Sabato 25 Novembre 2017
   
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No alla Violenza di genere. “Non siamo mai Sole”

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Centro Antiviolenza Li.A. Aperto lo Sportello CAV ad Acquaviva

 

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La Musica rompe il “silenzio” questo il nome dell’evento promosso dall’Ass. Musicale Socio-Artistico-Culturale MUSInCanto realizzato in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Acquaviva per celebrare la Giornata Internazionale sulla violenza contro de Donne che ricorre il 25 novembre. Una serata straordinaria articolata in due momenti: alla presentazione del Centro Li.A. e dello Sportello CAV è seguita l’esibizione del soprano Natalizia Carone e dei suoi allievi della Compagnia InCanto: Angela Debellis, Caterina Rubini, Adriano Sannicandro, Alessia Sapone e Maria Costanza Solazzo. Interpreti straordinari che attraverso il canto e la recitazione hanno invitato il numeroso pubblico a riflettere sulla violenza di genere, un fenomeno dilagante che vede ogni anno un numero di vittime sempre maggiore.

“Realizzare un Presidio contro la violenza sulle donne è un’iniziativa lodevole. Una bellissima iniziativa la sinergia tra Cultura e sociale è un modello vincente” ha detto il sindaco Carlucci dando il via alla serata.

“Abbiamo messo in scena – ha detto Natalizia Carone- piccole parti che raccontano la Violenza, alternando testi, immagini, video forti e brani musicali rivisitati mettendo in luce al di là della brutalità di questa esperienza la possibilità di riscatto quando si riesce a rompere quel “silenzio” che ostacola l’autodeterminazione a favore di una libertà che conduce ad una reale rinascita. Non dobbiamo spaventarci di guardare la realtà, non dobbiamo preoccuparci di chiamare violenza e non amore. Questi sportelli CAV possono dare delle dritte su come è possibile rialzarsi. Lasciamo un segno positivo attraverso la musica. Portate fuori il messaggio vi auguro un buon ascolto e buona riflessione a tutti”.

Nel suo intervento l’ass. Vavalle ha ripercorso l’iter burocratico che ha portato ad avere nella nostra città lo sportello CAV, un posto in cui in maniera riservata potersi rivolgere per denunciare e trovare accoglienza e aiuto per superare il problema della Violenza di Genere.

“Ho combattuto con i denti e le unghie perché lo Sportello venisse offerto in ogni territorio. Abbiamo cercato di mettere a disposizione quegli spazi necessari affinché lo Sportello potesse realizzarsi: tre di questi Comuni sono riusciti ad avere questo sportello, Acquaviva è uno di questi. E’ stata scelta come equipe multidisciplinare: essere i capofila su questo tema e non avere un luogo preposto per offrire questo servizio mi sembrava un handicap. Siamo riusciti ad avere questa opportunità per il territorio presso l’ex scuola materna in via Vittime di via Fani”.

La parola è passato poi alle Operatrici del Centro Antiviolenza: la sociologa e coordinatrice del Centro Li.A. (Libertà e Autoderminazione) Angela Lacitignola, la psicologa e psicoterapeuta Paola De Cesare, e l’avvocatessa Maria Anonietta Menchise. Che cosa sono i Centri antiviolenza? quando sono nati? Che figure professionali hanno e quali servizi offrono? E ancora, da che cosa nasce la Violenza sulle donne? Questi in sintesi alcuni temi toccati.

“La Violenza nasce da quei principi su cui è basata la nostra società, la discriminazione delle donne. Liberarci degli stereotipi significa cambiare cultura costruire rapporti paritari, perché la violenza possa essere contenuta e debellata. La Violenza ha origine nella nostra cultura che minimizza le azioni violente.

