Sabato 25 Novembre 2017
   
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UTE, 17 anni di cultura e saggezza

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“Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini…”

 

 

L’anno accademico 2015/2016 si apre per l’Università della Terza Età di Acquaviva, con l’inaugurazione di sabato 24 ottobre 2015 presso l’Oratorio “San Domenico Savio”. Da lunedì 26 ottobre si attiveranno i vari corsi previsti: il corso di spagnolo, il corso per l’utilizzo dello smartphone, il corso di ceramica e così via.

La partecipata inaugurazione ha ospitato il Prof. Giuseppe Elia, ordinario di pedagogia all'Università degli Studi di Bari e Presidente del Consiglio del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria. A lui è stata affidata la propulsione sul tema del primo incontro dell’anno accademico 2015/2016 dell’UTE di Acquaviva: “Superare l’indifferenza per educarsi alla pace”.

Presenti anche la Presidente dell'UTE Prof.ssa Marilena Chimienti e la Presidente Nazionale della Federuni Prof.ssa Giovanna Fralonardo.

L’inaugurazione è stata aperta dalla Prof.ssa Chimienti, che per iniziare ha ringraziato il comitato didattico, i soci e il consiglio d’amministrazione. Sottolineando tutte le statistiche che a diciassette anni dalla nascita di questo progetto hanno portato a 460 iscritti, 50 docenti e 62 corsi attivi.

Successivamente il saluto della Prof.ssa Fralonardo, si sofferma sulla differenza tra le scuole per adulti e le università della terza età. La presidente della Federuni, critica il fatto che ormai le prime siano “compra-diploma”, premiando invece le università come la UTE di Acquaviva che si basano sulla vera e sentita partecipazione finalizzata all’arricchimento culturale, non ad un titolo. Scopo di queste università dev’essere l’educazione alla pace, alle emozioni, alla non violenza, all’essere autonomi e protagonisti della storia.

Riprendendo la parola, la presidente dell’UTE, ha letto la lettera del vescovo, che non è potuto essere presente alla serata e le sue parole di ringraziamento per l’invito e di supporto per il progetto. Introducendo il tema dell’anno accademico, la presidente ha richiamato le aree umanistica, scientifica, artistica e di espressioni corporee, finalizzandole all’espressione, all’insegnamento e alla creazione della pace.

L’introduzione si conclude con il preambolo della costituzione dell’UNESCO "Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace".

Di qui la parola passa al Prof. di pedagogia G. Elia, secondo il quale la lacuna della società moderna è l’umanità, che si può ritrovare solo “attraverso la cultura e la cultura della pace. Temi che insieme alla legalità trovano molto interessante tra le ultimissime generazioni.” Giovani, quindi, non più passivi, ma finalmente impegnati, interessati, critici!

Citando Papa Francesco e Mons. Tomasi, accusa l’indifferenza, come fonte di disumanità, di distorsione della personalità. L’economia e la globalizzazione sono grandi strumenti di bene, di libertà, di meritocrazia, se non si estremizzano. Se non si utilizzano per egoismo, con avarizia ed apatia. “C’è chi spera in un nuovo umanesimo, per rimettere al centro dell’uomo, l’umanizzazione umana”. Questo è il compito che la cultura sostiene: combattere l’indifferenza e il linguaggio della guerra e dello scontro, e scaturire emozioni e un senso di solidarietà ormai sfocato.

Il mondo giovanile è in crisi, è vero. Ma anche il mondo degli adulti lo è. Si impara emulando, e se ci sono solo comportamenti negativi da emulare, i giovani troveranno in quei comportamenti il giusto insegnamento. “La crisi globale tocca tutti gli aspetti dell’esistenza: la crisi economica, la crisi di pensiero e l’eclissi dell’educazione.E’ importante in questa fase storica un’inversione di tendenza, secondo il professore. Bisognerebbe insegnare ai genitori ad educare, perché sta diventando sempre più difficile.

“Il consumismo, la corruzione, il fenomeno mafioso e la competizione spietata in ogni ambito, non rispettano l’umanità. Andando a sfociare per esempio in attività di aiuto umanitario dietro le quali ci sono interessi economici, come sta succedendo in questo periodo.” La chiusura è stata affidata ad una citazione di Maria Montessori: "Il mondo non è stato creato per il nostro piacere: piuttosto noi siamo stati creati per evolvere il cosmo."

La presidente di UTE, riprendendo la parola, dopo una breve riflessione sulle forti parole del Professor Elia, ha ringraziato ancora una volta i presenti e ha dichiarato aperto il 17° anno accademico dell’Università della terza età.

Commenti  

 
#1 critico comune 2015-10-26 15:30
Solo parole grosse. Tutto fumo e niente arrosto.Ci vogliono cose più semplici
 

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