d’Italia “Sante Zirioni”, sede di Acquaviva delle Fonti.

Concorso albero della libertà

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