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I Centri Antiviolenza sono nati negli anni Settanta e Ottanta per offrire servizi alle donne vittime di violenza,  per decenni sono stati retti da lavoro volontario. Negli ultimi due anni la Regione Puglia ha dato dignità e fatto convenzioni con i Centri Antiviolenza già autorizzati sul territorio. Il Centro Antiviolenza Li.A. è gestito da due enti la cooperativa comunità San Francesco di Ugento che gestisce la rete dei Centri Antiviolenza “Il Melograno” e Associazione Sud est donne di Promozione sociale che ha sede a Conversano e Martina e gestisce un centro antiviolenza autorizzato in provincia di Taranto. Così nasce LIA nell’ambito di Gioia del Colle nel 2014 e nel 2015 nell’ambito di Grumo Appula. Ha al suo interno: due psicologhe una avvocata, una assistente sociale, una educatrice e io- ha concluso Lacitignola- che coordino il Centro”.

“Ognuno di noi ha la responsabilità di contenere questo fenomeno e di invertire la tendenza aprendo occhi e orecchie ad un ascolto senza giudizio di chi vive questo dramma- è stato detto da una delle operatrici del Centro Li.A- Ascoltiamo e accompagniamo da persone che possono aiutare. Ognuno di noi può fare qualcosa sia nella prevenzione che nell’accompagnamento. Educhiamo i nostri figli a rispettarsi nei due generi ed ad avere gli stessi diritti: ci si alza da tavola insieme per sparecchiare e a lavare i piatti. Educhiamoci ad una parità di dignità”.

“Uno degli aspetti per noi importanti- prosegue la psicologa- è l’ affidabilità. Non cerchiamo nella donna la verità, la ascoltiamo e le diamo fiducia. Le crediamo perché è fondamentale che qualcuno non riconfermi la disconferma del sé che ha avuto dal maltrattante che ci fa credere di non essere adeguate e ci rende sempre più insicuri e sole. Non si sta parlando di un conflitto tra coniugi ma di violenza. Nel conflitto noi riconosciamo l’altro, cercando attraverso il contrasto la risoluzione ad un problema, non lo annientiamo nella sua essenza. Il nostro lavoro è riscoprire insieme alla donna la forza ed energie che ci sono e che per anni sono state un po’ chiuse a chiave per anni dalla relazione violenta. Sono donne piene di forza perché la resistenza al danno psichico oltre che fisico è enorme, perché le energie sono state investite per riuscire ad abbassare la soglia di violenza del maltrattante e tenere a bada per la paura che scatti di ira poi diventino un escalation che porta a percosse, lividi e sangue. La donna che subisce violenza riscopre pian piano attraverso un percorso di consapevolezza che ha risorse grandissime, non suggeriamo niente ha tutto in sé, la accompagniamo in un percorso di riscoperta. Non ci sia disconferma del sé, annientamento ma consapevolezza del danno subito. Spesso questi danni vengono letti da tutti noi come la causa della violenza e non la conseguenza. Le violenze continue sono danno e non colpa della donna, la responsabilità è sempre del maltrattante”.

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L’avvocatessa ha poi concluso: “la donna viene poco a poco fuori dal silenzio e dall’isolamento. La donna vittima di violenza deve impiegare tutte le forze per resistere in quella situazione, ha tante insicurezze, non conosce i suoi diritti e i modi per uscire da quella situazione. La conoscenza è importante: viene a sapere che la legge la tutela, ha diritto al gratuito patrocinio per tutte le azioni che intende intraprendere per difendersi da questa violenza, cosa fare sia sul piano civile che penale. Camminiamo con lei, accompagnandola nelle sue scelte, la rendiamo consapevole che a seconda della situazione che sta vivendo hai questo strumento”.

“Non permettere mai a nessuno di calpestare la tua libertà. La violenza è una profonda ferita, possiamo sempre scegliere non siamo mai sole… una donna in rinascita è una grande meraviglia per se stessa e per chi la incontra..”

Al termine della serata dopo l’esibizione musicale la Carone ha invitato i presenti a regalare una libellula o una farfalla danzante realizzate da Stella e Costanza per augurare a qualcuno di trovare l’equilibrio nella vita”. 


 

 

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